 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
|
|
Ed il vento passava sui tuoi capelli... |
|
|
|
Nelle sere di pioggia, quando fuori � tutto buio ed i fari delle macchine segnano di scie colorate l'asfalto nero, mi trovo solo a pensare. Quanto tempo � passato? Avessi modo di scorgere i cambiamenti che incidono con rughe il mio viso, forse, lo saprei. Ma non ho davanti uno specchio quotidiano e riesco ancora a raccontarmi delle bugie plausibili. Poco male se questo discorso � ben noto. |
|
|
Potrebbe essere una storia come tutte le altre. Non ho aspirato a questo, sempre? Essere una persona normale, poco appariscente, grigia come un cappotto vecchio dai bottoni grandi e tondi, i risvolti larghi e le tasche comode, leggermente sformate. Riconoscibile per i silenzi, per la non-presenza, la negazione di me stesso. |
|
|
Si pu� occupare uno spazio fisico, con il proprio corpo, ed al contempo non essere? Credo di s�, lo sto sperimentando. |
|
|
Ora non riuscirei neanche a soffiare via la mia ombra per quanto � divenuta lisa e scolorita a forza di consumarla contro i muri. |
|
|
Avrei voluto essere qualcuno diverso, questo s�. Ma non ho mai avuto energie per rendere l'esistenza un meraviglioso giardino fiorito (di plastica). |
|
|
Nelle sere di pioggia, le vetrine sono scintillanti, le voci si rincorrono nell'aria, attraversando i corpi, crivellando i cervelli senza lasciare vittime sull'asfalto, ma future statistiche su cancri e neoplasie. |
|
|
Sono quelle sere in cui ho una strana predisposizione d'animo. Mi sento un p� triste e noioso ed ho tempo per commiserare il destino che mi � stato riservato. |
|
|
A ripercorrere tutto quanto � stato fatto, visto e vissuto viene voglia di piangere. Perch� con il tempo le parole divengono evanescenti e troppe cose cambiano e si tramutano in mostri sanguinolenti. L'incredibile freschezza delle emozioni si snatura in rigagnoli sporchi. |
|
|
Arriverei a rinnegare persino i miei genitori in questi momenti tetri. Mi aprirei il petto e getterei tutto fuori. Un sacrificio inutile, gesto bello ed effimero. Milite ignoto di me stesso. |
|
|
|
Nelle sere di pioggia � piacevole ascoltare vecchie canzoni tenendo premute le cuffie alle orecchie e la luce spenta nel grande salotto dove stazionano mobili rococ� e ricordi pachidermici. |
|
|
Dall'ombra domestica e rincuorante escono fuori i fantasmi degli amici perduti e degli amori conservati in urne cinerarie. Quanta tristezza ad immaginarsi fermo ai bordi di una strada a guardare quelle cose fatte con gioia e sincerit� e capire che si trattava di mimica e non delle migliori. |
|
|
Sapere che � stata con me ed ha vissuto queste stesse ore. Il vento passava sui suoi capelli e faceva freddo e la punta del suo naso rosso era l�, in mezzo al volto, sotto l'ombra scura del cappello. C'era odore di vestiti bagnati. C'era voglia di un posto tranquillo dove sedere e stringere tra le mani una tazza calda con dentro qualcosa di buono da bere. |
|
|
Nelle sere di pioggia, con il vento che sbatte contro le imposte e gli alberi gemono facendo cadere gocciole, aspetto che i rumori si spengano piano. Dieci, venti, cento volte. Mi sforzo di capire dove sono stati commessi gli errori, per poterli marcare con l'evidenziatore giallo. |
|
|
Quando distruggo la serenit� dei miei amici attaccando la solita litania sulle mie disgrazie e sulle vicende strane che ti fanno invecchiare in un colpo, scorgo in fondo ai loro occhi l'immota tranquillit� dell'ultimo sorso di caff� lasciato a decantare in una tazza. E' muta rassegnazione all'ennesimo dispiegarsi di un teatro tragi-comico. |
|
|
Perch� � impossibile conciliare la stravaganza di carrelli della spesa riempiti all'inverosimile e la pochezza dei nostri sogni. Pi� si trangugia e si spende, pi� si accresce la fama e la potenza di citt� costruite sulla merda, pi� le nostre vite prendono la consistenza di una patata mal fritta. |
|
|
|
Nelle sere di pioggia attraverso la citt� seduto sul sedile posteriore di un'enorme limousine. E' una macchina americana, cos� grande che la schiena dell'autista sembra il busto di una statua al fondo di un corridoio interminabile. Sto al centro del sedile, le braccia rilasciate lungo i fianchi ed ho la paura del bambino abbandonato. Ho appena guadagnato i miei fantastrilioni di miliardi settimanali. Sono talmente ricco da poter comprare l'intero universo conosciuto. Ma sono solo un bambino con i denti d'oro. |
|
|
Jim Morrison mi � apparso in sogno l'altra notte. Ho imbroccato la speculazione. Ma lui era a torso nudo, i lunghi capelli boccoluti ed una collanina al collo. Sembrava un Ges� Cristo sardonico, vanesio e leggermente annoiato. Ha bestemmiato. Voleva un t� ed � scomparso in un lampo al napalm. |
|
|
Nelle sere di pioggia i briganti aspettano pazienti agli angoli delle strade. Gli amanti si incontrano al buio. Metronotte tristi passano pedalando sulle biciclette e sotto le loro mantelle nascondono sbuffi di nebbia e la tristezza acquosa degli annegati ripescati e lasciati sgocciolare, in attesa di un pietoso lenzuolo, al bordo di un argine. |
|
|
Ogni cosa si sta rompendo e danza. Adesso ricordo: Jim si � fatto il segno della croce, ha agitato un curioso strumento a sonagli e mi ha indicato la via. "We all need great golden copulations". |
|
|
Era la seconda parte del sogno. E tutto era molto confuso perch� ero in attesa di una conclusione degna. Qualcosa che potesse far nascere in me la sensazione dei gesti banali. |
|
|
|
Sicch� ho fatto un gesto a Jim, che intanto aveva assunto la forma parallelepipeda della sua tomba, e, senza lasciare tempo al mio cervello di pensare, mi sono allontanato a grandi falcate. |
|
|
|
 |
|
|
I miei genitori (ancora loro), seduti su una panchina, mi guardavano orgogliosi. Mio padre mi salut� come si fa con un figlio che parte per affrontare la vita, mentre l'enorme sol dell'avvenire sorgeva all'orizzonte. Per la prima volta ho avuto l'esatta percezione di ci� che avevo cercato tanto a lungo nelle pieghe dell'animo ed i libri avevano provato a suggerirmi. |
|
|
|
Nelle sere di pioggia c'� ancora tempo per fare quattro passi a piedi a guardare la citt� antica dall'alto di una balaustra. La piazza � vuota e gli occhi sono pieni di luci e resti gloriosi. Lei � ancora l� che mi stringe la mano ed � una carezza tiepida rimasta cristallizzata nell'aria. |
|
|
|
Se solo tornasse ora. Adesso. |
|
|
|
|
|
Roma, 6 novembre 2000 |
|
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
BACK |
|
|
|
RACCONTI |
|
NEXT |
|
|
|
|
|
HOME |
|