| Le confessioni di Natalie Lettera a Eloisa |
| LETTERA A ELOISA |
| Cara Eloisa, cercando lumi in questo mio secolo oscurantista, ho trovato un faro dove meno me l'aspettavo: proprio nel bel mezzo di quelli che � politicamente corretto definire Secoli Bui: il Medioevo. Non esagero dicendo che quel faro siete voi. Al di l� del mitico amor vostro per Abelardo, mi colpisce in voi la modernit�, sperando di non offendervi con questo. Malgrado siate vissuta quasi mille anni fa, sotto vari aspetti sembrate una di noi, con qualche marcia spirituale in pi� e qualche aggeggio postmoderno in meno. Oh, cara Eloisa, come vi capisco! Correva l'anno 1117, eravate giovane e assetata di sapere. La sorte vi port� un gi� famoso Maestro di sapere come Abelardo a vivere sotto la stesso tetto, quello di vostro zio Fulberto, canonico di Notre Dame a Parigi. Abelardo aveva una quarantina d'anni, poco piu del doppio di voi, ma pare non avesse alcuna pratica amorosa. Tanto si era dedicato agli studi e alla diffusione del sapere che non aveva ancora trovato il tempo di scoprire certe manifestazioni del suo corpo, pare nemmeno con le donnine allegre. Mentre vi dava lezioni private delle materie allora in voga (filosofia, logica, retorica, ecc.), voi e lui bruciaste insieme tra le fiamme dei sensi. Forsennatamente, ripetutamente, obliosamente. Doveste poi rifugiarvi in Bretagna, dove presso una sorella di Abelardo deste alla luce il frutto del vostro amore, Astrolabio. Toccante la vostra abnegazione, cara Eloisa, quando nelle trattative iniziali tra la vostra famiglia e Abelardo, voi rifiutavate un matrimonio riparatore. Tra l'altro, non volevate essere d'intralcio alla carriera di Abelardo. Come avrebbe potuto un Maestro come lui dedicarsi ai suoi studi tra infanti singhiozzanti e pannolini da lavare? E ancora che concretezza, quando ragionavate che non eravate cos� ricchi da permettervi un palazzo, dove lui avrebbe potuto leggere e scrivere lontano dagli schiamazzi dei bambini e le bisogne di un "m�nage"! Poi, incalzata dagli eventi, accettaste il matrimomio. L'ira di zio Fulberto sembrava calmata, ma la quiete dur� poco. La segretezza del matrimonio e la vostra relegazione (senza prendere il velo) in un convento fecero ribollire lo sdegno di zio Fulberto, che ora s'era messo in testa che Abelardo non vi ritenesse degna di lui. Alla fine, il terribile vostro zio tagli� corto e fece evirare l'amato vostro. Una specie di sharia cristiana, forse applicata prima e dopo altrove, ma senza la copertura mediatica riservata a un insigne intellettuale come Abelardo... pur con i limitati mezzi di comunicazione dei tempi vostri. Per altri esseri comuni, la storia d'amore e sangue sarebbe finita qua. La parte pi� strabiliante del vostro amore incomincia invece proprio da ora. Perch� voi, che fisicamente integra avreste potuto amare un altro, persisteste invece ad amare Abelardo, ormai solo spiritualmente, sino alle fine dei vostri giorni, quindi per un'altra quarantina d'anni, di cui una met� con lui vivente. Certo, anche lui continu� ad amarvi, ma lui - siamo onesti - fu facilitato dalla mancanza di aratro per dissodare altre zolle, come si soleva dire allora. Voi entraste in convento (prendendo il velo), lui si fece monaco pur continuando la sua brillante carriera di filosofo. Vi scriveste, vi incontraste, viveste anche sotto lo stesso tetto di un convento, il Paracleto. Voi lo sosteneste nelle sue burrascose dispute con altri filosofi o teologhi, non ultimo san Bernardo di Chiaravalle. Quello che fa traboccare la mia ammirazione per voi � il fatto che voi mai rinnegaste il lato fisico del vostro amore per Abelardo. "Il piacere che ho conosciuto � stato cos� forte che non posso odiarlo..." scriveste. Abelardo, poco a poco, accett� il suo nuovo stato e la punizione subita, anzi in un certo senso la ritenne meritata, specie per quando, ubriacati dai sensi, vi eravate comportati impudicamente persino nel refettorio del convento di Argenteuil. Voi invece, pur vivendo il resto della vostra vita castamente e religiosamente, non rinnegaste mai - o quasi mai - nulla. Solo una donna sublime come voi poteva scrivere al suo amante d'un tempo: "Tutte le fondamenta dell'equit� sono state capovolte contro di noi... Mentre ci abbondonavamo felici alle gioie dell'amore... la severit� divina ci ha risparmiati. Ma appena... con il nostro matrimonio cancellammo la vergogna del nostro illecito rapporto, la collera del Signore ci colp� in pieno... Hai patito per causa della tua legittima sposa quello che di solito � la conseguenza di un amore illecito con un'amante, con un'adultera... A peccare eravamo stati in due, ma tu solo hai pagato...". Prima allieva amante e sposa, poi sorella, materna e casta ma consapevole di un fondamento erotico ormai senza sbocchi ma non rinnegabile, in un dibattito epistolare mai melenso, dotto ma ragionevole e superbamente dialettico... un vero trionfo dell'amore eterno sull'amore terreno. Il corpo che si fa spirito. Prima la caduta e poi l'ascesa... una delle pi� belle storie d'amore mai esistite la vostra. Grazie Eloisa per aver volato cos� in alto... cos� al di sopra dei luoghi comuni che sono un vero flagello dell'umanit�, ora pi� che allora. E poi, mi perdonino gli intellettuali delle torri d'avorio, cosa ne sarebbe stato di Abelardo per noi posteri senza il decisivo e indelebile apporto di voi, cara e grandissima Eloisa? Natalie Paav |
| As rejected by La Provincia di Como and by such "fari di cultura trash e luogocomunista" as: Grazia Panorama |
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