|
Unofficial JPM Italian Fans Club
|
|
|
GP Australia 2003 Il Gran Premio d'Australia, che come consuetudine apre il Mondiale di F1, era importante soprattutto per un motivo: verificare se le nuove regole decise da Mosley e Ecclestone avessero o meno la facoltà di aumentare lo spettacolo in pista. E caso vuole che le emozioni si siano effettivamente moltiplicate: errori di strategia, scelte azzeccate, sorpassi, escursioni sull'erba, testacoda; difficile stabilire se i due padroni della Formula 1 abbiano merito per tutto questo, in quanto è stato soprattutto il fattore climatico a giocare un ruolo fondamentale nello svolgersi incerto della gara. Per quanto riguarda l'effettivo giovamento allo spettacolo delle nuove regole, bisognerebbe invece aspettare i prossimi GP. La gara si è presentata difficile sin dalla partenza: ampi tratti del circuito erano bagnati per la pioggia, e la scelta giusta delle gomme non era così scontata. Male hanno fatto, ad esempio, le Ferrari a montare inizialmente pneumatici da bagnato, bene chi ha optato per quelli da asciutto prevedendo un rapido asciugarsi dell'asfalto, come Montoya o anche Raikkonen, quest'ultimo decidendo di partire dai box per sostituire le gomme da bagnato montate in un primo tempo.Sembrava infatti per Monty quando, dopo i primi giri da incubo in cui le Ferrari macinavano secondi di vantaggio come in un film già visto lo scorso anno, la giusta scelta di strategia cominciava a dare i suoi frutti e il distacco dalle Rosse diminuiva sensibilmente, fino ad essere annullato prima dell'harakiri di Barrichello e poi dalla necessità di Schumacher di cambiare pneumatici ad asfalto completamente asciugato. Il conseguente passaggio in testa di Monty, condito da un susseguirsi continuo di giri-record e distacchi sempre più eclatanti, sembrava aver dato un responso indelebile alla corsa; almeno fino al duplice ingresso della safety-car, a dimostrare che la sfortuna non è mai troppa. Annullati i distacchi, la gara si è riaperta, e dopo la prima sosta ai box il passo della Williams di Monty, chissà per quale motivo, non è più stato lo stesso. Un problema, quello di perdere competitività dopo le soste, che in Williams si verifica un po' troppo spesso. Raikkonen, protagonista assoluto del Gran Premio, avrebbe senz'altro vinto senza la penalità del Drive-through, molto più difficile pensare che Schumacher sarebbe rimasto davanti a One Pablo senza la perdita dei deflettori (che spettacolo paradisiaco per gli anti-ferraristi!): quasi sicuramente infatti si sarebbe dovuto fermare per imbarcare ancora benzina. Juan, riabbracciato così dalla Dea Bendata, ha voluto comunque farsi male, e diciamo fare anche un po' di male ai suoi tifosi, con quell'imbarazzante testa coda a pochi giri dalla dine, in piena illusione-vittoria. Peccato! Difficile credere che un secondo posto avrebbe arrecato tanto delusione, ma per come si erano messe le cose era lecito sperare in qualcosa di più. Come dimostra il buon David Coulthard, a volte si vince senza far nulla di speciale, o meglio semplicemente senza fare errori: la classica vittoria del "Chi va piano va sano e va lontano". Ma chi tifa Montoya questa filosofia non la può accettare, e giustamente. I bilanci di questo primo Gran Premio si presentano comunque positivi: al di là dell'errore finale, Montoya ha fatto una grande gara e anche la vettura pare più competitiva rispetto allo scorso anno. Le Ferrari hanno avuto una giornata storta ma purtroppo sembrerebbero essere ancora superiori, e soprattutto fra qualche Gran Premio ci saranno le nuove monoposto, probabilmente addirittura più veloci; le McLaren, disastro nelle prove, non vanno sottovalutate: Coulthard è arrivato primo, Raikkonen è stato, assieme a Monty, il vincitore morale di Melbourne. Complimenti anche alle Renault di Trulli e Alonso. |