San Pietro dopo il restauro del Giubileo 2000

San Pietro dopo il restauro del Giubileo 2000

    


Quello che tanti Portacomaresi avevano per tanti anni auspicato, come in una bella favola, si è finalmente avverato!
A dirla tutta non c'erano solo i Portacomaresi a sperare in un miracolo, ma chiunque avesse avuto modo di vedere la chiesa e le tristi condizioni in cui versava, dai responsabili delle Belle Arti di Asti all'ultimo dei turisti e villeggianti che percorrendo Viale Degiani, nell'alzare gli occhi, vedevano la bella facciata romanica di San Pietro fare capolino tra cespugli e rampicanti.
La foto piccolina qui fianco vi ricorda l'aspetto (la trovate più grande nella pagina che ne riporta la storia ) adesso guardate la chiesa "dopo la cura" nella prima delle foto della galleria e vedrete che per una volta tanto i soldi spesi sono stati spesi bene!
La Giunta Comunale è riuscita a farsi cedere dall'attuale proprietario del terreno la Chiesa con una fascia di terreno circostante in usufrutto per un periodo di trent'anni in cambio di una cifra simbolica.
L'usufrutto sarà poi rinnovabile alla sua scadenza.
E' stato così possibile per il Comune, presentando nei termini di tempo concessi un progetto di recupero e restauro, accedere ai finanziamenti del Giubiuleo 2000 erogati per il restauro degli edifici storici che sorgono lungo la "via Franchigena".
Portacomaro sorge infatti lungo una delle tante ramificazioni del percorso di questa importantissima via medievale di transito per i pellegrini nel tratto tra Genova e la Francia (per la precisione tra Asti e Casale-Ivrea nella direzione del passo del Gran San Bernardo).
La croce in cotto di stile templare murata nella parete esterna destra potrebbe essere una insegna per i pellegrini che si spostavano in direzione Roma o di Santiago de Compostela.
Il restauro, costato più di 700 milioni, ha ridato solidità all'insieme con l'infissone di decine di micropali, inserito una fondazione in cemento sotto ai muri e compiuto interventi di consolidamento e di restauro degli elementi architettonici (eclatante esempio l'architrave spezzata fin dal 1500 e ricongiunta).
Nel contempo è stato eseguito un rilievo stratigrafico dell'interno e di una fascia esterna per una profondità di 70 cm.
Sono emerse povere sepolture, ma nessun reperto degno di nota. Dell'abside posteriore sono state rilevate levissime tracce.
La lapide murata nella facciata è stata riletta e "ritrovata"... l'iscrizione risulta riportata nel "Lapidarium Astensis" che nel '600 raccoglieva le iscrizioni di tutte le lapidi romane del territorio.
La nostra c'era ma non era citata la sua collocazione geografica. Era quindi "scomparsa" ed in questa occasione è stata ritrovata.
E' una autentica lapide funeraria romana votiva. Il reperto manufatto "più antico" di Portacomaro.
Sono stati restaurati gli affreschi e rifatte le porte di ingresso.
E' stato infine realizzato l'impianto di illuminazione interna ed esterna, il drenaggio del terreno e l'impianto di irrigazione dei terrapieni.

  GALLERIA FOTOGRAFICA e descrizione degli interventi
  Se cliccate sulle foto le vedrete ingrandite




   

L'esterno con la scalinata di accesso - 72 kb

Qui l'intervento è stato massiccio ma il risultato, che partiva da vincoli di spazio ed accesso che non erano assolutamente favorevoli, è decisamente riuscito.
Tant'è che, appena il tempo e le intemperie avranno ridato ai mattoni ed alle pietre un minimo di patina e le piante ed i cespugli piantati sui terrapieni saranno cresciuti, sarà difficile immaginare che la scala, i muri di contenimento ed il piccolo sagrato a balconata non esistessero prima dell'anno 2000.
Il problema dell'accesso dal Viale in modo da raggiungere la Chiesa senza transitare per il terreno privato che la circonda è stato risolto con un ardita scala in pietra racchiusa tra alti muri in mattoni pieni che con un andamento da sentiero di montagna conduce dal cancelletto di accesso su Viale Degiani al sagrato davanti alla porta di ingresso.
Elevando e rinforzando il muro di contenimento è stato ricavato un piccolo sagrato pavimentato in pietra chiuso da una balconata. Da questo spiazzo, affacciandosi sul ripido pendio ed il viale sottostante, si gode una panoramica e sconfinata veduta della distesa delle colline del Monferrato in direzione Ovest (Torino).
Un unico rimpianto... che l'accesso così concepito costituisca una "barriera architettonica" che impedisce a portatori di handicap ed anziani con scarsa mobilità l'accesso a questo splendido monumento.
Un ultimo auspicio: che adesso la Chiesa non venga di nuovo dimenticata per mille annni, che il gruppo di volontari e volenterosi che dedicano un weekend a testa a tenerla aperta al pubblico non si scoraggi, che il Comune sappia farne un polo culturale di associazione, di cui il Concerto Lirico del 10 Settembre 2001 non resti un fatto unico ed isolato.

   

L'interno dall'ingresso verso l'abside - 58 kb

Come l'esterno anche l'interno è stato sottoposto ad un intervento di restauro e recupero totale.
Il tetto è statao rifatto con una soluzione che, pur preservando l'aspetto originale di tetto in coppi sovrapposti, ne garantisce la durata nel tempo ed esclude i rischio di di infiltrazioni in caso di spostamento dei coppi.
Infatti al tetto vero e proprio in assi di rovere rivestite di rame è stato sovrapposto un falso tetto a correnti con coppi mentre sotto è stato realizzato una altro falso tetto a correnti con coppi in modo che l'aspetto interno ed esterno sia quello di un tetto con coppi a vista.
Il pavimento è stato rifatto in mattonelle di cotto, quello dell'aula probabilemnte non aveva mai avuto questo onore e aveva conosciuto fino ad oggi solamente la terra battuta.
Il restauro poi ha recuperato sotto lo scialbo e le ripitture successive gli affreschi della parete dietro l'altare, sul lato destro dell'abside e del soffitto.

   

L'altare con l'affresco della Crocefissione (XV° sec.) - 58 kb

Il trittico posto sulla parete dietro all'altare (ricostruito nella posizione originale contro il muro con un pezzetto dell'affresco che ornava il fronte ancora visibile) è stato oggetto di consolidamento, ripulitura e restauro.
Le parti mancanti non sono state ridipinte in quanto non compromettevano la lettura dell'affresco ma sono sono state "spente" con acquarello i graffi e le molte scritte e graffiti che ne deturpavano la parte inferiore.
Questi graffiti datando a partire dalla fine del 1400 sono comunque storicamente importanti e non sono quindi stati cancellati ma solamente messi in minor risalto.



La storia della Chiesa di San Pietro Gli affreschi
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