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Architetture specifiche

Esistono architetture ultra-dedicate al firewalling come il WatchGuard Firebox o i Cisco della serie PIX -vedi figura 4.8-. In questi casi

Figura 4.8: Firewall PIX Cisco
\includegraphics {pix.eps}

l'hardware è quasi completamente realizzato ``su misura'' per cui la comprensione del contenuto di queste scatole preziosissime -nell'ordine di diverse decine di milioni- è concesso esclusivamente a pochi. Il PIX è un prodotto che si pone ai vertici della categoria per sicurezza, scalbilità e soluzioni implementabili. Esso richiede una configurazione di base che può essere eseguita da console e un affinamento ulteriore tramite tool grafici (PIX firewall manager). Anche senza una configurazione precisa il PIX ricava informazioni dal traffico dati e pubblicizza se stesso come gateway predefinito su tutte le reti su cui si attesta iniziando a ruotare pacchetti con la massima sicurezza in base alla provenienza. Il cablaggio deve essere eseguito ina base ai criteri descritti più avanti. Ovviamente il firewall pubblicizza solo se stesso e non trasmette altri dati circa le sue reti. PIX può montare al massimo quattro interfaccie di rete, siano esse token ring o lan 100Mb/s, oppure può utilizzare le interfaccie per reti private virtuali -Private Link Card-. Il minimo numero di interfaccie è due per garantire la separazione tra rete sicura e rete insicura. Le ulteriori due interfaccie vengono definite dal firewall come ``reti perimetrali'' a sicurezza diversa l'una dall'altra. Il livello di sicurezza accordato ad ogni rete è uno dei parametri decisionali per lo smistamento dei pacchetti. Un pacchetto proveniente da una rete non può transitare verso una rete a sicurezza più elevata senza una specifica richiesta precedente inoltrata dall'interno della rete di destinazione o una specifica regola impostata dall'amministratore -vedi figura 4.9-.

Figura 4.9: Politca di sicurezza sulle interfacce del PIX
\resizebox* {1\columnwidth}{!}{\includegraphics{pix_if.eps}}

I pacchetti entranti vengono prima di tutto esaminati tramite l'algoritmo ASA discusso più avanti. Se sopravvive all'esame il pacchetto viene confrontato con le connessioni precedenti per capire se si tratta di una nuova connessione o meno. In quest'ultimo caso il firewall crea uno slot di traslazione in cui salva ip sorgente e destinazione, indirizzo di NAT e altri parametri. A questo punto viene eseguito il NAT -ove richiesto- e il pacchetto lascia il firewall. I pacchetti di ritorno devono sottostare alle regole preimpostate dopodiché vengono confrontati con gli slot attivi per accettare solo quanto richiesto. In figura 4.10 vediamo una tipica applicazione firewall.

Non mancano soluzioni per aumentare la banda gestibile tramite l'accoppiamento di più firewall e la presenza di un'opzione failover: tramite tale funzionalità, duplicando tutti gli apparati, è possibile gestire la partenza a caldo di un firewall di riserva qualora il suo corrispettivo vada in avaria -il tutto il un massimo di quarantacinque secondi-. La situazione di avaria, anche senza la presenza di un ``gemello'' pronto ad intervenire, è gestita in modo da mantenere il massimo livello di sicurezza. Tutti gli accessi vengono bloccati e tutte le sessioni telnet vengono reimpostate durante la fase di reboot automatica del router.

Figura 4.10: Esempio di rete dotata di firewall PIX
\resizebox* {0.5\textwidth}{!}{\includegraphics{pix_netw.eps}}

Ecco le caratteristiche più comuni per la serie PIX:


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