| Cara Grande Demoiselle, vi hanno tanto derisa che, a poco a poco, mi siete divenuta simpatica, commoventemente. In una corte galante come quella di vostro cugino Luigi XIV, l'unico amore della vostra vita fu un caso rarissimo. Amore cieco, non corrisposto, malamente consumato dopo anni e anni di attesa e trepidazioni. E poi inusitato, raro, meraviglioso, sorprendente, incredibile... Mi fermo con gli aggettivi per non attingere troppo dalla celebre lettera in cui quella raffinata pettegola di Marie de Rabutin-Chantal, marchesa di S�vign�, annunciava alla figlia (e quindi poi al mondo) la notizia che vi eravate ufficialmente fidanzata con l'allora conte di Lauzun. Era il 15 dicembre 1670. Grazie ai sapienti pluriennali preparativi dei due grandi cardinali, Richelieu e Mazzarino, i raggi del Sole diventato Re riscaldavano la "douce France" da pi� di due decenni, ma non avevano ancora raggiunto lo zenit di Versailles. Certo, fosse stato per voi, quei raggi avrebbero brillato assai meno o per niente... quando facevate la Fronda contro il potere reale... sulle barricate, armata come un'amazzone, tanto che nel fisico non perdeste mai una certa aria di soldataccia. Ma lasciamo perdere la politica. Dopo un esilio in provincia, vostro cugino vi perdon� e rientraste a corte, alla grande... su qualche aria di Lull�, suppongo. Eravate la donna pi� ricca di Francia, e forse d'Europa, cara Anna Maria Luisa d'Orl�ans, duchessa di Montpensier, figlia di Gastone fratello di Luigi XIII, cugina di Luigi XIV, nipote di Enrico IV, ma pare che a 43 anni non sapevate ancora cos'� l'amore. I pretendenti blasonati non mancavano, ma nessuno riusciva a vincere la vostra sacrosanta diffidenza di donna ricca ma non bella. Su alcuni cadeva il veto assolutista del vostro reale cugino, che peraltro vi offr� un matrimonio con suo fratello Filippo. Giustamente rifiutaste. Di uno reso quasi cappone da Mazzarino per evitare future fronde, non sapevate che farvene. Meglio aspettare il grande amore. Vi comprendo. Biondastro e piccolotto, il guascone Antonin Nompar de Caumont, marchese di P�guilin, conte (e poi duca) di Lauzun, non era bello, ma coraggiosto e virile e grande sollevatore di gonne. Poche donne riuscivano a non cedere ai suoi baldi assedi. Persino le bellissima marchesa di Montespan, la pi� prolifica favorita del vostro reale cugino, aveva trafficato carnalmente con lui quando ancora non aveva conosciuto il calore del Sole. Lo avevate notato per la prima volta nel 1660 e rivisto qualche altra volta a corte, specie da quando era diventato capitano delle Guardie. Le vostre timidezza e scarsa propensione alla galanteria vi avevano impedito di conoscerlo in testa-a-testa. Lui del resto era s� grande amatore, ma saggio. Si guardava bene dal cacciare in riserve troppo esclusive. Figuriamoci una riserva quasi reale come la vostra, mica era Icaro! Insomma, cara Anna Maria Luisa, penaste dieci anni prima di dichiararvi. Commovente il modo in cui lo faceste. Un'educanda qualsiasi, anche una di allora, si sarebbe sbrigata prima. Da una barricadiera quale eravate stata voi, ci si sarebbero aspettati ben altri ardimenti. Tanto discorsi, tanto girarci intorno, ma non riuscivate proprio a dirgli che lo amavate e cos� alla fine, disperata, ricorreste al classico bigliettino. Lui, che fin l� si era ben guardato dall'aiutarvi nell'operazione di essere sedotto, accett� la vostre corte a malincuore. Amava molto le donne, ma - perdonatemi la sincerit� - le voleva belle e giovani. Scusatemi ancora, ma ormai lo sapete anche voi: proprio non gli piacevate. Alla fine, Luigi XIV vi diede il permesso di sposare il vostro ganzo, ma... Gli altri principi di sangue, l'alta nobilt� e la marchesa di Montespan tanto tramarono contro la vostra gioia che, poche ore prima del matrimonio, il re non solo lo proib�, ma vi separ� dal vostro cadetto di Guascogna, facendolo imprigionare nella lontana fortezza di Pinerolo, dove gi� languiva Fouquet, un tempo potentissimo sovrintende generale alle Finanze. Cos�, mia povera duchessa, doveste invecchiare di altri dieci anni e rigirarvi sola per altre migliaia di notti nel vostro gran letto di zitella pensando al vostro Antonin e immaginando i suoi mai assaporati ardori. Ormai ultracinquantenne, che per i tempi vostri equivaleva a essere una vegliarda, finalmente nel 1681 il vostro reale cugino vi concesse di unirvi in matrimonio con Lauzun. Poco importa che per convolare, doveste dichiarare vostro unico erede il duca del Maine, figlio del re e della Montespan. Se almeno, finalmente dopo vent'anni d'attesa, l'amore avesse trionfato. Invece no: Antonin, che anche dietro le sbarre di Pinerolo aveva trovato il modo di amare persino una figlia di Fouquet, con voi era un pezzo di ghiaccio, che solo qualche volta riusciva a sciogliersi appena un po', svogliatamente. Per giunta era insolente e osava trattarvi da serva, voi principessa di sangue reale! Dopo qualche anno di matrimonio, finalmente diventata saggia, lo cacciaste e vi decideste a passare il resto della vostra vita tra le opere di bene e la scrittura di romanzi e memorie, che non sono tra i pi� letti del Grand Si�cle, sebbene abbiano una certa grazia. Siete, cara Anna Maria Luisa, la prova storica di quanto cieco possa essere l'amore, ma anche che ad amare bisogna essere in due. La vostra in fondo non era che la tenace infatuazione di una donna che voleva avventurarsi in un mondo, quello dei sensi, che le era sconosciuto e avverso. Non tutti sono portati verso l'eros. Molti lo praticano in allegria, molti lo subiscono, molti ne fanno a meno. Del resto, la vostra ostinazione � toccante. Oserei dire, non offendetevi ve ne prego, proprio da verginella attempata. Mi siete simpatica anche perch� temo che, sotto sotto, il vostro reale cugino con le sue angherie e veti si sia voluto vendicare per avergli fatto una Fronda veramente durissima, persino dalle mura della Bastiglia, quand'era giovanissimo e il suo trono vacillava. Una canzone francese del secolo scorso dice "L'amore � come un giorno... che se ne va... che se ne va". Il vostro strano amore � durato invece ben un quarto di secolo, ha provocato infiniti e divertiti commenti tra nobilt� e popolino di tutta l'Europa, ma almeno vi ha fatto entrare nella storia del Gran Secolo. Se tutto fosse andato liscio, nessuno o quasi si sarebbe occupato di voi se non come una delle tante teste calde che fecero la fronda contro i grandi Mazzarino e re Luigi. Vogliate gradire, cara Anna Maria Luisa, l'espressione di tutta la mia profonda simpatia. Natalie Paav |
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| Copyright Natalie Paav e "La provincia di Como" (25..02 .2006) |
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