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Supponiamo che su Lecce, scelta anche perché si
trova in pianura, scoppi una bomba termonucleare da 1 Megaton, circa 80 volte più
potente di quella di Hiroshima, ma ancora un ordigno di media potenza. Al
momento dell'esplosione si realizzano le straordinarie temperature di cui si è
parlato in precedenza. Tutto ciò che si trovi nel raggio di qualche centinaio
di metri viene addirittura vaporizzato all'istante. Nel giro di pochi secondi si
formerà una "palla di fuoco" di un diametro di circa 3 Km e ad una
temperatura intorno ai 10.000 gradi. Entro questa distanza ogni cosa viene
incendiata o fusa: uomini, animali, palazzi, vetro o cemento. L'enorme calore
richiama vento a 1200 Km/h (la bora di Trieste è un vento di circa 100 Km/h, e
ci si deve tenere ai passamani per non essere spazzati via) che fa divampare
incendi ovunque, scoperchia case, ecc... Dopo 10 secondi l'onda d'urto ha
raggiunto un diametro di 10 Km, con una potenza ancora in grado da distruggere
la maggior parte delle costruzioni nell'area. L'aria, riscaldata a migliaia di
gradi, incomincia a salire, spinta da una vorticosa corrente ascensionale di 600
Km/h, si raffredda salendo e forma, dopo circa un minuto, il ben noto
"fungo atomico" sopra la città. Nel punto dell'esplosione, supposta
al suolo, si forma un cratere di circa 300 metri di diametro e 75-80 metri di
profondità. Tutto questo materiale, insieme con tutto quello raccolto dal
"vento" sale con la nuvola, polverizzato. Esso darà origine in
seguito al fall-out. Sono disponibili alcuni filmati riferiti a test nucleari bellici. In sottofondo: F. Chopin, Valzer in Do diesis min., Op. 64 n. 2 |