IN POESIA E STORIA
di Pierluigi Longatti
malcesinese
CAPITANO DEL LAGO MARCHESE SPOLVERINI
O Malcesine mia, cinta d'uliva,
incoronata di mural corona
securo porto di quiete estiva ,
o dolce nome che femmineo suona
cui la bambina mia mente vagiva
ora, adombrando in te ogni cosa buona
ti vorrei ricantare, o pace viva;
ché dal fremito lieve degli olivi,
da le pensose vette dei cipressi
move un'aura di pace a tutti i vivi
scende un senso di vita ai morti stessi.
Giuseppe Abati 1910
Melsinnoe, nonfa, fu detta dai poeti, quasi Melis sinus come luogo ove l'apicultura,molto negletta ora in Italia, in tempo antico pare molto prosperasse.
Infatti se ne hanno le prove, essendo rimasti alcuni bagni,o alveari murati all'intorno onde , come asserisce il Beviglieri, difenderli dagli orsi tanto ghiotti del miele , i quali abbondavano nelle vicine foreste di Monte Baldo .
Da Mala Silice , più volte citata in documenti , per nuda selce che circonda un lungo tratto di quei luoghi, si vuole , dice il da Persico, cavare l'etimologia del nome di Malcesine ,
Malcesine è grossa terra con buon porto , con tre piazze una detta del Porto , Centrale la seconda e terza Disciplina
le principali contrade son quella di Traverso e quella detta di Case lunghe. Sopra una rupe sporgente sul lago vi è il castello già scaligero che gli austriaci ridussero secondo il sistema dei moderni fortilizi.
Nella chiesa parrocchiale di buona forma vi hanno in un arca i corpi dei due anacoreti Benigno e Caro che vissero per molti anni in un a spelonca fra i dirupi del Baldo e vennero santificati
Il da Persico ritiene che vivessero nel secolo sesto ma il Beviglieri li dice del secolo IX avvalorando questa opinione col fatto dell'aver preso essi parte alla traslazione del corpo di san Zeno in Verona ai tempi di Pipino.
Gli altari di detta chiesa sono ricchi di bei marmi ed una tela di raro pregio rappresentante la deposizione della Croce , vien attribuita a Gerolamo dai Libri. Il da Persico ne dichiara però autore Niccolò Giolfino.
Bene ordinato e di qualche magnificenza il palazzo eretto dalla repubblica veneta per abitazione e residenza dei capitani del lago in quelle sale erano dipinti gli stemmi di coloro che vi albergarono e funzionarono.
Il capitano del lago durava in carica tre anni e si cambiava per elezione dal consiglio dei patrizi veronesi, che esercitavano il diritto e la forma dell'amministrazione secondo lo statuto veronese.
Dopo la dedizione di Verona nel 1405 alla repubblica veneta , la Serenissima confermò allo stesso consigli il diritto di quella elezione e relativa giurisdizione
Malcesine in illo tempore Sancti Benigni et Cari
Dal Castello
scendono leni l'ore vespertine
al cui richiamo giù dalla collina
a larghe ondate l'Angelus si spande,
Ad alta notte il chiaccherio dei crocchi
serenanti per l'afa sopra i tronchi
nella piazzetta, e l'onde ciangottando
tra i riquadri del molo e sulle ghiaie
cullan la dolce insonnia che il cervello
mette in tumulto di ricordi, mentre
senza dolore al martellar del core
vibran le fibre come corde d'arpa
Giuseppe Abati
Malcesine in illo tempore Sancti Benigni et Cari
Alter Melsinea praecinctus Pallade crinem
in numerum saliat, mollique petulcior haedo
det motus incomposito, hilaretque coronam
(Gio Batta Toblini 1702-1768)
traduzione
Altri cinto il crine di malcesinese uliva
danzi e sgambetti più del delicato capro
e rallegri l'amical corona
Melsineus Lycidas fuscae connubia Lygdae
deperiens misere divosque hominesque rogabat
tristis inops saevis jam luctibus externatus
piniferi Baldi lucis errabata opacis.
Lygda, decus pagi, nosti te pendere amores flocci

