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Biografia Profilo
di Juan Pablo Montoya
L’intrepido Il
giovane colombiano ritorna in Europa nel 2001 con il team BMW WilliamsF1, dopo
due sensazionali stagioni nel campionato americano CART. Vincendo il titolo già
nel suo anno di debutto, Juan Pablo ha provato di esser, senza ombra di dubbio,
uno dei più grandi talenti del mondo dei motori ed ora è di nuovo al lavoro
con le sue vecchie conoscenze alla Williams.
Pochissimi piloti hanno fatto il loro ingresso in F1 circondati da grandi aspettative come Juan Pablo, ma Frank Williams ha subito mutato queste enormi aspettative in luminose prospettive: “Durante le prime quattro sessioni di test del 2001, Juan Pablo ha dimostrato grandissimo potenziale di successo in F1. Ha indiscutibilmente grinta e talento naturale, ma pronosticare un successo immediato sarebbe ingiusto ” Nel
maggio 2000, Juan Pablo ha sfatato un mito che durava da 34 anni, avendo vinto,
come debuttante, la 500 miglia d’Indianapolis. L’ultimo debuttante ad aver
vinto sullo storico ovale prima di lui fu Graham Hill nel 1966. La
vittoria di Montoya non è stata accidentale. Ha dominato la gara sia in termini
di giri da leader, sia, di gran lunga, con il miglior tempo sul giro. Dopo aver
tagliato il traguardo e aver bevuto il “latte del vincitore”, ha tirato un
paio di frecciatine velenose agli sconfitti: “ mi sono divertito molto oggi.
Ho persino scherzato alla radio con il mio team manager Chip Ganassi. Insomma
non ho mai corso il pericolo di “non vincere” questa gara”. Con
lo stesso team e nella stessa maniera autoritaria, Montoya conquistò il titolo
nella Champ Car del 1999. Con sette vittorie e altri due podi conquistati si può
considerare come il miglior “rookie” che la categoria abbia mai avuto,
considerando anche che eguagliò il record di sette pole position di Nigel
Mansell, il pilota inglese, che, comunque, quando fece il suo debutto nel
campionato nordamericano nel 1993, aveva comunque ben 13 anni d’esperienza in
F1 nel suo carnet. Gli
inizi in kart L’avventura di Juan Pablo nel mondo dei motori inizia nel modo classico: il kart. Aveva cinque anni e fu su zio Diego a spingerlo verso questo sport: la sua miglior prestazione fu un ottavo posto a Le Mans nell’83. Suo padre Pablo, architetto di Bogotà, ha sempre supportato Juan Pablo sin dagli inizi e continua a farlo oggigiorno. Juan
Pablo, nato il 20 settembre 1975 a Bogotà, ha poi raccolto numerosi successi e
titoli in kart fino al 1992, per poi passare a diverse formule e persino a
categorie turismo in Sud America. Gli anni successivi della sua carriera si
svolgono in Europa. L’Europa
chiama Nel 1995 arriva in Europa e finisce terzo nel campionato inglese Formula Vauxall. Nel 1996 inizia a lasciare il suo segno incamerando due vittorie nella Formula3 inglese, e giungendo quarto nel campionato europeo di Formula3 a Zandvoort in Olanda. Questo gli valse l’ingresso nella Formula 3000. Nel
1997, quando conquistò la piazza d’onore, Frank Williams lo invita, insieme
ad altri tre piloti, ad effettuare dei test con la F1 nell’ambito del suo
programma di sviluppo di una scuola piloti. Juan Pablo dimostra immediatamente
il suo potenziale, e la Williams in collaborazione con la Super Nova Racing, gli
allestisce una monoposto per la stagione 1998. Inoltre lo ingaggia come
collaudatore per la F1.
Infatti,
nel 1998 Juan Pablo non si smentisce vincendo il campionato con il record di
punti e gare vinte. Nel frattempo alla Williams, visto la dipartita di Jacques
Villeneuve verso la Bar, occorreva un pilota da affiancare ad Alex Zanardi, ma
nonostante Juan Pablo fosse molto promettente si pensò che non fosse ancora
pronto per la F1. Lo spiega Patrick Head: “ Ci siamo ritrovati col solo
Zanardi. Ma quando io e Frank Williams abbiamo discusso su chi affiancargli,
nonostante fosse chiaro che Juan Pablo avesse enorme talento, ci sembrava un
pochino azzardato avere un Zanardi, reduce da stagione in F. CART e con nessuna
recente esperienza di F1, e nello stesso tempo un debuttante come Juan. Per
questo, fummo d’accordo sulla scelta di un pilota con esperienza. Ralf era
disponibile, ingaggiammo lui” Così
nei due anni successivi Juan Pablo corse in Nord America, avendo sì grandissimo
successo, ma avendo ben presente che il suo fine era avere una guida in F1. Un
talento straordinario Juan Pablo s’inserisce perfettamente nello scenario americano. Uno dei suoi punti di forza è l’abilità nel memorizzare rapidamente le traiettorie dei vari circuiti. “è un talento naturale” dice Mo Nunn, ingegnere del team di Chip Ganassi, confermando il giudizio di Williams e Sears.
Dettagli Personali
Career Highlights
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