Il contratto sociale è l'opera politica di Jean-Jacques Rousseau più famosa del Settecento basata sull'individualismo e sulla concezione della volontà generale del popolo. In questo documento Rousseau espone e nel contempo sostiene la tesi della democrazia diretta contro la pratica della democrazia parlamentare in uso in Inghilterra.
Secondo Rousseau l'uomo è nato libero ma è anche in catene e i molti che si ritengono padroni di altri in realtà sono più schiavi di questi. Rousseau afferma anche che non riesce a spiegarsi il perchè di tutto ciò, ma ritiene di avere la risposta a questo problema. Sostiene infatti che è bene che un popolo, costretto ad obbedire, obbedisca, ma è ancor meglio che questo, non appena ne abbia la possibilità, recuperi la sua libertà con lo stesso diritto con cui gli è stata tolta.
Secondo il pensiero di Rousseau l'ordine sociale non viene dalla natura, ma è fondato su delle convenzioni. Il problema politico è per Rousseau quello di trovare una forma di associazione che difenda e protegga con tutta la forza comune la persona e i beni di ciascuno e per la quale ciascuno, unendosi con tutti, non ubbidisca che a se stesso.....Ciò è raggiungibile mediante un contratto con il quale ciascun individuo affida i suoi diritti al corpo politico, espressione della volontà generale.
Lo Stato, da quanto afferma Rousseau, è prossimo alla rovina non appena cessa l'interesse del cittadino per il servizio verso la comunità. Rousseau combatte con fermezza contro la pigrizia e il denaro affermando per esempio che se bisogna andare a combattere i cittadini pagano delle truppe e rimangono a casa.....date denaro e ben presto avrete catene. Il filosofo afferma ancora che la parola finanza, che è una parola da schiavo, non esiste in uno stato autentico perchè i cittadini fanno tutto da soli senza l'aiuto del denaro. In uno Stato ben governato tutti vogliono recarsi alle assemblee. Legge dello stato è la volontà generale che mira al benessere comune e che non va quindi confusa con la volontà di tutti che altro non è se non la mera somma delle particolari e perciò egoiste volontà dei singoli. Forma ideale dello Stato costituitosi sulla base della volontà generaleè, secondo Rousseau, la repubblica democratica, alla cui futura realizzazione l'umanità deve continuamente tendere attuandola progressivamente.
I deputati del popolo non sono nè possono essere suoi rappresentanti; ogni legge che non sia stata ratificata direttamente dal popolo è nulla cioè non è una legge. Alla domanda La libertà si mantiene soltanto con l'appoggio della schiavitù? Rousseau risponde che tutto ciò che non è nella natura ha i suoi inconvenienti. Ci sono condizioni in cui non si può conservare la propria libertà se non a spese di quella altrui e il cittadino non può essere perfettamente libero se lo schiavo non è estremamente schiavo. Comunque sia, nel momento in cui un popolo si dà dei rappresentanti non è più libero.