
Con i bombardamenti del 1943 si perse a Milano, purtroppo, uno degli esempi
più belli di dimora privata degli inizi del Quattrocento, la Casa dei
Borromei. Nella nuda facciata del palazzo, tuttavia, è da ammirare ancora
il portale in marmo ad arco acuto, la cui fascia ornamentale che segue l'ogiva
è formata da un bell'intrecciarsi di un tralcio di vite con un ramo di
quercia. All'interno, il bel cortile con un edificio quattrocentesco a due
piani, con finestre ad ogiva. Il palazzo racchiude, in una sala a terreno detta
Sala dei Giochi, uno dei capolavori della pittura tardo-gotica lombarda,
in cui tuttavia sono già presenti timidi accenni rinascimentali. Vi
è rappresentato il gioco dei Tarocchi, quello della palma e quello della
palla, sullo sfondo di ameni giardini, in mezzo a dame e cavalieri. Il magnifico
illustratore di questa società è stato identificato, a volte, con
Pisanello, altre volte con
Giovanni Zenoni da Vaprio, o ancora con
un anonimo vicino agli
Zavattari.