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* o Notte dei Fiori
beitto&maicco .end
of Sept 1997.
mentre Piero canta di dittature & religioni
Alberto si aggira indeciso
Descrivendo circoli insensati
per le gialle strade di Marsala
un’espressione troppo incerta
è dipinta sul suo volto
la strada porta verso il mare
facendosi largo tra palme secche ed aiuole trasandate
l’ultima sigaretta è già terminata
c’è ancora un po’ di birra
da qui a domani
ma questo non conforta
mi soffermo ad analizzare
le strade
imperfette, deformi
gocce di pioggia
resistono all’asfalto
non vogliono essere assorbite
vecchie conoscenze si incrociano sulla stessa linea d’aria
ma le vite
differenti
non possono mescolarsi
la luna è assente
così come le stelle
le nuvole
poche
servono solo a ricoprirle
rabbrividisce la colonna vertebrale
al soffio dello scirocco
ed i pensieri spiccano il volo
assieme a foglie
e sacchetti di nylon
e scottex usati
un ultimo istante e poi via
anch’io
perché è tempo di smettere
e cedere spazio..
Vedi
quello che abbiamo fatto
affinché
resti uno sputo isolato.
La
luna è feconda ma io non sono
Buono
non
sono più come sono nato,
infatti
ricordo
che
non
sapevo piangere
il
rumore porta via i miei pensieri
se
potessi amare ancora
anzi
se potessi rinascere
anzi
se potessi morire
tutto
sarebbe più bello.
Intorno
a me la piazza partigiana
è
spenta
mi
fa pensare alle mie feste migliori
alle
mie notizie strane
Anche
loro
i
piccioni
come
me non dormono
forse
aspettano il suono della campana
La
campana ha tutto quello che ti serve
una
campana può suonare per un giorno
di festa
per
un giorno di morte
oppure
per comunicarti
che
è ora di scappare..
lo scadente basso-costo liquido è adesso al suo termine
urla e pensieri si confondono
e confuso adesso io
penso a te
così confusa & le tue pulsioni suicide
& la tua voce che trema dall’altro capo del cavo
il terminale è lontano
troppo
decisamente.
Non voglio
né danzare né cantare
penso d’essere esaurito
e questo non va
non va
non va bene
Fermiamo a Porta Garibaldi
banali esseri ci studiano
mentre scendiamo dalla bianca Panda
d’un bianco troppo puro
che a noi non si addice
così macchiati
così sporchi
non sono certo meglio di chi mi giudica
sono cosa pensante
stanca di mentire a me stessa
i pensieri affollano
rivoluzione no reazione
e adesso con permesso
ci piscio su
mentre nuove serrande si alzano
aprono nuove rivendite
ed io che non dovevo scrivere
non scriverò mai più
C’era
il rumore di piscio
un
rigagnolo
un
fiume in piena
il
vecchio dalla finestra affacciato
aveva
già visto a sufficienza
novelli
sposi
parentele
allargate
bimbi
felici
chicchi
di riso su di noi
una
dozzina di funerali
nulla
voleva più vedere
così
chiuse le ante della finestra
senza
maniglia
tu lo scrivi solo per lei
ma io ti dico no e ribatto così
è inutile che mi prendi per il culo
le parole le conosci
sono parte di te
fai male a non usarle
Qualcuno
cantava
sono
un ragazzo fortunato blah
blah blah
invece
io canto stasera mi butto blah
blah blah
perchè
sono senza una donna blah
blah blah
adesso potrei erigermi
sul cestino dei rifiuti
per chiedere urlando
= a nessuno, perchè nessuno c’è =
COSA CAZ*O E’ SUCCESSO IL VII APRILE?!??!?!?!?!?
\\ <<non
lo so>> rispose
Alberto
affranto.
Late
Sept 1997
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