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Un ringraziamento a Lorenza Ceriati che nella sua rubrica Sussurri ha avuto parole così incoraggianti per il nostro Cerone

 

Un sorriso fantascientifico ci viene da Giuseppe Cerone - spero tanto di vederlo arrivare al successo che meriterebbe!- con il suo L'ultima vanità, di cui non anticipo nulla, perchè è una storia tutta da godere fino in fondo.

Eccoci arrivati al nostro consueto incontro con la fantascienza di Giuseppe Cerone, autore che certo meriterebbe altra gloria oltre al piccolo spazio di questa rubrica. Tempo di record è un racconto dalla verve irresistibile, caustico e acuto nel tratteggiare una situazione, purtroppo, nemmeno troppo lontana dal mondo dello sport attuale.

 
Lorenza Ceriati: Sono nata a Piacenza nel 1974, mi sono laureata in Lettere a Milano e poi da qualche anno trasferita a Modena, dove mi sono sposata - un passo che consiglio a tutti-; da quattro anni sono insegnante di italiano, ovviamente precaria e girovaga, ma rimane sempre un lavoro bellissimo. Ho tanti interessi che cerco di conciliare con la mia innata pigrizia e disorganizzazione: mi piace leggere, scrivere, stare all'aria aperta, nuotare, andare al cinema, viaggiare, purtroppo anche mangiare...Sussurri è per me un appuntamento fisso, anche se in perenne ritardo sui tempi: sono affezionata agli autori, e spero che le mie brevi parole di accompagnamento possano incoraggiare tutti quelli che hanno qualcosa da dire.

 

Dopo qualche tempo torno ad attingere nel serbatoio di racconti di Giuseppe Cerone, autore molto apprezzato dai più grandi nomi della letteratura, ma putroppo ancora non riconosciuto a dovere: quasi incredibile, perchè il suo stile è agile, avvincente, le opere ben costruite, perfette nella concatenazione degli eventi, una manna per chi ama la fantascienza unita alla riflessione. In Homo teconologicus assistiamo a un incidente di un uomo ricco e ben vestito: impossibile non leggere la metafora della nostra vita, sovraccarica di superfluo, nell'elenco degli oggetti da lui posseduti...oggetti che saranno la sua fine.
 

Un salto nel futuro, nel mondo della fantascienza di Giuseppe Cerone, autore molto apprezzato dalla critica, ma ancora misconosciuto dalle grandi case editrici. Peccato, perchè l'universo catastrofico dipinto è degno dei grandi della science fiction anni Cinquanta; come in Investimenti, in cui troviamo due impiegati intenti a parlare dell'ultimo "affare". Quale sia, non ve lo anticipiamo.


Davvero sterminata è anche l'opera di Giuseppe Cerone, di cui vi stiamo facendo conoscere i racconti fantasy: una fantascienza cupa e catastrofica, personaggi che si agitano in un futuro che a tratti potrebbe anche essere il nostro presente.
Personaggi come Sandra, segretaria all'apparenza perfetta, che abbiamo già intravisto amante del vecchio Yossarian in un altro racconto, e ritroviamo protagonista in Cercasi segretaria.
 

Ho sempre nutrito una grandissima passione per i racconti di fantascienza "classici", in cui si intravede una realtà del futuro distorta, a volte terribile. Per questo ringrazio Giuseppe Cerone che riesce a ricreare, nelle sue opere, questa particolare e intensa atmosfera; accade in Nastro trasportatore, in cui viene proposto un incubo ricorrente, quello della morte a comando.
Noi speriamo sempre che Cerone riesca a uscire dall'incomprensibile oblio in cui viene tenuto dalla letteratura ufficiale, nonostante i tanti riconoscimenti di critici che ha ricevuto.
 

   
   
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