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| 14/2/2009 Nella scheda i dettagli del pacchetto di stimolo all'economia approvato dal Congresso americano. 787 miliardi e 241 milioni di dollari: a tanto ammonta il maxipiano di rilancio dell'economia , cos� come approvato nella notte italiana tra venerd� e sabato dal Congresso statunitense. In 1073 pagine il documento si articola in centinaia di capitoli di spesa: dall'agricoltura, al commercio e alla scienza, passando per la difesa, l'ambiente, l'energia, la sicurezza nazionale, il lavoro, la sanit�, l'educazione, le abitazioni, i tagli alle tasse a individui, famiglie e imprese, fino agli investimenti infrastrutturali. Una vera e propia Maxifinanziaria, se vogliamo fare un accostamento all'italiana, il 38% della quale riguarder� i tagli fiscali, il 24% la spesa e il 38% gli aiuti. In termini monetari, secondo quanto ricostruito dall'agenzia France Presse, 120 miliardi di dollari saranno stanziati per le infrastrutture (strade, ferrovie e banda larga internet); 20 miliardi saranno investiti in energie rinnovabili, 11 se ne andranno per modernizzare la rete elettrica americana. Il pacchetto include anche -come dicevamo- tagli fiscali, di cui beneficer� il 95% degli americani: 400 dollari in meno alle persone fisiche con un reddito inferiore ai 75mila annui; 800 alle famiglie con meno di 150mila dollari. Ha impressionato infine l'ulteriore e drastico giro di vite su bonus e incentivi ai top manager delle aziende in crisi, che hanno ricevuto aiuti di Stato. 14/2/2009 Passa al Congresso americano il maxipiano anticrisi, sforbiciato di almeno 100 miliardi rispetto alle intenzioni originarie del presidente Barack Obama. Il piano ha ricevuto l'ok del Senato con 60 voti a 38, grazie al consenso di 3 senatori repubblicani e di 2 indipendenti, mentre alla Camera sono stati 246 i voti a favore, contro i 183 contrari: in quest'ultimo caso, per�, nessun repubblicano ha votato per il piano. Barack Obama vince quindi la sfida pi� importante del suo avvio di mandato, quella di varare entro met� febbraio il piano di stimolo, tanto che luned� il testo sar� sulla sua scrivania per la firma definitiva. Perde per� la sfida sul voto bipartisan, mancando l'obiettivo di coinvolgere l'opposizione repubblicana nello sforzo di rilancio dell'economia, e perde in parte anche la sfida sull'ammontare finale del pacchetto, che ora conta su 787 miliardi, in buona parte destinati a investimenti per le infrastrutture, sanit� ed energia, mentre per il 38% ci sar� spazio anche per tagli fiscali. Il testo prevede pure una riformulazione della clausola Buy American, in senso meno protezionista, soprattutto a favore di quei Paesi che hanno gi� accordi commerciali con gli Stati Uniti. Intanto Barack Obama avverte: "questo piano � solo l'inizio". 13/2/2009 Giornata di festa ieri in America, per la celebrazione del 16esimo presidente Abraham Lincoln. Sullo sfondo, una corsa contro il tempo per approvare il piano di stimolo all'economia. E una nuova tegola per Barack Obama. Il senatore repubblicano Judd Gregg, candidato alla posizione di segretario al Commercio, si � dimesso. Troppe le differenze con la linea della Casa Bianca sul piano di stimolo economico, a detta di Gregg, il secondo a lasciare il dicastero prima ancora di entrare in carica, dopo Bill Richardson. Un'importante casella nella squadra di Governo continua a restare scoperta. Il ritiro di Gregg � giunto nel giorno forse pi� sentito da Obama, il 200esimo anniversario dalla nascita di Lincoln, uno presidenti pi� popolari. Una ricorrenza usata da Obama per lanciare un messaggio di unit�: "Nonostante tutto ci� che ci divide siamo, nel profondo, una sola nazione e un solo popolo", ha ricordato, omaggiando il predecessore che pi� di tutti ha segnato la sua corsa alla presidenza. Il rimando all'unit� nazionale e il richiamo al servizio della patria sono serviti a Obama per ricordare a deputati e senatori la necessit� di agire presto per contrastare il drammatico momento che vive l'economia: dopo l'accordo che ha fissato a 789 miliardi di dollari la cifra del piano di rilancio economico, Camera e Senato sono ora nel bel mezzo della discussione. L'ok definitivo dovrebbe giungere entro il fine settimana, consegnando a Obama il testo da firmare nei tempi previsti. Il piano sar� composto per il 36% da tagli fiscali -400 euro per i single e 800 euro per le coppie- e per il 64% da investimenti in sanit�, energie alternative e infrastrutture. |
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