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Il Dispositivo Rituale [ scars submitted by ReMelva ]
< Prendiamo un po’ d’aria
mangiamo una mela
ma se potessi avere una mosca
guarderei dietro il muro >
senza cognizione
Ognuno di noi è solo, ognuno di noi ha bisogno di stare solo
Il mio grido è così forte che non viene ascoltato
Una dea manipola la mia anticamera e la rende mortale, forse perché
io posso
Il mio naso percepisce odori di guerre passate mai terminate
Che lentamente ci rendono protagonisti
Ci mutano in vittime
Ma io non morirò per le sciocchezze degli altri
Non si deve dimenticare il dolore che sopravvive per tutta la
vita
Il mio corpo è una ferita aperta che da fastidio a chi mi sta
intorno
Non mi dannare
Il tuo “dio” mi raccoglierà e per me sarà un fallimento totale
Non può esistere questa forza che sa tutto del mio piccolo libro
Il mio pianto non ha significato
Magari le mie lacrime fossero di sangue perduto
Quando ti lascerò amami ed avrai il mio vero aiuto
La realtà è troppo mascherata
Feci nel calice
Dipingono la mia vita
Di rosa senza più fiato.
corro nel vuoto
corro nel vuoto infinito pieno di tappe ma non trovo una meta di
specchi deformati
anime vaganti persone dannate e una lama d’acciaio………… forse sono
anch’io così
tutto mi sembra gradevole
ma c’è qualcosa che tenta di aggirarmi con un’infezione senza
sapore ma piena di tregua
nessuna forza può aiutarmi
nemmeno la forza della morte
che però mi attrae e accarezza come una dolce amica
libero la mia mente dalla speranza e dalle situazioni
ma non mi restano che scuse
vorrei essere il tuo ZERO
ma mi rendo conto di essere molto lontano dallo zero ideale
forse un giorno avrò la saggezza di una donna
ma le diverse letture me lo impediranno
ho bisogno di anticorpi per avere più accesso ai mass-media
ma so che questo non è il mio posto
e vorrei tanto essere un figlio unico cattolico
però
se non mi darai il paradiso
almeno dammi un po’ di comprensione terrestre
è bello.
il dispositivo rituale
il dispositivo rituale vuole me
ma non voglio avere anch’io un’arma
i bambini mi hanno insegnato che può far male
però a volte può aiutarci a crescere lontano da questa sabbia
i vigliacchi siamo noi
quando pensiamo di essere vivi
una forza quasi elettrica mi distrugge
e muta la mia volontà benefica in sangue blu
e credo di essere sempre lo stesso
i miei occhi captano movimenti strani
però lui è immobile con quell’oggetto nero in mano
adesso è scomparso e tutti ridono di lui
è stato soltanto un gioco pericoloso
ora sono cieco
e lo posso vedere solo dentro me
intorno a me tutto è così incasinatamene strano
tutti mi vogliono
tutti mi odiano
ma l’energia è sempre quella
sempre instabile
ma sempre dalla stessa fonte
non uccidermi sono
come te
eppure non capisci ma
io SI
non ho capito che il mio bicchiere è pieno di sangue
ma ho capito che ho colpa di essere
e per questo l’energia si esaurirà da sola.
intorno a me
intorno a me le ombre chiare diventano virtuali
mi sgridano
mi violentano
mi accarezzano
però non so se esisto
non lo potrò sapere mai
forse perché quando morirò non me ne accorgerò minimamente
tanto se esistiamo
siamo dei morti viventi
tutto questo ci illude
siamo illusi
ci definiamo umani
mentre ci buttiamo dal palazzo più basso
per non farci male
facciamo tutto di fretta con il rischio di fare una fotografia ad
alta definizione
sapendo bene che la mela non è più unica
non sono l’unica!
non sono l’unico a sapere che tutto questo sono io
finito
iniziato
terminato
mentre voliamo preghiamo per la nostra poca affidabilità
la paura mi attacca ma non entra
e mi creo una corrosione che attrae e colpisce
prendiamo un po’ d’aria
mangiamo del pesce
ma se potessi avere una mosca
guarderei dietro il muro.
il ragazzo che aveva imparato a piangere
spesso mi chiedo se c’è una ragione di vita
se la vera felicità dura pochi attimi oppure la vera felicità è
la morte
i miei pensieri strisciano nella stanza e ammirano
la prigione della bandiera
che mi ha cambiato il processo di invecchiamento
cercando nuove soluzioni di vita
ancora non ho trovato quella persona che può sostituire Dio
ma ho trovato l’energia negativa che ha invaso tutto il mio corpo
rendendolo sporco e soprattutto facendolo diventare vecchio e
malato
se prima potevo volare adesso non posso fare altro che strisciare
come un verme
per le strade piene d’acqua e isolate da ogni forma di vita
i miei pensieri evaporano creando disegni come intestini di cozze
che si trasformano nelle lapidi dei più comuni amici
mai scomparsi dal mio sfortunato muscolo
che eroga del fumo rosso profumato di morte
adesso che ho solamente voi non mi lasciate solo
perché voglio provare l’ebbrezza della velocità andando
lentamente
siamo dannati
siamo puliti
siamo esperti
ma non siamo abbastanza pazzi
da comandare sulla nostra vita
che ci viene rubata ogni giorno che passa
non credere in me
non sono ancora vuoto
non sono ancora il tuo zero.
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