| LA CASSAPANDRONA | |||||||||||||
| La Cassapandrona viveva in un bordello. Era una donna grande grande e non usciva mai dal letto. Poich� pesava molto, la "maman" aveva fatto costruire apposta per lei uno speciale baldacchino rinforzato su cui erano stati adagiati spessi materassi. La Cassapandrona stava seduta al centro del suo giaciglio, il corpo adagiato su soffici cuscini ed i capelli neri lunghi che le ricadevano sulle spalle. Chi veniva introdotto per la prima volta alla sua presenza restava invariabilmente assai colpito ed incerto. Entrare o non entrare, si chiedevano notabili e cicisbei arroganti, grand'ufficiali e cavalieri del lavoro, nobiluomini in disgrazia e commercianti. Che razza di mostro era quello, met� donna e met� baldacchino? Solo la parte superiore del corpo della Cassapandrona sporgeva dal mucchio ingarbugliato di coperte e lenzuola. Gli occhi degli sconosciuti si soffermavano sui suoi capelli scuri, raccolti in due bande laterali tenute ferme dietro alla nuca e sul volto rotondo come la luna. Molti si lasciavano sfuggire un gridolino notando il doppio mento che si congiungeva al petto grande e generoso e le corte e tozze braccia che spuntavano dalla camicia bianca. E poi? Il resto era coperto e non tutti avevano il coraggio di avventurarsi tra le lenzuola per scoprire il mistero. Un colpetto di tosse ed i pavidi giravano sui tacchi, mentre la "maman" premurosa faceva strada verso un'altra stanza, verso un'altra ragazza: - Di qua, di qua Altezza, presto signor Generale, presto Eminenza! Ci sono Fif� e Greta ed una nuova ragazza arrivata dalla provincia e....presto, presto.- Il piacere non pu� attendere, le ragazze non vogliono restare sole troppo a lungo. - Chi sta troppo solo, soffre di malinconia - diceva spesso la "maman". Nella casa erano tutti allegri. Anche la Cassapandrona, la donna pi� mite e gentile di tutte. Accoglieva i suoi ospiti spalancando le braccia e mandando bacini con la bocca a forma di cuore. Quando le armate imperiali invasero la citt�, mettendo a ferro e fuoco interi quartieri e scannando i rispettabili cittadini sui marciapiedi, il bordello venne fortunatamente risparmiato. L'esercito vittorioso aveva bisogno di svaghi, dopo la carneficina. La "maman" riusc� ad ottenere la protezione del comandante del corpo d'armata, un mercenario tozzo dalla voce di cherubino, e tanti baldanzosi ufficialetti, impomatati e lustri, persero la loro verginit� tra le braccia esperte delle brave ragazze. Anche la dolce Cassapandrona diede il suo contributo, svezzando gli irresoluti ed i deboli. Quelli che si gloriavano di imprese rischiose e temerarie si accoccolavano da bravi sulla sua spalla e tornavano ad essere uomini tristi, lontani mille chilometri da casa. Poi venne l'offensiva degli eserciti coalizzati per ristabilire sul trono il vecchio monarca e mentre la citt� bruciava ed i cittadini venivano ammazzati nelle loro case, la "maman" ebbe la ventura di ospitare il comandante in capo delle forze lealiste. Un tipo esangue e dinoccolato, con baffi sottili da topo, grande amante del vino e dell'allegra compagnia. Per un breve periodo di tempo il bordello divenne la sede del comando militare. Le staffette con gli ordini andavano e venivano in continuazione, accompagnate dal suono del pianoforte a coda suonato dal negro Bant�, dal tintinnio di bicchieri di champagne e dalle risatine delle ragazze che tenevano compagnia agli alti ufficiali. Fu un periodo bello e folle. La Cassapandrona, considerata la preferita, scoccava bacini ai nuovi venuti, ancora coperti dalla polvere del campo di battaglia. Seduta sul suo letto con i piedi intagliati a forma di zampa di leone, il capo fiero e patriottico, ispirava tale reverenza che i granatieri della guardia si mettevano rispettosamente sull'attenti. La pace fu presto ristabilita. I soldati tornarono alle loro caserme, i preti alle chiese ed ai salmi ed i defunti alla merc� dell'oblio. Quando il monarca mor� per decrepitezza, senza lasciare alcuna successione, il Paese si diede una nuova forma istituzionale e proclam� la democrazia parlamentare. Prosperit� e benessere furono le nuove parole dei politici, forbiti personaggi assurti a chiara fama per censo e cultura. Sorsero nuove banche, cominciarono commerci con le Indie occidentali e la Malacca. La clientela della casa si imborghes� piano piano: ricchi possidenti, latifondisti, speculatori, parlamentari ecc. ecc. - Presto, presto - ripeteva invariabilmente la "maman"- il tempo � denaro.- Le ragazze avevano molto da lavorare, per soddisfare i desideri inconfessabili di tante brave persone dalle ricche borse. La Cassapandrona aveva poca clientela, ma c'era un ometto, un ometto solo che le era molto fedele. Veniva al bordello saltuariamente, ma in quelle poche occasioni la "maman" lo accompagnava con grande sussiego e frusciare di vesti fino alla porta dell'alcova, per ritirarsi poi discretamente. Le altre ragazze sbirciavano da dietro alle porte, sussurrando commenti sull'importante personaggio, una delle pi� alte cariche dello Stato. L'omino entrava e si toglieva il cappello con gesto di ossequio. - Sono tornato !- diceva ogni volta. La Cassapandrona allontanava la scatola di cioccolatini da cui aveva pescato fino ad un attimo prima, spalancava le braccia ed i suoi baci spiccavano il volo all'indirizzo dell'uomo fedele che la veniva a trovare. E l'omino si avvicinava per baciarle la mano. Si sedeva sul bordo del letto e cominciava a spogliarsi, riponendo con cura il suo vestito scuro su di una sedia. L'ultima cosa che si toglieva erano i calzini. La Cassapandrona aspettava paziente sfoderando tutto il suo repertorio di mossette e moine. Facevano un gioco che poteva durare anche delle ore. Pi� tardi, dopo aver fatto l'amore, l'ometto si addormentava sui grandi seni della Cassapandrona. La donna lo stringeva delicatamente perch� non scivolasse gi�. Lo ascoltava mentre parlava nel sonno. Era cos� piccolo da sembrare un bambino. La Cassapandrona gli voleva bene e vegliava sui suoi sonni popolati di farfalle e sirene. A seguito di una sommossa popolare, scatenata da un aumento delle tasse su pane, barbabietole e fegato d'oca, in citt� ci furono tumulti. La guardia a cavallo fu fatta uscire dagli acquartieramenti per rompere qualche testa e placare gli animi. Fu imposto il coprifuoco, a causa del quale molti cittadini non ritrovarono pi� la via di casa. Il Governo si vide costretto a sconfessare i propri Ministri per accontentare la piazza. In Parlamento le misure fiscali contestate vennero abolite, anche grazie ad una furiosa battaglia dell'opposizione. Furono contestualmente introdotte nuove tasse, ancora pi� gravose, ma democratiche, con l'appoggio di questa. La stampa present� i risultati dell'attivit� delle Camere come una grande vittoria progressista e l'opinione pubblica si convinse di aver ottenuto ci� che desiderava e torn� a curarsi di cantanti d'opera, intrighi letterari e peonie. La "maman", ormai in et� da pensione, cedette l'attivit� e si accomiat� dalle ragazze. Nel giorno dell'addio, le sue fedeli lavoratrici si fecero trovare nel grande salone, arredato con tende ed arazzi, vestite di bianco. Molte avevano gli occhi rossi per il pianto. La "maman" distribu� carezze e caramelle, passando in rassegna le fanciulle, poi sal� in camera della Cassapandrona per salutare il donnone. Si sedette sul bordo del letto e le tenne la mano grassoccia, rimanendo in silenzio. La stanza era in penombra ed il rumore sferragliante dei tram penetrava a tratti, fastidioso, come un rotolare minaccioso di carri da guerra. La Cassapandrona mand� un singulto, ripensando all'affetto ed alle cure che aveva trovato tra quelle mura, lei povera ragazza, ripudiata e resa invalida dalla vita in gi� da un marito iracondo ed ubriacone, presto scomparso in fondo al mare. - Ho voluto bene a te ed alle altre - esord� la "maman"- ma tu sei sempre stata la mia preferita.- Il volto della donna era stanco e sfatto, sotto il pesante cerone. Per la prima volta la Cassapandrona la vide per quella che effettivamente era: una persona anziana e rassegnata. - Il mio piccolo uccellino ferito- riprese la "maman". - Dopo tutto questo tempo trascorso insieme non ho molti consigli da darti. Non credo che tu ne abbia bisogno. Qualunque cosa accada, per�, ricordati sempre che gli uomini sono cattivi e non meritano il nostro amore.- In silenzio usc� dalla stanza e si dissolse in una nuvoletta profumata di lavanda. La nuova gestione era il frutto dei tempi moderni: velocit� mirabile e facili guadagni. Arrivarono nuove ragazze, un po' rozze e litigiose e la casa venne ristrutturata e resa pi� funzionale. Via i paludamenti, le atmosfere soffuse e odoranti di fiori prossimi al disfacimento. Basta con gli abbandoni romantici e la molle pigrizia dei pomeriggi vuoti. Nuovo sangue e nuovo vigore dovevano rendere bei sonanti quattrini. Il pianoforte a coda fu fatto uscire da una finestra e rimpiazzato da un grammofono a tromba. Vennero organizzati i turni delle ragazze, furono ricavate nuove stanze, pi� piccole e fredde, per la prima volta si fece ricorso alla pubblicit�, discreta per non contravvenire alle disposizioni di pubblica sicurezza, e furono stabilite tariffe differenziate in base alle prestazioni, alla durata degli amplessi, alle specialit� richieste, al censo dei clienti ecc. ecc.. La Cassapandrona rimase un oggetto strano ed ingombrante di cui i nuovi tenutari, nonostante il risoluto piglio imprenditoriale, non ebbero il coraggio di sbarazzarsi. Le lasciarono la stanza e l'imponente baldacchino e la inserirono nella categoria "bizarre", con tariffa speciale. Fate l'amore con la donna cannone! Furono in pochi a profittarne. Tra questi, un curioso personaggio saltato fuori una mattina di sole. Si trattava di un omaccione ispido e barbuto dall'incedere deciso. Camminava per le strade occupando l'intero marciapiede, brandendo un bastone da passeggio con il pomo d'argento che mal si conciliava con i suoi abiti polverosi e macchiati: un cappotto liso, scarpe scompagnate e cricchianti, la catena d'oro al panciotto rimasta, per�, orfana del cipollone. Aveva una testa da filosofo. Capelli ispidi e lunghi, la barba lunga e divisa in due bande, le sopracciglia folte, gli occhi da satiro. Si present� alla casa, picchiando sul tavolino della tenutaria, scorse la lista affissa alla parete e si fece accompagnare diritto alla stanza della Cassapandrona, intonando un'aria di Mozart con voce piena da baritono: - ma in Ispagna son gi� mill'e tr� !- Fece il suo ingresso con gesto teatrale togliendosi il cappello e nel giro di dieci minuti, comodamente installato nel grande baldacchino, diede inizio ad una performance canoro-amatoria che rischi� di squassare fin nelle fondamenta il palazzo. Fu un tale tramestio, pigolio, turbinio ed urlio che i clienti dovettero uscire fuori dalle loro stanze, turbati da tanta veemenza. In confronto i loro amplessi svaporavano per quanto erano ridicoli e noiosi. Il profeta della carne inton� il suo canto con voce piena, toccando e prendendo tutto quello che c'era da prendere. Nel momento di massimo piacere, per la prima volta si ud� la voce della Cassapandrona. Gorgheggi� limpida per qualche istante e poi sal� di tono fino a tramutarsi in un "do" di petto indescrivibile che mand� in frantumi la cristalleria buona, rimase sospeso, denso e palpabile, per interminabili minuti e si perse per le vie affollate con eco strana. I due giacquero sul letto sfatti e felici. Il nuovo personaggio divenne ospite fisso della casa. Nel senso che elesse la propria dimora nella stanza della Cassapandrona. E nessuno os� protestare. I giornali titolavano: "scontri sociali", "scioperi ad oltranza", "repressione militare". Il Paese era di nuovo in fermento. Nonostante le promesse d una societ� pi� equa, le disparit� di classe avevano prodotto malcontento tra operai e contadini ed erano esplose numerose forme di protesta. Agli angoli delle piazze, sulle aie delle fattorie, vicino alle catene di montaggio si formavano capannelli. Nuovi oratori infervorati promettevano il paese di bengodi per la classe operaia. Gigantesche forme di formaggio, ettolitri di vino gratis, la terra e la speranza, il sol dell' avvenir, la rivoluzione, l'amore libero, la risurrezione. L'esercito usc� in assetto di guerra dalle caserme e nuove teste furono rotte. Molto numerose. Una sera il satiro rientr� a casa in condizioni pietose. Si arrampic� fino alla stanza della Cassapandrona, le vesti stracciate e lerce di sangue e cadde bocconi sul letto, ruttando fragorosamente. La povera donna dovette farsi aiutare da due ragazze. L'uomo aveva una brutta ferita allo zigomo e sembrava fosse stato calpestato da un intero squadrone di cavalleggeri lanciato al galoppo. Puzzava, per�, di alcool e dava fuori di matto, strabuzzando gli occhi ed urlando frasi sconclusionate: "operai, lavoratori...hic.. il contributo culturale, la repressione, capitale ed affamatori..hic...ricacciate l'oppressore, .. le vostre giovani forze devono levarsi per combattere il sistema politico..imbracciate le armi, suonate le trombe, .. marciate nel vento della rivoluzione verso un nuovo destino di pace e prosperit� .. hic.." La sfuriata dur� a lungo. Per farlo stare calmo ci volle del bello e del buono. In mutande, l'uomo balz� in piedi e sollevando il pugno concion� l'immaginario pubblico tirando gi� madonne, santi, banche e parlamentari. - Del vino, ancora del vino!!- esclam� per ultimo e ricadde indietro esausto. Di l� a poco sprofond� in un sonno pesantissimo. Per le strade buie lunghe file di militari passarono per tutta la notte marciando con passo monotono. La mattina dopo la polizia venne a bussare al bordello e le stanze furono perquisite una per una. Cercavano un certo Bakunin, l'anarchico. Non lo trovarono. Anche perch� nessuno si perit� di guardare sotto le lenzuola del letto della Cassapandrona. Venne di nuovo la notte. In citt� era stato dichiarato lo stato d'assedio. In alcuni quartieri era scoppiata la rivolta armata ed il rumore delle sparatorie lacerava la calma apparente delle strade deserte. Fuochi in lontananza punteggiavano l'oscurit�. Di nuovo il passo pesante dei militari, accompagnato dal bussare alle porte, dagli ordini abbaiati, dal rumore di vetri in frantumi, di otturatori e giberne, dei camion che passano a fari spenti, irti di fucili che spuntano dai cassoni. Bakunin stava abbracciato alla sua donna, silenzioso. La sbornia della notte precedente era passata ed ora ragionava in maniera lucida. La Cassapandrona gli accarezzava la testa ispida, arricciandogli i capelli con un dito. - Sono tempi difficili, donna.- disse Bakunin, il cui vero nome era Meleagro. - La classe operaia � stanca dei soprusi ed ha maturato una coscienza. E' pronta a ribellarsi e con le proprie forze riuscir� a battere il sistema iniquo che la opprime.- Rumore di spari in lontananza. Bakunin si rincantucci� un pochetto sul morbido petto della Cassapandrona. - Pensi che torneranno a cercarti? - chiese lei a bassa voce. - Pu� darsi.- - Che cosa vogliono da te?- - Prendersi il poco tempo che mi � rimasto da vivere.- - Sei stato in galera, prima?- - S�, due volte.- - Per quale motivo?- Bakunin sollev� la testa e guard� la donna, con aria sospettosa. - Perch� ti interessa ? Cosa vuoi sapere ?- La Cassapandrona continu� ad accarezzargli i capelli. - Non hai nulla da temere da me - disse con voce rassicurante. - Se ben ricordi, ti ho tenuto nascosto quando � venuta a cercarti la polizia.- L'uomo si mosse un po'. - E' pieno di spie.- disse con fare minaccioso. - La macchina repressiva marcia senza soste....bisogna opporsi, stare vigili, combattere nella clandestinit�. - - Qui sei al sicuro - - Non si � mai al sicuro, in nessun posto. I delatori sono sempre al lavoro. Bisogna diffidare di tutto e di tutti. - - Non hai risposto alla mia domanda - aggiunse dolce la Cassapandrona. - Non vuoi raccontarmi la tua storia? Da quando vivo in questa casa mi � capitato molte volte di stare ad ascoltare gli uomini. Vengono da me, cercano un po' di calore e poi si lasciano andare ai ricordi ed ai rimpianti. Sono cos� tanti anni che vi frequento da aver appreso molto sul vostro conto. Tu non vuoi raccontarmi da cosa stai scappando? Sei arrivato qui, hai piantato le tue bandiere, hai fatto mostra del tuo personaggio, rientrando a casa tardi, raccontando aneddoti e strane storie ed hai cercato di farti credere una persona che non sei. Non sei il primo che mi capita. Le apparenze nascondono i peggiori mascalzoni, ma qualche volta si possono incontrare anime gentili e buone. Quando ci� avviene una donna lo capisce subito. Come nel tuo caso e non credo di sbagliarmi. Chi � Bakunin?- L'uomo rimase sdraiato in silenzio. Le sparatorie erano cessate. Si gratt� la folta barba e poi mand� un lungo sospiro. - Non c'� cosa peggiore che incontrare una donna pettegola e curiosa. Conoscere gli uomini? Ma che ne vuoi sapere tu, che stai rintanata in una stanza, tra morbide coltri. Per conoscere gli uomini bisogna girare il mondo, dividere la stessa scodella di minestra, il duro lavoro alle macchine. Rimpianti e ricordi. Puah! Roba da donnicciole, da piccoli borghesi impotenti. Non la senti la vera forza ?- e presa la mano della donna, la premette contro il proprio sesso. - Questo � l'unico vero impulso che io conosca, l'unica energia che faccia girare il mondo. Uomo e donna che si amano, che si danno l'un l'altro. Ti hanno riempito la testa di fanfaluche, i tuoi clienti ricchi e sprovveduti. - Nell'enfasi del discorso la sua voce si era via via fatta pi� grossa. Una scarica di fucileria lo fece tacere d'un colpo. Per parecchio tempo non parlarono. I rumori della notte erano sinistri. Truppe che passavano per le strade, furtivi passi sui tetti, urla incomprensibili, rotolar di carri e colpi isolati che miagolavano rabbiosi. - Se la rivoluzione � scoppiata - chiese dopo un po' la Cassapandrona - perch� stai qui e non fuori, a combattere insieme agli altri?- Bakunin grugn�. Tent� di fare finta di essersi assopito, ma la donna ripet� la domanda. - La rivoluzione non � la cosa pi� importante? Dividere la stessa scodella o la stessa fame?- - Lo ripeto. Non c'� niente di peggio di una donna curiosa.- disse con rassegnazione. La notte pass� molto lentamente. L'uomo raccont� la propria storia, lasciando fluire i ricordi: dal paese natio ai viaggi per il mondo, dagli incontri clandestini agli espedienti per sopravvivere. Per ultimo, l'improvvisa infatuazione per la lotta e la rivoluzione che, peraltro, lo aveva raggiunto ormai in et� avanzata. Bakunin si atteggiava ad oratore e sabotatore, ma era afflitto da acciacchi e doloretti vari e non sarebbe mai stato capace di ordire un complotto o tirare una bomba. Sulle barricate non era mai salito ed ai primi colpi di fucile era fuggito, rintanandosi in una cantina abbandonata e molto ben fornita. La polizia lo ricercava, forse per i suoi precedenti di ladruncolo, non perch� fosse pericoloso. Al sorgere del sole, sparite le paure della notte l'uomo si addorment� e la Cassapandrona lo coccol� a lungo, intonando una nenia gentile. Per la prima volta le sembr� di vedere un bambino indifeso in quell'omaccione corpacciuto. Uno strano bebe' con la barba e dall'odore di tabacco. Non era poi cos� dissimile dai tanti uomini che erano passati per quelle stanze e per quel letto. Uomini che avevano fatto promesse, si erano dimostrati prepotenti, avevano lasciato un tenue ricordo od erano spariti inghiottiti dal buio dell'orgasmo e della noia. Le parole della "maman" erano sacrosante. L'amore � una cosa strana: sta nascosto, cambia colore e direzione e non si lascia prendere, dispettosa farfalla. Prende e corre via, riempe i giorni e le notti e si ripete, come la ruota eterna di un mulino. Alcuni credono di possederlo, quasi fosse un oggetto che si pu� custodire in una cassaforte, e si ritrovano un giorno soli, sconfitti al lato di una strada, altri lo incontrano per caso e ne hanno la vita cambiata. Per amore si commettono estremi sacrifici e terribili delitti. Galere piene di amanti afflitti e sventurati. Molti ne hanno sacro terrore, lo rinnegano e scacciano come fosse il diavolo. Altri non lo conosceranno mai, pur avendolo chiamato per nome decine di volte. La Cassapandrona baci� sulla fronte il suo sfortunato filosofo e si tir� a sedere sul letto. La scatola di cioccolatini occhieggiava, appoggiata sul comodino. La donna vi cacci� dentro la mano. - Che triste destino - pens� tra s�, mentre il cioccolato si scioglieva in bocca - Tutta una vita a consolare condottieri spiumati e sconfitti.- Le venne da ridere: - Almeno l'onore, almeno quello!- Il vento della rivoluzione pass� veloce bruciando vite di sventurati e lasciando le cose come prima. Anche Meleagro spar�, riprendendo il suo cammino di cagnone afflitto. Lasci�, a ricordo del suo passaggio, le scarpe cricchianti e consumate ed una ciocca della sua grande barba che, come reliquia, la Cassapandrona conserv� in una scatolina d'argento. I tempi erano mutati. O meglio, la grande donna stava invecchiando. Gli ardori amorosi avevano smesso di avere un senso, poich�, ormai, il corpo si ribellava all'idea di maratone insaziabili e faticose. Un triste autunno che, comunque, non incise pi� di tanto sull'animo gentile della Cassapandrona. Messo da parte il gruzzolo era venuta l'ora di lasciare quelle stanze per sempre e di girare il mondo. Pubblicit� di vapori che solcavano gli oceani, lasciando dietro di s� una scia di spuma e melodie sfolgoranti, profili di palme e tramonti tropicali, intrepidi cacciatori, negri feroci, i giardini segreti del Thaj Mahal o l'arte dravidica di Mahabalipuram. Non si poteva pi� attendere. Vennero dei bravi artigiani, presero le misure della donna e dopo un mese tornarono con il lavoro finito: una sedia a rotelle di nuova concezione, costruita con materiali tedeschi, su progetto inglese ed assemblata in Italia. Comoda, pratica, leggera: la nuova casa della Cassapandrona, questa volta con le ruote. Arriv� il bel giorno in cui, tra due ali di folla festante, la donna fece la sua comparsa seduta sulla carrozzina, sospinta da un baldo valletto in livrea, per lasciare la grande casa. C'erano le autorit� del quartiere, i vecchi clienti affezionati e pieni di acciacchi, le ragazze dell'ultima covata, belle e sfacciate, la polizia a cavallo e tanta gente sconosciuta. Rotonda e profumata, con indosso un vezzoso cappotto con collo di pelliccia ed un cappellino a punta ancor pi� grazioso, la donna attravers� la piccola folla plaudente, c'era persino chi era salito sugli alberi per poter vedere meglio la scena, per prendere posto su una vettura lucida e nera cos� grande da occupare l'intera carreggiata. La banda inton� un'allegra marcetta ed una delle ragazze consegn� alla Cassapandrona un gran mazzo di fiori. Lei, felice, mand� bacetti a tutti, attraverso il finestrino aperto. Era commossa e felice: il suo doppio mento tremava di gioia per quell'inattesa manifestazione di affetto. Con le dita grassocce ed ingioiellate salut� ed appena il rombo del motore inizi� a ruggire si ritir� dietro la tendina per non far vedere le grosse lacrime che le solcavano il volto. L'automobile spar� dietro l'angolo, inseguita da un paio di monelli. Lo spettacolo era finito. Le ragazze rientrarono in casa, che gi� i primi clienti salivano le scale. Il viaggio di inaugurazione del transatlantico era previsto per l' inizio del mese. Prima classe, biglietto di sola andata, tre settimane di navigazione. Tutto il tempo per finire, insieme ad altri sconosciuti passeggeri in fuga, in una foto sbiadita di tanti anni fa. Roma, 19 aprile 1999 (tutti i diritti riservati N. Giordano 1999-2004) |
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