Cara Eleonora d'Aquitania,
sapeste come vi invidio i colori e i profumi di quei dieci giorni ad Antiochia, all'inizio della primavera del 1148! Dopo, la vostra vita cambi� radicalmente, come anche la storia dei paesi sui quali regnaste. Era la Seconda Crociata. Dopo un lungo viaggio balcanico, certamente duro anche per una regina di Francia come voi, lo splendore della grande citt� in collina, non lontano dal mare. Dopo tanta polvere e fango, finalmente qualcosa di simile al vostro natio Midi, reso ancor pi� spettacolare dal mosaico ellenistico, bizantino e islamico. Nella babele di lingue, finalmente ritrovata la lingua occitana dei vostri amati trovatori col vostro giovane zio Raimondo di Poitiers e i suoi cavalieri. Cos� diverso il baldo Raimondo da vostro marito, Luigi VII, troppo spesso penitente o renitente. Poco importa che, stando alle malelingue, l'amor cortese potrebbe aver avuto qualche conclusione non prevista dai poemi dei trovatori... e proprio con zio Raimondo. Tutto cospirava a ci�. L'importante � che l� mostraste del tutto il vostro forte carattere, umanamente e politicamente. Il ritorno dalla sconclusionata Seconda Crociata lo faceste separata da Luigi. Saggiamente per�, tornata in Francia, accettaste una breve riconcilazione con Luigi, al quale deste una seconda figlia. Poi otteneste l'annullamento del matrimonio col re di Francia e passaste velocemente a un altro uomo, Enrico II, e a un altro trono, quello d'Inghilterra.
Che ardire! Roba che persino in questi anni 2000, nell'occidente europeo passivamente rassegnato a ogni forma di relativismo, farebbe sensazione se non scandalo. Brava Eleonora: eravate erede di ricchissimi ducati e contee. Avete agito con gli uomini da pari a pari, in pieno Medioevo, senza nulla perdere della vostra femminilit�. Dopo lo scialbo Luigi VII, che vi avevano fatto sposare giovanissima per i soliti motivi politici, sceglieste voi Enrico II, stavolta abilmente unendo la ragion di stato con l'amore. Di undici anni pi� giovane di voi, Enrico II era seducente, ardito e instancabile sotto tutti i punti di vista. Lo amaste e gli deste otto figli. Ora sposa fedele, madre affettuosa, animatrice culturale e sociale, devota senza essere bigotta, viaggiatrice instancabile, la vostra vita sembra davvero un affascinante romanzo... siate magnanima: lasciatemi passare quello che ormai � diventato un luogo comune, quando si parla di un personaggio storico. Un romanzo vero, una volta tanto a lieto fine: una morte serena, nel 1204, tra le volte della tanto amata abbazia di Fontevrault. Pur non mancando, ovviamente, i dolori, inevitabili per una che vive pi� di ottant'anni e ha numerosa prole.
Sposa prima di un re di Francia e poi di uno d'Inghilterra, madre di due re d'Inghilterra, Riccardo Cuor di Leone e Giovanni Senza Terra, come il vino rosso delle vostre terre del sud-ovest francese, col passare degli anni cresceva la vostra "bont�" (leggete acume, ovviamente) politica, che non riuscivate a tenere a bada. Indubbiamente, avevate la stoffa del capo di stato e faceste di tutto per dimostrarlo. Tanto che vi separaste di fatto anche da Enrico II , che vi avrebbe voluta pi� sottomessa ai suoi voleri. Per costringervi all'inazione, Enrico giunse a farvi imprigionare (doratamente, ovviamente) in vari castelli, prima francesi e poi inglesi, per ben quindici anni. Meno male che a regnare sulle corti d'amore, specie a Poitiers, non doveste quasi mai rinunciare. Non credo davvero all'orribile calunnia che vi vorrebbe mandante di un assassinio: quello della bella Rosamunda, giovane amante del vostro secondo marito. Che bisogno c'era di farlo? Una gran dama come voi, celebrata in tanti poemi d'amor cortese, ormai giunta alla mezz'et�, sapeva benissimo che nella realt� un uomo pi� giovane di lei poteva avere ardori che lei non aveva pi� l'umore di spegnere. Per giunta, uno irrequieto e nevrotico come Enrico, specie dopo il tanto discusso fattaccio dell'assassinio dell'arcivesco Thomas Becket nella sua cattedrale.
Alla morte di Enrico, quando avevate gi� sessantasette anni, finalmente poteste governare come piaceva a voi sia sull'Inghilterra sia sui vostri feudi continentali. In nome e per conto dell'amatissimo figlio vostro Riccardo, ovviamente. Gran bel e coraggioso cavaliere Riccardo... certo, ma poco abile a districarsi negli scivolosi labirinti della politica. Come quando, di ritorno dalla Terza Crociata, si lasci� cadere prigioniero del duca d'Austria e tocc� a voi muovere mezza Europa per liberarlo. E spingervi fino a Magonza con un'ingente somma di denaro per riscattarlo. Forse il dolore pi� grande della vostra vita fu la prematura morte di Riccardo per una freccia, in una banale lotticina feudale dalle parti di Limoges, quando gi� vi eravate ritirata a Fontevrault. Ritirata si fa per dire, perch� a una come voi era impossibile stare con le mani in mano e non mettere il naso nella gestione del reame. Tanto pi� che l'altro vostro figlio, re Giovanni Senza Terra (anche se di terre ormai ne aveva fin troppe!), non era certo un buon modello di correttezza umana e politica. Come gi� aveva dimostrato quando viveva ancora suo fratello maggiore Riccardo, tramando contro di lui e malversando il popolo, come ben sanno tutti gli ammiratori del vostro leggendario contemporaneo Robin Hood. Certo, avete ragione, cara Eleonora, probabilmente i moderni romanzieri e teatranti hanno esagerato nel renderlo pi� nevrotico di quanto non fosse nel contesto dei tempi vostri. Poco ci manca che lo facessero recitare in "Chi ha paura di Eloisa Wolf?" o lo mettessero in scena mentre "dava uno sguardo dal ponte" ... di Londra.
Una delle cose di voi che mi ha colpito di pi� � la vitalit�. Certo, siete stata favorita dalla buona salute, ma � davvero strabiliante come foste sempre pronta, anche in tarda et�, a decidere, viaggiare e governare. Come quando, gi� quasi ottantenne, attraversaste i Pirenei per andare a prendere vostra nipote Bianca di Castiglia e offrirla come sposa al futuro re di Francia Luigi VIII. Dando quindi un'ottima regina alla Francia e diventando voi ava di un San Luigi (Luigi IX). Strabiliante � poi come voi, idealizzata e intoccabile Dama di poeti e trovatori, nella vita reale foste di tutt'altra pasta e non lasciavate imprigionare il vostro giudizio da nessun rappresentante del sesso forte, foss'anche qualcuno a voi molto vicino, quand'anche amato come Enrico II Plantageneto. Vi confesso, cara Eleonora, che personaggi della vostra statura mi convincono sempre pi� che definire secoli bui il Medioevo sia un altro dei tanti luoghi comuni che offuscano la sradicata epoca mia. Se poi penso ad altre grandi donne vostre contemporanee - come la sublime Eloisa o l'immensa Santa Ildegarda di Bingen - mi vien proprio di pensare che tempi bui saranno gli attuali miei, rutilanti di "news" impastonate e transgeniche, e non i vostri... in cui almeno il Cielo sembrava pi� a portata di mano.
Con ammirazione e stima
Natalie Paav
LETTERA A
ELEONORA D'AQUITANIA
Le confessioni di Natalie
Lettera a Eleonora  d'Aquitania

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Natalie Paav e
"La provincia di Como"
(08.04 .2006)
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