MALCESINE

IN  POESIA E STORIA

   di  Pierluigi Longatti  

malcesinese

 

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Malcesine  1830  (PL Longatti)

 

 

 

 

 

La Coltivazione del Riso

di Giovambattista Spolverini , Patrizio Veronese e  Capitano del Lago

 al cattolico re Filippo V

IN PADOVA  MDCCCX

" Pubblicando noi, colle stampe fornito d'illustrazioni, l'aureo Poema di Giovambattista Spolverini , abbiam  creduto meritar bene di voi, ornati Giovani , che vi accingete  allo studio dell'ottima poesia ......"

Questo è l'incipit della presentazione  che il Casarotti  fa della RISEIDE  o la coltivazione del riso  opera ormai dimenticata  di una gloria veronese sì  ma un pò anche malcesinese . Alla diletta figlia del Baldo il Marchese Spolverini dedicò nella riseide  alcuni bei versi  .

 

 

  Dolce Amarilli mia , qual ti trattiene    66

cura o piacer sì lungamente  in mezzo

a paludi insalubri e arene ingrate ?

Amarilli gentil ,vieni qui, dove

tra il marmifero Torri, e la pescosa

Torbole ,Re de gli altri altero monte,

la soggetta Malsesene , l'amata

primogenita sua Baldo vagheggia ,

fiso in lei la selvosa antica faccia

immobilmente, e le canute ciglia.

...............

Secondo  i canoni del tempo il Capitano Spolverini si rivolge alla dama  accademica  , al solito chiamata Amarilli  , e La invita a lasciare  i climi umidi e insalubri della bassa veronese per trasferirsi  nella bella Malcesine . La quale è compresa fra Torri ricco di marmi e Torbole ricco di pesce.....sotto il padre Baldo  ( re  rispetto ai vicini ed altero  perchè di difficile accesso almeno a quei tempi . Su Malcesine lo Spolverini vede  la faccia selvosa  del Baldo  naturalemtente immobile e  con le ciglia imbiancate dalla neve (   particolare verisimile se si osservano nei mesi primaverili le cime estreme   della Colma e delle Pozzette  che  potrebbero essere le orbite con in mezzo la glabella  di bocca tratto spino del faccione del padre Baldo........)

 

NOTE BIOGRAFICHE   DI GIO.BATTISTA SPOLVERINI TRATTE DALLA INTRODUZIONE DI      IPPOLITO PINDEMONTE

Nato in Verona nel 1695 dal Marchese Ottaviano Spolverini e da Adelaide Nogarola.  Carissimo  ai genitori ,e lor delizia nella sua fanciullezza , seppero essi nondimeno staccarselo  e mandarlo alla dotta Bologna  ove sotto la direzione dei padri gesuiti  nel collegio di san saverio  egli  per la carriera  volò degli studj .

Benchè temesse ogni vincolo  indissolubile , tuttavia , lasciatosi persuadere a tor moglie , tale riuscì egli marito e padre , che ripugnanza fu mai forse vinta  con più fortuna .

E' vero che di quella lode una parte va all'egregia compagna sua che egli si procacciò dalla  prossima Vicenza ; cioè  a Savina Trissino  con cui visse in perfetta  unanimità e in bella gara di tenerezza  verso la prole .......

Nello stesso tempo prese in mano gli affari che pochi non erano della sua casa : e , fatta prova di sé medesimo in essi credette dover pur quelli assumere che i suoi concittadini gli offerivano ,della Patria .  Non pensava che la politica picciolezza di questa , come di città suddita, esentasselo dalo servirla e avvisava anzi fosse di qualche lustro servirla bene

Fu presidente delle arti , e giudice  di tutte le cause di mercatura , ossia Vicario della casa dei mercanti , per quattro volte fu uno dei provveditori  che formavan  il principal magistrato  municipale ; e

capitano del Lago di Garda , che avea giurisdizione su tutto il Benaco  ed invigilava , non si esportassero  i grani con danno dello Stato  e non si defraudasse dei diritti suoi la Veneta Repubblica ......La famiglia Spolverini aveva dato nei secoli  altri Capitani del Lago  1574-1581cavjacobo.                            1633-1636 co. Elcido Spolverini  1645-1648 conte Camillo Spolverini       1678-1681 conte Alvise Spolverini

e infine 1744-1747 Giovambattista Spolvenini 

 

Marito  non era ancora di un anno  che il giro dell'Italia  con la pleclara consorte intraprese .

 E' in Roma  e tante memorie dei tempi più illustri e sì venerabili  avanzi e le dipinture mirabili , e le divine statue  il riscaldano

:  passa a Napoli e i suoi contorni  così preziosi accrescono la fiamma sua ...e poi viene in Toscana la qual gli ricorda che nella è fatto senza la purità della lingua , l'eleganza dello stile e la squisitezza del gusto ..... Rimpatriò con le faville nell'anima

Nessuna città io credo  si vanta di un sì gran numero di poemi disdascalici  come Verona .

Emilio Macro , ai tempi di Augusto , cantò dell'erbe , de' serpenti velenosi  e degli uccelli

Venne il secolo decimosesto e il Fracastoro pose il versi il mal franzese ,   Adamo Fumano la Logica .

Succedè il decimossestottimo nel quale  Bernardino Semprevivo  tre libri compose di arte poetica , uno sulla sfera del mondo  Jacopo Tognasli  e Gioanfrancesco Rambaldi  due di Fisiologia , sopra i sensi altri due  , ed uno sull'Universo

E nel secolo appena passato  il Maffei  un libro dettò dell'aritmetica  tre sopra i Gelsi Luigi Miniscalchi , Ignazio Persico celebrò i canarini  Zaccaria  Betti il baco da seta  ; l'uccellagione  Antronio Tirabosco  e l'abate Lorenzi  la coltivazione dei monti

Tre anni non erano ancora passati che cominciò  sventuratamente a patire di epilessia

Il male aveva infragilite le sue facoltà intellettuali , ma non distrutte

La compagnia di qualche amico e di un libro  e quella sopratutto della consorte  furono i suoi migliori conforti umani  nei due anni  che egli passò in tale  condizione: anni di debolezza , di decadimento  , d'eclissi agli occhi del Mondo

                

 

 

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