|
|
|
|
Il primo effetto è noto come onda d'urto. Si
tratta dell'effetto proprio di una qualunque esplosione. L'aria circostante alla
zona dell'esplosione viene compressa e, conseguentemente, esercita una violenta
ed intensissima pressione su muri, oggetti e persone. Questo effetto provoca già
di per sé un certo numero di vittime e danni elevati. La differenza tra l'onda
d'urto di un'esplosione nucleare e quella di una qualunque bomba convenzionale,
per quanto grande sta nella potenza messa in gioco e dalla distanza massima alla
quale si provocano distruzioni: mentre per una bomba convenzionale l'onda d'urto
ha effetti apprezzabili per un raggio di qualche decina di metri, per
un'esplosione nucleare si arriva a qualche chilometro. Il secondo effetto di una qualunque esplosione è la generazione di calore in grande quantità. Una normale bomba provoca temperature di qualche migliaio di gradi: temperature in grado di provocare incendi, ma che decrescono rapidamente nel giro di una decina di metri. Nel caso di una bomba termonucleare la temperatura raggiunge la decina di milioni di gradi ed è quindi in grado di provocare danni ben maggiori e su di un'area molto più vasta. Una temperatura di qualche milione di gradi non significa semplicemente ustionare o bruciare, ma significa vaporizzare istantaneamente qualunque cosa. Ancora a centinaia di metri di distanza dal punto dell'esplosione la temperatura si misurerà in centinaia (o decine) di migliaia di gradi. Gli incendi e le distruzioni colpiranno quindi un'area di qualche chilometro di diametro. L'ultimo effetto immediato di un'esplosione nucleare è legato allo sprigionarsi, dal luogo dell'esplosione , di micidiali radiazioni. Esse sono di diversi tipi, legate comunque al fatto che "i resti" dell'esplosione si allontanano rapidamente dal luogo dell'esplosione: ci saranno principalmente onde elettromagnetiche, come le onde radio o la luce visibile, ma estremamente più energetiche (raggi g), elettroni veloci (raggi ß) e neutroni veloci. Tutte queste radiazioni sono estremamente nocive soprattutto per quanto riguarda gli effetti di tipo biologico, ma questo lo vedremo più in là. Analizziamo ora con più precisione lo sviluppo immediato di un’esplosione nucleare utilizzando i dati resi disponibili dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. In sottofondo: F. Chopin, Mazurka Op. 6 in DO diesis min., n. 2 |