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| Ave Maria del Sì - Misteri Gaudiosi |
Giuseppe, amico, fratello,
voglio parlare con te, nella tua notte.
Lo so, sarà l'alba tra poco,
dopo tanto affanno,
dopo tanto patire
Lui verrà,
Gesù.
Hai già sofferto tanto nella sua attesa,
accanto a lei, l'amata da sempre.
E per sempre.
Maria, la zagara odorosa delle tue nozze mai consumate,
ora si schiude come una rosa a maggio...
senti il profumo? E' Lui.
Senti il vagito lieve?
E' nato.
Maria, s'appoggia lieve al tuo commosso petto...;
tu le carezzi il volto tenero,
mentre fluisce il latte dalla magnolia candida
del seno suo castissimo.
Adora e piangi la fede rude di tutti noi,
fratello primo credente,
nella notte splendente di mistero.
Non piangere, Giuseppe,
che in tanta povertà Egli sia nato,
che ci sia tanto freddo,
tanto silenzio:
c'è Maria; c'è l'amore.
Egli non vuole altro.
Lo griderà sui tetti un giorno o l'altro.
E' Lui che ha scelto e Lei e Te e le cose,
perchè tutto sia "segno"
d'un amore ch'è dono
dono totale.
Tutto per niente.
Se sorridon le stelle
son sue;
gli angeli, ascolta, son suoi,
e la pace è cantata per gli uomini.
E' nato l'Amore.

Adora, Giuseppe l'Amore fragilissimo:
lo puoi carezzare dormiente sul fieno;
è una piccola cosa, un batuffolo rosa
impotente...
Si può rifiutare.
Egli tacerà sempre.
Pastori reietti, persone avvilite
verranno stanotte e ogni notte
vedrai...
Per sempre!
Verrà chi è in cerca, chi ha occhi di bimbo
che in tutto sa cogliere voci e sorrisi,
segni di un grande mistero d'amore.
Che posso donarti Maria se, in Lui, hai tutto?
Mi accetti, Maria come vile pastore incantato
che guarda la tua beatitudine?
Mi basta così per essere beato.
O Madre estatica, mia tuberosa,
amo te
e il tuo boccio
fragrante e rosato. |
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