CHIMERA -parte seconda

"Ci siamo", pensò Devin. Era la sua occasione per lasciare quei due da soli, ma il rischio era troppo grande, non poteva permettersi di essere tagliato fuori dalle indagini. Doveva collaborare, almeno fino al momento in cui avrebbe potuto intralciare le indagini senza timore di essere scoperto. Al "come"... ci avrebbe pensato più avanti. Perciò disse:
-Ma certo, sì... Vi seguirò passo dopo passo.
-Benissimo! -, sorrise Mulder.
-Adesso però sarà meglio che io torni ai giochetti del mio dipartimento...
E Devin si allontanò, incrociando Scully che gli sorrise.
-Ah! Mulder.
-Allora, Scully? Per magia i numeri sono cambiati, in questi ultimi minuti?
-No, ma sono certa che ci deve essere un errore da qualche parte.
-Hai ragione, l'errore c'è, ed è stato quello di chiudere questi files senza cercare di dare una seppur minima spiegazione. Qualcuno sta cercando di mettere tutto a tacere, e io voglio scoprire chi.
-Mulder, siamo fuori dai nostri confini: ci è stato detto di investigare sulla morte di Vic Sutton, non di andare a rispolverare casi vecchi di cinque anni!
-Non lo dimentico, Scully, ma è tutto collegato! Lo stesso metodo usato in tutte le uccisioni e ora questo disordine genetico... DNA felino? Scully, non potrebbe essere che quelle ferite siano state causate da... artigli?
-Non posso credere a quello che sento! Se ci fosse un uomo che per cinque anni avesse scorrazzato per New York con degli artigli, non pensi che qualcuno saprebbe qualcosa?
-Penso che ci sia qualcuno che sa molte cose e voglio scoprire chi è.
-Dove stai andando adesso?
-Sono le sette di sera, non abbiamo pranzato... torniamo all'hotel, possiamo lavorare anche lì. Devo anche fare una telefonata.
-Non hai coinvolto anche l'Agente Wells ,vero?
Mulder si girò, e guardando Scully sorrise ironicamente. Scully lo afferrò per le spalle:
-Dimmi che non l'hai fatto!

La carne di vitello era deliziosa e Mulder si sentiva estremamente appagato; in realtà si sentiva così da quando Scully gli aveva chiesto dell'Agente Wells.
Adesso si trovavano nella stanza di Scully, dove avevano approntato un grande tavolo su cui giacevano sparsi i vari documenti in loro possesso, i rapporti del Medico Legale, le fotografie... e tutto portava ad una sola conclusione:
-La stessa identica maniera di uccidere... Perché nessuno ha investigato su questo?-, disse Mulder continuando a scarabocchiare su di un pezzo di carta: stava disegnando un a grossa testa con enormi zanne che spuntavano dalle fauci spalancate.
-E quello cosa sarebbe? Il ritratto dell'assassino?
-Di' un po', Scully: perché ti rifiuti ancora di credere? Insomma, hai fatto tu stessa i test, e sai quali sono i risultati!
Dana rimase tranquillamente seduta, continuando a leggere i rapporti che aveva in mano, continuando a cercare qualche particolare che le fosse sfuggito.
-Allora?
Dana alzò gli occhi: -Ho già visto computer dare i numeri e p-può anche darsi che si tratti di chissà quale scompenso del sangue, non sarebbe la p-prima volta!
-Scully, stai balbettando e quando balbetti significa che non credi a una parola di quello che dici.
"Forse Mulder ha ragione", pensò Dana, "forse questa è la verità... no, non è possibile... oppure sì?"
Fissò lo sguardo sul tabellone che avevano preso in prestito dall'ufficio del Procuratore, su cui era riassunto lo svolgimento delle varie indagini, ed improvvisamente notò qualcosa.
-Scully, ho bisogno di una coca.
-Mulder...
-Vuoi che ti porti su qualcosa?
-Lo sapevi che quasi tutti i casi affidati alla Procura Distrettuale sono stati poi seguiti dalla stessa, medesima persona?
-Chi?
-Catherine Chandler.
-Finalmente abbiamo qualcosa!
-O forse no, ma è di sicuro un'accidente di coincidenza.
-Penso che domani sarà il caso di fare una visitina alla signorina Chandler.
-Lo sapevi che è stata proprio lei a incriminare Elliot Burch?
-Elliot Burch? Ragazzi, la cosa si fa sempre più interessante!
Ancora sorridendo, Mulder si avviò alla porta
-Per me una Diet!
-Donne!
Ma Mulder non era uscito solo per prendersi da bere. In realtà, doveva fare una certa telefonata, e non voleva farla con Scully presente, in modo da risparmiarsi il suo sarcasmo. Andò in fretta al telefono nell'ingresso e digitò un numero che aveva stampato a fuoco nella mente.
-Qui Pistoleri Solitari, pronto.
-Gesù, Langley, sei impazzito?!-, risuonò chiara la voce di Byers.
-Voi ragazzi dovreste stare più attenti, avrei anche potuto essere una certa canna fumaria...
-Mulder! Allora, fa bel tempo lì a New York?
-C'è qualcosa che non sai?
-Devi fare più attenzione con le carte elettromagnetiche: i computer tengono in memoria quel tipo di dati!
-Bene, se siete così dannatamente in gamba, potreste cercare qualcosa per conto mio?
-Aspetta!-, si intromise Frohike, -Metto in moto il "Trabiccolo"!
Mulder aspettò pazientemente, mentre dall'altra parte mettevano in funzione la macchina criptatrice, in modo che nessuno potesse captare la loro telefonata.
-Parla!
-Ok, mi serve qualche informazione di genetica, meglio, sulla ricerca genetica, qualcosa riguardo al mischiare DNA umano e animale... e che sia successo qui a New York.
-Bene... Interessante... Stai investigando sulla morte di quel Sutton, vero?
Mulder sorrise: -Non c'è più niente di sacro oggigiorno?
-Certo che no!-, gli rispose ridendo Langley, -Resta in linea, ricerca in corso.
-Ehi, Mulder, l'agente Scully è lì con te?
-Metti a nanna i tuoi ormoni, Frohike!-, lo rimproverò Langley.
-Mi spiace, Frohike, ma sta lavorando di sopra in camera sua.
-Bene, dille che la saluto.
-Lo farò certamente.
-E forse riusciresti a convincerla ad uscire con me?
-Ci proverò,- rispose Mulder trattenendo a stento una risata, -ma sai come è fatta Dana...
-Ci siamo!... Ma che strano!
-Cosa c'è, Byers?
-Ricerca completata! Si suppone che ci sia stato un laboratorio di genetica giusto fuori New York, di proprietà del governo, ovviamente, dove si cercava di creare un qualche tipo di mutante. A tale scopo, incrociavano DNA animale con DNA umano, ma il progetto fu abbandonato.
-Ma qual era il fine ultimo?
-Creare il soldato perfetto. Una specie di "macchina", controllabile, ma mortale.
Sai come lavora il nostro governo, no? Ogni volta che vengono allo scoperto e annunciano una qualche novità in qualche campo, si tratta di un qualcosa che già conoscono bene da almeno dieci anni, e perché? Perché non vogliono rischiare di commettere un errore, perché non possono affrontare il fatto di poter sbagliare!
Quando la Germania e la Russia cominciarono a fare ricerche sulla genetica, un sacco di laboratori vennero creati per poter stare al passo con russi e tedeschi e esplorare tutto l'esplorabile in ogni modo possibile... e dato che motivazioni e spiegamento di forze in questo paese si hanno solo se c'è di mezzo una guerra... è facile capire chi fosse interessato ad avere una squadra di uomini perfetti, dotati di straordinari poteri! Continuarono a cercare di costruire questo Guerriero Definitivo finché furono in grado di maneggiare senza pericolo le provette. E i primi campioni contenevano DNA animale, di questo sono sicuro.
-Quanto tempo fa è successo tutto questo?
-Qualcosa come trenta, trentacinque anni fa.
-Tren... Così tanto? Byers, a quei tempi nessuno poteva avere la tecnologia...- Mulder si fermò, mentre un'idea prendeva corpo nella sua mente: -...almeno, nessuna tecnologia umana..
-Stai forse insinuando che il progetto non sia stato sospeso? E che tutt'oggi qualcuno stia usando tecnologia aliena per sperimentare l'ibridizzazione del DNA?
-O è così, oppure c'è un orso feroce che vaga per le strade di New York.
-Ecco quel che ci piace di te, Mulder!
-Lo so! Le mie idee sono alquanto più bizzarre delle vostre!
Risero tutti e quattro.
-Bene, cercheremo di cavarne fuori qualcos'altro. Facci uno squillo se hai ancora bisogno di noi.

****

Catherine stava aspettando l'ascensore per scendere a mangiare qualcosa.
-Cathy?
Vedendo chi la chiamava, non poté fare a meno di sorridere.
-Ciao, Devin!
I due amici si abbracciarono.
-Dio! E' bello vedere che stai bene! Padre mi ha detto che ieri sei svenuta...
-Ero esausta, ma mi sono ripresa presto, grazie a Padre... Allora, di cosa mi volevi parlare?
Devin divenne improvvisamente serio, molto serio.
-C'è un posto dove si possa stare tranquilli?
-Certo. Anzi, andiamoci prima che Joe ti veda e ti riconosca.
Si sedettero ad una piccola tavola calda, qualche palazzo più in là dall'ufficio.
-Allora, cosa succede? Sei tremendamente serio.
Devin girò la tazzina tra le mani cercando le parole giuste da dire.
-Vedi, non è un argomento su cui scherzare; Dimmi, Cathy,- e abbassò la voce fin quasi ad un sussurro,- Vincent è in qualche modo coinvolto nella morte di Vic Sutton?
Catherine smise di sorridere e lo guardò attonita spalancando gli occhi;
-Per favore, Cathy! Devi dirmelo!
-Sì- rispose lei con voce strascicata. Devin chiuse gli occhi, affranto.
-Ma credono che abbia a che fare con un qualche specie di vendetta.
-Non tutti.
Il cuore di Catherine accelerò i battiti.. Vincent se lo sentiva. "Io me lo sentivo".
-Catherine, lavoro con i federali, adesso. Una squadra speciale arrivata da Washington un paio di giorni fa... Sono abituati ad investigare su un ben determinato tipo di casi?? Quelli del tipo più strano, avvistamenti di UFO, incontri con alieni...
Cathy era terrorizzata, ma cercò di tenere questo sentimento ben sepolto nelle sue profondità più segrete, in modo da non mettere in allarme Vincent. Così fece appello a tutte le sue forze mentre continuava ad ascoltare Devin.
-Hanno trovato il sangue di Vincent sulla scena del delitto, Cathy.
Mentre il cuore sembrava volerle sfondare il petto, ricordò.
-La ferita alla mano.
-Come dici?
-Vincent si é tagliato su dei vetri! Il sangue deve essere colato sopra al corpo di Sutton. Mio Dio, Devin! Hanno qualche indizio?
-Sì... quando hanno esaminato il sangue, hanno trovato che é diverso... che ha un DNA particolare...
Catherine deglutì a vuoto. Si sentiva le labbra completamente inaridite.
-Il DNA era umano... in parte... e in parte animale.
-Oh, Dio! Lui cercava solo di proteggermi...Ero stata sorpresa da alcuni uomini mentre stavo tornando a casa e mi avevano a forza portato in un vicolo, dove Vic li stava aspettando, con in mano una siringa infettata dall'HIV, pronto ad iniettarmela... disse che presto o tardi sarebbe di sicuro andato in prigione, ma che l'avrebbe fatto contento sapere che anche io ero condannata, condannata a morte... E' allora che Vincent è arrivato, saltando giù dal muro alle mie spalle e colpendo Vic ed i suoi uomini. Mi sono sentita così sollevata...
-Non angustiarti, Cathy... Farò quanto é in mio potere per aiutare te e Vincent.
Seguirò il caso da vicino, per vedere come procede l'indagine. Per adesso stanno già esaminando i casi passati, e puoi star certa che vedranno che tu sei sempre coinvolta, perciò il loro logico passo successivo sarà quello di venire a parlare con te.
-Non gli dirò niente. Ma, e Vincent? E' per lui che mi preoccupo.
-Sì, anch'io... Forse è meglio che ci rivediamo più tardi,di sotto. Incontriamoci all'entrata di Central Park, alle nove.
-Va bene...Grazie, Devin.
-Vedrai che tutto andrà per il meglio, non ti preoccupare;
-Lo spero. Lo spero proprio...

****

Mulder osservava Scully, e Scully teneva gli occhi fissi sui numeri dei piani mentre l'ascensore saliva.
Come poteva interessarsi di Devin quando aveva...
- Ecco, è il nostro.
Le porte si aprirono scorrendo, e poterono dare la prima occhiata all'ufficio. Era stracolmo di gente, che andava avanti e indietro, carica di pile di carta mentre su tutto dominava il ticchettio delle tastiere da computer. Nell'aria aleggiava un distinto ed acuto odore di caffè misto a fumo di sigaretta.
-Ragazzi, questi sì che sono indaffarati!
Mulder si guardò intorno, finché individuò una porta su cui c'era il nome di Joe Maxwell. Si avvicinò e bussò.
-Sì?
Mulder entrò nel piccolo ufficio. Joe era seduto alla scrivania,con alcune carte davanti. Dana pensò che non sembrava per niente un'autorità.
-Cosa posso fare per voi?
Mulder e Scully mostrarono i loro distintivi.
-Agenti Fox Mulder e Dana Scully, ci siamo sentiti per telefono.
Joe odiava l'atteggiamento da puzza-sotto-al-naso che sembrava essere una caratteristica degli agenti dell'FBI, gente che andava ad indagare il lavoro svolto da altri. Aveva già avuto a che fare co l'FBI... e non era stato piacevole. Di solito diffidavano di chiunque fosse stato anche solo nel raggio visivo di un reato, e non davano mai spiegazioni. Questi due non sembravano essere diversi.
-Oh, non penso che per l'FBI sia poi così importante il caso Sutton.
-Oh, al contrario e anzi gradiremmo molto parlare del caso con la signorina... Chandler, mi sembra.
-Ma è ovvio che se volete qualche informazione è con Cathy che dovete parlare. E' la mia miglior collaboratrice. Le passo i casi più importanti, previa la mia supervisione, ovviamente. Non mi ha mai deluso.
-E che mi dice di quei casi in cui le persone indagate sono state assassinate?-, chiese Scully istintivamente.
-A volte succede, ma è un qualcosa che va oltre le nostre capacità... Sa, è gente cattiva, agente Scully, ma anche loro, come ogni altra persona, non stanno troppo bene con una pallottola in corpo o con una corda intorno al collo...
-...o sventrati... -,aggiunse Mulder.
-Come stavo dicendo, sono potenti, ma hanno anche potenti nemici. Bene, se volete parlare con Cathy, la sala riunioni è disponibile. E' sulla destra, appena usciti dal mio ufficio. Ora ,se volete, scusarmi, ho cose più importanti di cui occuparmi.
Mulder si chiuse la porta alle spalle e guardò Scully.
-Non so tu, Scully, ma io penso che non ci trovi simpatici.
-E quale avvocato lo fa?
Andarono nell'ufficio di Catherine, ma lei non c'era. Una tazza di caffè ancora caldo fumava sul tavolo, e una cartelletta giaceva aperta sulla scrivania, con al fianco un block-notes notes giallo fitto di annotazioni .
-Bene, e ora cosa facciamo? Aspettiamo?
Alle loro spalle, Catherine, che stava rientrando, trattenne il respiro, martoriando la cartelletta che stringeva al petto. Si impose la calma: non doveva fallire.
-Forse se torniamo più tardi...
-Non è necessario, sono qui.
I due si girarono all'unisono. Scully la riconobbe subito, grazie ai servizi al telegiornale. Al contrario, Mulder la fissò attonito, come abbagliato: quella donna era ...bella. Non si accorse nemmeno di Scully che estraeva il tesserino distintivo. Ovviamente, il suo stato semi catatonico non sfuggì alla sua partner, che lo rimise subito in riga con un colpo di gomito.
A Catherine divertì molto la situazione, e sebbene non potesse esserci nessuno come Vincent, trovò l'agente Mulder invero molto attraente.
Gli occhi di Mulder non si staccavano da Catherine, e Catherine lesse in quello sguardo una grande fiducia, ma poi, quando si girò verso l'agente Scully, fu raggelata dallo sguardo di Dana, diretto ed inquisitore.
-Sono Catherine Chandler.
-Sì, signorina Chandler, vorremmo farle qualche domanda sia a proposito della morte di Vic Sutton, sia riguardo alcuni altri casi che ha avuto per le mani in questi ultimi cinque anni.
-Certamente. Volete seguirmi, per favore?- e sorrise a Mulder
Entrarono nella sala convegni e Catherine li invitò a sedersi.
-Allora, in cosa posso esservi d'aiuto?
Prese la parola Scully, ben sapendo che presto o tardi Mulder avrebbe esordito con qualche sciocchezza.
-Sappiamo che è rimasta coinvolta nel caso Sutton. Può dirci qualcosa di più specifico?
-Bene, ero stata incaricata di seguire le procedure investigative. Ero riuscita a convincere Janice Summer e Phil Dodger a testimoniare... Ma morirono entrambi in un incidente d'auto. Mentre la polizia li stava scortando in un rifugio sicuro dove avrebbero dovuto rimanere sino al processo.
Scully la osservava attentamente mentre parlava.
-Si è fatta qualche idea riguardo a questo... incidente?
-Abbiamo sospettato subito di Vic Sutton. Sutton era certo di finire in prigione se i due avessero deposto la loro testimonianza, e lo era anche Jim, suo fratello, il vero obiettivo della mia inchiesta. Vic era il braccio, ma la mente organizzatrice era Jim, era lui che controllava gli investimenti finanziari, era lui ad avere dei contatti nel governo...
Scully era sorpresa della facilità con cui Catherine stava raccontando loro questi fatti. Forse troppa facilità. Fu Mulder ad intervenire, quasi le avesse letto nella mente: -Sembra molto a suo agio mentre ci racconta queste cose.
-Bene, se lavorate per l'FBI di sicuro ne saprete molto più di me. A tal proposito avrei alcune domande da farvi...
Mulder rise: -Non così in fretta!
Scully lo osservò mentre rideva. Era a disagio. Una spiacevole sensazione le si insinuava lungo la spina dorsale, finché capì a cosa era dovuta: sapeva cosa stava per succedere tra Mulder e quella donna. Stava per nascere una storia, niente di serio, solo una storia da una notte e via. In effetti, non aveva ancora avuto notizie di una eventuale "ragazza" di Mulder.
Scully ne ebbe abbastanza: si intromise nella conversazione.
-E che mi dice del modo in cui Sutton è morto? Avete qualche indizio?
Catherine smise di ridere e si fece di colpo molto seria.
-No... Non sappiamo niente... di quella faccenda.
-Ne è certa?-, insistette Scully, mostrandole le foto di omicidi molto simili avvenuti negli ultimi due anni: -Lei ha indagato su tutti questi uomini, e loro sono stati uccisi... Non le sembra una ben strana coincidenza che tutti loro siano morti per le stesse identiche cause?
Catherine scosse la testa: -State parlando di casi separati, non c'è niente che li colleghi...
-... tranne il tipo di ferite riscontrate sui loro corpi. Non è possibile che si stia parlando di un serial killer?
-Agente Scully, questi uomini non erano in alcun modo collegati, non crede che abbiamo indagato?
Mulder si stava innervosendo. Perché Scully non andava dritta al punto?
-Signorina Chandler, sulla scena del delitto è stato trovato del sangue...un sangue di tipo molto speciale. Lei ne sa qualcosa?
Catherine ebbe un brivido, che cercò di mascherare giocherellando con la penna. Ma Scully aveva notato la sua reazione.
-No. Ma, dopo tutto, sono proprio queste le cose che voi dovreste dire a noi.
-Bene, glielo dico adesso: il sangue conteneva DNA sia umano che felino.
Scully, sospirò, irritata dalla reazione di Mulder;
-Prego? Ma è possibile?
-Sembrerebbe di sì.
-Mi state dicendo che c'è un leone dall'aspetto umano che gira per le strade di New York ammazzando i cattivi? Abbiamo circa un milione di casi di estorsione, rapina, violenza in un solo mese, qui. Perché mai avrebbe deciso di uccidere solo queste persone in particolare?
-Io non lo so, ma forse lei può dirlo a me, dato che io non ho mai parlato di un leone dall'aspetto d'uomo...
Per un attimo, Catherine pensò che fosse finita, e che a causa delle sue stesse parole Vincent sarebbe stato perduto per sempre.
-Ma per favore!-esclamò, alzandosi, -Non intendo essere messa sotto accusa!
Aprì la porta:-Questo é pur sempre il mio lavoro!-, e chiuse loro la porta in faccia.
Mulder ne fu deliziato: quella donna aveva carattere. Sebbene il suo viso possedesse una sorta di delicata fragilità, questa era scomparsa del tutto quando aveva sbattuto la porta.
Dana invece aveva aggrottato le sopracciglia, alquanto pensierosa
-Penso sarà bene metterla sotto sorveglianza, non credi?-, disse con tono amaro.
-.....
-Terra chiama Mulder! Mi senti Mulder?
-Uh? Oh! Sì, sorveglianza, certo.

Catherine si era rifugiata nel bagno delle donne, quasi sempre vuoto a quell'ora. Si appoggiò al muro e lentamente scivolò a terra, sedendosi sul pavimento. Sentiva che il panico stava per travolgerla e, infine, scoppiò in lacrime, abbracciò le ginocchia e vi affondò la faccia.

****

La sentiva.
"Ecco! Ci siamo di nuovo."
Il cuore batteva furioso, mentre sollevava lo sguardo al soffitto della biblioteca.
"Cosa c'è che non va, Catherine? Che ti succede là sopra?"
Il legame che li univa stava stringendo Vincent in una morsa, togliendogli il respiro, sconvolgendogli i sensi. Tutto portava ad una unica tremenda sensazione: Catherine era terrorizzata, impaurita, ansiosa... e tutto ciò riverberava anche in lui. Le emozioni lo assalirono al punto che si strinse la testa tra le mani, sperando quasi di schiacciare quell'ansia terribile. Padre, che era seduto di fronte a Vincent, lo vide afferrarsi la testa e poi scuoterla, come se cercasse di allontanare un pensiero penoso.
-Vincent, cosa c"'è? Cos'è che non va, figliolo?
-Padre, devo andare!
Jacob si alzò e gli mise una mano sulla spalla.
-Cos'è che ti preoccupa?
Vincent si portò la destra al petto, alzò la testa e con fatica rispose: -Catherine... lei non sta bene...
-E' ammalata,
-No, non è questo... ma il suo animo... è una tempesta di emozioni. Non so come spiegare. Ma so... sento... che c'è qualcosa che mi riguarda. Lei sta cercando di tenermelo nascosto, ma adesso è affranta e le sue emozioni la stanno sopraffacendo.
Mentre parlava, Vincent si era un po' calmato, così Padre tornò a sedersi. Il respiro era ancora affannoso, ma almeno il primo momento di panico era superato. Era come se stesse per fare una profezia.
-C'è qualcosa che io possa fare ?
-No... purtroppo non c'è niente che tu possa fare, Padre.
-Forse, se tu cercassi di tenere la mente occupata, finché sarà abbastanza buio per poter andare a vedere come sta... Questo ti sarebbe d'aiuto?
Vincent sorrise, sentendo il legame allentarsi un po'.
Padre andò a prendere la scacchiera: -Che ne dici? Forse oggi riuscirò a batterti, no?
-Questo sarà difficile, dato che mi sono allenato con Charles...
-Oh, davvero? Bene, ma ricordati il detto "non esistono nuovi trucchi per un vecchio cagnaccio", perciò non essere così sicuro di vincere.
-Adesso vedremo-, sorrise Vincent muovendo il suo pezzo.
-Riponi troppa fiducia nella tua apertura alla Spagnola, figliolo.
Le mosse seguirono le mosse, ma nonostante i tentativi di Padre, la mente di Vincent tornava costantemente al Mondo di Sopra, non concentrandosi sul gioco.
-Scacco Matto!-, dichiarò ironicamente Padre, alzando la testa e guardando Vincent. Ma lui non lo stava a sentire, gli occhi fissi nel nulla, le mani con le dita strettamente intrecciate.
-Mio povero ragazzo!-, sospirò Padre.

****

Catherine raccolse le sue cose e guardò l'orologio: era quasi ora.
Central Park di sera poteva essere un posto pericoloso, ma lei doveva andare. Il parco era praticamente vuoto, con l'eccezione di poche coppiette che flirtavano sulle panchine. Accelerò il passo, con un sospiro di sollievo, vedendo l'entrata del tunnel. Si fermò e si guardò intorno per controllare che nessuno la stesse vedendo, quindi entrò, con cautela.

I due agenti dell'FBI avevano deciso per la sorveglianza. Catherine non convinceva per niente Dana e non per quel che aveva detto, ma per il modo in cui l'aveva detto. Il continuo sbattere di palpebre, il giocherellare nervoso con la penna... era più che ovvio che stava nascondendo qualcosa, nonostante ciò Mulder ne era stato completamente soggiogato, tanto da non voler ammettere che lei fosse in qualche modo implicata negli omicidi. In Scully stava nascendo l'idea che forse l'avvocato del Procuratore Distrettuale stava facendo una caccia privata ai criminali, insieme ad un complice. Il complice poteva essere l'esecutore materiale degli omicidi, e lei poi si sarebbe preoccupata di proteggerlo ingarbugliando le prove. Eppure, questo ancora non spiegava il sangue... se era stata veramente lei a metterlo sulla scena del delitto, come se l'era procurato? Sembrava essere completamente vero!
Scully e Mulder non erano troppo lontani quando Catherine entrò nel tunnel: Dana pensò che i suoi sospetti stavano per avere conferma.
-Ci ha mentito.
Mulder rimase in silenzio. Dana si girò a guardarlo e ripetè: -Ci ha MENTITO.-
Poi soggiunse: -Chiamala intuizione femminile.
-E da quando hai "intuizioni"? Credevo di essere il solo ad averle.
Per Dana fu come una doccia fredda. Come per Catherine, anche a lei le parole le si erano rivoltate contro.
-Andiamo a vedere dove è finito il nostro avvocato, va bene?
Scully tolse la sicura alla pistola che rimise poi nella fondina che portava sotto la giacca grigia: non si poteva mai sapere. Mulder, abbassandosi, la seguì all'interno del tunnel. Una volta dentro, si trovarono di fronte a un passaggio sbarrato da una grata rugginosa, e a una serie di tunnel che portavano chissà dove nel buio. Nient'altro: erano in un vicolo cieco.
-Dove è andata?
-Forse fa l'idraulico part-time-, scherzò Mulder.
-Andiamo, Mulder! L'hai vista anche tu mentre entrava qui! Non lasciare che la tua piccola "infatuazione" per lei ti annebbi del tutto la mente.
-Senti chi parla-, mormorò Mulder. -Torniamo indietro. Magari è andata da qualche altra parte e a te è solo SEMBRATO che entrasse qui.
Scully lo guardò, decisamente infuriata. A volte lui poteva essere talmente odioso!

Intanto Catherine continuava il suo viaggio nei tunnels, inconsapevole del fatto che era stata seguita. Girato un'angolo quasi si scontrò con Devin.
-Dobbiamo sbrigarci,Vincent sta per arrivare, ne sono certa.
-Allora... dobbiamo dirglielo o no?
Catherine guardò Devin, con le lacrime agli occhi.
-Se glielo diciamo... dovrà andarsi a nascondere nei tunnels più lontani e io non potrò vederlo per moltissimo tempo, lo so.
Devin allungò una mano e le strinse una spalla, come se quel semplice gesto le potesse infondere quel coraggio di cui lei, ora, aveva così disperatamente bisogno.
-B... bene... glielo dirò.
-Dirmi che cosa?

(2 - Continua nella terza parte...)

indietro home indice inizio

 

DISCLAIMER:
"Beauty and the Beast" and its original characters are the creation of Ron Koslow and is owned by Republic Pictures and its owners. The stories shown here are written strictly for the enjoyment of fans, and no infringement is meant in any way

"Chimera" è un prodotto dell'ingegno di Ines Costa. Qualsiasi riproduzione o traduzione in qualsivoglia formato è possibile solo previa autorizzazione dell'Autrice.

This page is compiled and edited by Paolo "Vastus" Mazzon. It is an amateur publication, and as such does not intend to infringe on any of the copyrights held by Republic Pictures, Witt/Thomas Productions, CBS
Television, or any other holder of Beauty and the Beast copyrights. This story is based also on the characters and situations created by Cris Carter, Ten Thirteen Productions and Fox Broadcasting. No infringement of that copyright is intended... so please don't sue. Actually, all characters are used without permission and, again, no infringement is intended. Also, anything about copyrighting that I missed...insert here.

 

 

Hosted by www.Geocities.ws

1