CHIMERA -parte quarta

25 dicembre
Bella data per nascere.
Il Soggetto Zero è nato alle 5:00 a.m. Il soggetto Sand, Amy, non è sopravvissuto al parto, causa emorragia interna. Il neonato ha preso nome dal Progetto ed è stato identificato come "Chimera Uno".
Nota personale: è molto più di quanto ci aspettassimo.

9 gennaio
Le funzioni vitali di Chimera 1 sono praticamente inesistenti. Il Progetto continua.
I Superiori hanno deciso che il soggetto sia terminato.
Nota personale: uno di Loro ha detto che se ne prenderà cura personalmente.

15 gennaio
Progetto Chimera in corso, continua fino a data da destinarsi. I Superiori hanno comunicato che il soggetto Chimera 1 è stato terminato, nonostante le proteste sollevate dallo staff di ricerca genetica."

-Gesù, sono riusciti a creare una creatura completamente viva e vitale!
-Ma qui dicono che l'hanno eliminata.
Mulder si alzò, cedendo il posto a Langley, estremamente interessato ai dettagli tecnici.
-Ho visto Gola Profonda, l'altra notte; sembra che fosse proprio lui quello che doveva occuparsi dell'eliminazione di Chimera 1, ma non ha potuto... Credo che adesso quella creatura se ne vada in giro libera, e scommetto che è stata lei ad uccidere Sutton.
-Ma perché se la prende solo con i farabutti? Teoricamente, se fosse solo una questione di territorio, dovrebbe attaccare chiunque invadesse il suo terreno di caccia... dopotutto è questo ciò che è, no? Un cacciatore, un predatore...
-Penso di avere una teoria-, disse Mulder, -ma per ora preferisco tenerla per me.
-E adesso cosa hai intenzione di fare?
Mulder indossò il soprabito: -Me ne vado ai laboratori per vedere se si è salvato qualcosa, dopo il furto... sentite, ragazzi, grazie infinite per il vostro aiuto. Se volete tornare a Washington...
Byers lo interruppe: -Penso sia meglio che restiamo qui.. in caso avessi bisogno di aiuto. Non si sa mai...
-E poi io ho ancora quell'appuntamento con l'agente Scully! Dov'è il bello di un appuntamento se l'altro invitato non c'è?
Mulder quasi sorrise alla battuta di Frohike.
-Trovala, Mulder. Trovala.

*****

Era Buio. E umido.
Cercò di alarsi in piedi, ma subito il mal di testa l'invase. Cercò di girare il collo: le doleva in maniera terribile. Si abituò pian piano alla scarsa luce esistente. Era in una stanza senza finestre, senz'altra apertura se non una porta... e una porta grande e solida, all'apparenza.
Spezzoni di ricordi le apparvero davanti agli occhi. La confusione, Catherine Chandler, un uomo che rideva gesticolando minacciosamente, e un ruggito, e la creatura, per metà celata nell'ombra, che colpiva e feriva... possibile fosse solo un sogno? Che in realtà ciò che aveva visto fosse solo un altro fuorilegge? Mulder diceva sempre che lei non ammetteva mai di aver visto ciò che aveva visto... Mai come questa volta avrebbe avuto ragione.
Poi si mise in allarme, tutti i sensi in allerta: la porta si stava aprendo.
Entrò un uomo, spingendo una sedia e sedendosi di fronte a lei.
-Allora, signorina Dana Scully... Oh! Mi dispiace! Agente Scully! Hai veramente mandato a 'ffanculo i nostri piani, l'altra notte!
-Da ... da quanto sono qui?
-Da più di un fottutissimo giorno! Ragazzi, ci dai veramente dentro quando dormi!
Il tizio stringeva un sigaro con due dita della mano destra, ammorbando l'aria. Scully tossì.
-Ora, dato che ci hai scombussolato i piani, e dato che noi sappiamo che stavi pedinando la Chandler... abbiamo deciso di tenerti in vita. Perché ci puoi servire. Lo sapevi che il tuo amichetto ti sta cercando in lungo e in largo? Povero imbecille!
-Che cosa vuoi?
-E' semplice: voglio la bestia che ha massacrato il mio fratellino. Ecco ciò che voglio! Voglio strappargli le budella come ha fatto lui col mio unico parente! E con te qui, ecco che il tuo compare ha un ulteriore incentivo per concludere la ricerca...Quella troia della Chandler è più sfuggente della gelatina! Il tuo compare, invece... ci porterà dritto dritto dove voglio! E adesso é il momento che tu gli dica di portarmi la Chimera.
Prese un cellulare.
-Chiamalo. Ma lascia che ti avverta...- Sutton mise la mano al collo di Dana, stringendo leggermente: - Non farla tanto lunga con la telefonata...è inutile. Il cellulare ha un dispositivo anti intercettazione.
Gli occhi blu di Dana divennero di ghiaccio, incrociando quelli verde pallido di Sutton.
Formò il numero ed attese che Mulder rispondesse, con la faccia di Sutton, ancora impegnato a fumare il dannato sigaro, ad un palmo dalla sua.
Il telefono suonò mentre Mulder osservava scoraggiato il disastro lasciato nei laboratori dell'FBI. Il dottor Travis e alcuni suoi collaboratori stavano tentando di quantificare i danni... aveva l'aria orripilata.
-Qui Mulder.
Il respiro di Dana si sentì distintamente e il cuore di Mulder ebbe un sobbalzo.
-Dana? Sei tu?
"Solo adesso mi chiama per nome..."
-Mulder...
-Stai bene? Dove sei?
-Ascoltami, Mulder, ascoltami!
A gesti, Mulder segnalò ad un agente dell'FBI di rintracciare la chiamata.
-Ascolta! Non cercare di rintracciare questa chiamata... C'é un dispositivo anti intercettazione.
-Dove sei, Scully?
-Loro vogliono la... la... Chimera? Mulder. Vogliono la Chimera.
Per un attimo Mulder rimase senza parole, imbambolato in mezzo al caos che lo circondava. Poi: -Chi lo vuole, Scully?-, chiese.
-Mul...
La voce di Scully venne interrotta da un'altra, molto più profonda.
-Stammi a sentire, agente Mulder, se vuoi riavere la tua amichetta sana e salva, porta il mostro al magazzino 34, molo ovest dell'Hudson. Venerdì a mezzanotte. Fallo, e le risparmio la vita... Fallisci, e questa muore a quell'ora precisa, non un minuto prima. Non un minuto dopo.
Solo il ritmico suono della linea interrotta riuscì infine a smuovere Mulder, che spense il cellulare. Strinse i pugni, furioso, imprecando contro sè stesso per aver lasciato che Scully sorvegliasse la Chandler da sola.

***

Erano le 20:00 quando Devin decise di interrompere il lavoro di Catherine. Lei lo guardò, interrogativamente, e lui le fece cenno di uscire; Catherine si alzò, senza pronunciare una sola parola, precedendolo nella sala delle conferenze, e chiudendo poi la porta.
-Dimmi, Devin, si sa qualcosa dell'agente Scully?
Devin la guardò sorpreso, poiché lei gli aveva tolto le parole di bocca.
Poi le chiese: -Ma cosa è successo veramente, Catherine?
-... Volevo andare da Padre, per sapere come stava Vincent, se si era fatto sentire, attraverso i condotti. Ma Jim Sutton è saltato fuori da non so dove e ha cercato di catturarmi, con l'aiuto di alcuni suoi compari... Subito l'agente Scully ha cercato di prendere il controllo della situazione, ma è arrivato anche Vincent, che mi ha salvata... Sutton ha catturato l'agente Scully, non so perché! Sono così dispiaciuta, Devin! Lei ha cercato di salvarmi, anche se sospetto che mi stesse pedinando... Come posso aiutarla, ora?
-La mia idea è che useranno lei per arrivare a te. L'agente Mulder è disperato... l'ho capito dalla sua voce, quando ci siamo parlati al telefono.
-Vincent ed io... abbiamo deciso che è meglio per lui... per noi tutti... se riveliamo il nostro segreto all'agente Mulder;
Devin non riuscì a credere a quanto aveva sentito.
-Ma cosa stai dicendo? Rischiare tutto quel che è stato costruito nel Mondo di Sotto?
Catherine, non sai nemmeno chi é Mulder! Una volta che lo avrai coinvolto...
-E' l'unico modo. Lo devo aiutare, e lo vuole aiutare anche Vincent. Non puoi proibircelo!
-Hai ragione... non posso. Voi due siete le persone più testarde che abbia mai conosciuto.
-Allora... ci aiuterai?
-Mi sembra ovvio.
Catherine diede un forte abbraccio a Devin, lo stesso che avrebbe riservato ad un fratello.

***

Mulder parcheggiò l'auto di fronte all'uscita dell'ufficio del Procuratore, aspettando l'occasione giusta per parlare con Catherine Chandler. Stava per uscire dall'auto, quando vide due persone, che ben conosceva, uscire dall'edificio. Una era Catherine Chandler. L'altra era l'agente Wells. Mulder artigliò inconsciamente il volante, quasi potesse strapparlo.
Cosa diavolo stava succedendo?
L'agente Wells era amico della Chandler?

Gli sembrò di sentire una lama penetrare pian piano alla base della schiena. Quando i due partirono con l'auto di Wells, Mulder li seguì, finché arrivarono al palazzo dove abitava Catherine. Aspettò, finché vide Catherine entrare nel palazzo e Wells ripartire in auto.
Cercò di far combaciare tutti i pezzi di quel rompicapo, ma non ci riuscì. Ciò che prima gli era sembrato chiaro, ora non lo era più. Senza essersi rasato, senza essersi lavato, con i vestiti stropicciati, sembrava più un barbone che un agente dell'FBI, ma non se ne curò: voleva delle risposte ed il resto non contava!
20:30, diceva l'orologio.
"E' ora".

*****

Catherine respirò di sollievo non appena mise piede nell'appartamento; posò la borsetta con un misto di timore, paura e un pizzico d'angoscia, e in fretta si diresse alla veranda.
Lui la stava già aspettando.
-Da quanto sei qui?
-Mezz'ora, più o meno...
-Credevo fossi ancora in ritiro nelle Caverne Profonde... a pensare.
-Dopo l'altra notte? Mi era impossibile.
Lei sorrise e gli si strinse al petto.
-Eri geloso, vero?
La domanda lo colse di sorpresa.
-Eri geloso dell'agente Mulder... L'ho percepito. Ammettilo!
Vincent accennò un breve sorriso, ma subito tornò serio: -Dobbiamo parlare.
Il suo tono di voce indicava che la faccenda era estremamente importante. Catherine si sciolse a malincuore dall'abbraccio e si mise a sedere, mentre Vincent si appoggiava al muro di fronte a lei.
-Ciò che l'FBI ha trovato nel mio sangue... Ci ho pensato e ripensato. Voglio sapere, Catherine, se tutto questo si ripercuoterà su di noi, spingendoci ad un punto in cui il nostro amore non sarà forte abbastanza...
-No, no, no!!!- lo interruppe Catherine, coprendosi le orecchie.
-Stiamo bene così, Vincent! Io non voglio sapere niente delle tue origini!
Si alzò di scatto e cercò nuovamente rifugio tra le braccia di Vincent, che non oppose resistenza.
-La realtà sei tu, per me! Voglio essere nel tuo cuore... Io sono il tuo sangue, e tu sei il mio! Ricordi?- Catherine gli mostrò la piccola cicatrice, quasi invisibile ormai, che le era stata lasciata tanto tempo prima dalla spina di un bocciolo di rosa, rosa che Vincent colse, suggendone le poche gocce di sangue. Fu in quel momento che Catherine avvertì completamente il loro legame, e capì che quel legame era per sempre.
Vincent taceva, ad occhi bassi. Catherine gli prese la mano, cercando quella ferita che tanti guai aveva portato, ma la mano era perfettamente guarita.
-Devo forse bere il tuo sangue per sigillare il patto? Per seppellire la questione?- gli chiese con voce quieta, quasi un sospiro.
-No...
Catherine gli strinse la mano, in modo che le due ferita si unissero. Il cuore di Vincent si gonfiò d'amore alla vista di quella donna bellissima che, pur potendo venire a conoscere chissà quali verità sulle sue origini, l'amava, amava lui!, sopra ogni cosa. Le loro bocche si avvicinarono, ma un improvviso bussare li fermò.
Cathy sospirò: -Sembra che non si possa mai avere un attimo di respiro, vero?
Vincent tornò sulla veranda, confuso tra le ombre, mentre Catherine andava alla porta, la socchiudeva...
E ammutoliva, stupefatta.
-Buona sera, signorina Chandler. Le posso parlare?
Catherine si sentiva imbarazzata, ma non tanto per la presenza sulla veranda, quanto per l'aspetto di Mulder... era chiaro che non si trovava nelle sue normali condizioni.
-Prego, entri, signor Mulder.
-Mi chiami Mulder... solo Mulder.
Vincent acuì i sensi, e tramite il Legame percepì ogni sensazione di Catherine.
-Come la posso aiutare?-, chiese lei a Mulder.
Mulder era stanco, e confuso. Guardò Catherine in maniera strana, poi affrontò di petto la questione: -Potrebbe cominciare col dirmi di cosa stavate parlando lei e l'agente Wells questo pomeriggio.
Vincent chiuse gli occhi, mentre a Catherine sembrò che il cuore prima le scoppiasse e poi rimpicciolisse fino a svanire
-E' meglio che lei non menta.
Catherine si avvicinò alla finestra, per restare bene nel campo visivo di Vincent.
-Non stia a pensare! Risponda! E non mi sforni la solita storiella dell'essere un avvocato eccetera eccetera!
Catherine si girò, osservandolo bene
-Penso sia meglio che si sieda, ag... Mulder.
Ma Mulder ignorò l'invito, e Catherine decise esser giunto il momento delle spiegazioni.
-Devin Wells è un mio buon amico. Ha pensato che fosse meglio tenerle nascosta questa nostra amicizia... ma non ha mai cercato di proteggermi, in alcun modo! Questo glielo posso assicurare!
-Proteggere lei? Proteggere lei? E che mi dice di Scully?
La voce di Mulder si era via via alzata di tono, mentre sembrava sputare ogni frase.
Catherine provava simpatia per lui, comprendendo la sua angoscia in quanto anche lei, ogni qualvolta Vincent si allontanava senza avvertirla, o senza dirle il perché, non trovava pace. Si avvicinò a Mulder e gentilmente gli posò le mani sulle spalle. Fox fu così colpito da quel semplice gesto, tanta era la pena che provava, che accettò il segno di simpatia di Catherine e abbassò il capo. Nascosto nell'ombra, Vincent osservava e tramite il Legame provava la stessa simpatia per Mulder. Se Catherine fosse scomparsa... sarebbe di certo impazzito, e non si sarebbe fermato di fronte a niente e nessuno pur di ritrovarla.
Facendo violenza su se stessa, Catherine si costrinse a dire ciò che lui voleva sapere.
-Io so cosa è successo l'altra notte.
Mulder alzò di scatto la testa e fissò gli occhi verdi di Catherine, in una muta richiesta di proseguire.
-Lei mi stava seguendo. Jim Sutton è apparso dal nulla, e ha cercato di afferrarmi... L'agente Scully é intervenuta intimando a quei banditi di smettere... ma poi...
Catherine esitò, ma Vincent, attraverso il Legame, la rassicurò e la tranquillizzò;
Lei proseguì: -un'altra persona è apparsa, e mi ha salvato. Ma non ha potuto impedire che l'agente Scully venisse portata via... e io non ho potuto fare niente! Mi dispiace! Mi dispiace così tanto!
Mulder aveva ascoltato tutto con estrema attenzione.
-Un'altra persona...?
E in risposta alla sua domanda, la porta a vetri si aprì, un vento freddo invase la stanza, e Mulder vide un'ombra stagliarsi sulla veranda , un'ombra che lo osservava. La sua mano corse alla pistola e la puntò contro la figura misteriosa, ma Catherine si mise in mezzo, spalancò le braccia e gridò: -No! Fermo! E' qui per aiutare!

(4 - Continua nella quinta parte...)

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"Chimera" è un prodotto dell'ingegno di Ines Costa. Qualsiasi riproduzione o traduzione in qualsivoglia formato è possibile solo previa autorizzazione dell'Autrice.

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