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Percorrendo la storia della variazione, un quesito che si pone immediatamente � il seguente: poich�, a differenza di quanto avviene in altre forme, come la sonata, la maggior o minor lunghezza del ciclo di variazioni spesso testimonia la bravura e la capacit� del compositore, essendo una diretta conseguenza della sua fantasia nel trovare nuove variazioni, perch�, dunque, un tema d� origine a centinaia di variazioni, mentre un altro sembra non offrire risorse? Poich� lo stabilire un termine al proprio ciclo di variazioni spesso significa porre un limite alla propria fantasia, perch� certi temi hanno fornito possibilit� quasi inesauribili ed altri si sono arenati dopo pochissimo?
Reputiamo necessario cercare di sciogliere questo problema attraverso l�analisi di alcuni temi che pi� di altri sono stati sfruttati ed hanno dato origine ad una moltitudine di variazioni: la gi� citata Follia, il basso delle Goldberg, con gli sviluppi che ne diedero Bach ed Haendel, il tema delle �Diabelli�, il tema di Paganini contenuto nel Capriccio n. 24, su cui si scaten� la fantasia, oltre che di Paganini stesso, anche di Schumann, Liszt, Brahms, Rachmaninov etc.
Quanto pi� abbondano gli stati fondamentali e le relazioni molto semplici tra i gradi, tanto pi� un tema si rivela fecondo. Nella Follia abbiamo: I, V, I, modulaz. al magg., V, I, modulaz. al min., V, I. Delle armonie, come si vede, tanto semplici da apparire banali. Ah, vous dirai-je, maman ha come armonia: I, IV, I, IV, I, V, I; I, V, I, V, I, V, I, V; I, IV, I, IV, I, V, I. Anche qui nient�altro che I, IV, V. Il capriccio di Paganini ha: I, V, I, V, I, V, I, V, I, V, I, progr. 7e, II, I, V, I. Per questo motivo i temi popolari ebbero tanto successo come temi per variazioni: spesso la musica popolare pu� avere una grande variet� melodica, ma quasi sempre � estremamente povera di armonie.
Giunti a questo punto, desideriamo enunciare la nostra tesi: la maggior o minor �variabilit�� di un tema � inversamente proporzionale alla sua complicazione armonica. Quanto pi� un tema � complicato (e, quindi, interessante) armonicamente, tanto pi� diventa difficile arricchirlo ulteriormente attraverso la melodia, senza creare variazioni che diventano il doppione di se stesse.
Se � vero che Mozart sembrava risentire pi� che altro il fatto di usare un tema proprio od altrui, e questo condizionava la qualit� della sua produzione, ci� ci sembra dovuto alla semplicit� armonica di quasi tutti i temi dell�epoca classica. Era veramente difficile trovare un basso albertino molto complicato� Da Beethoven in poi, viceversa, molto spesso ci� che condiziona la resa del compositore � quasi solo il tipo di tema utilizzato. Il tema di Diabelli, per esempio, avrebbe suggerito a Mozart delle variazioni poco pi� interessanti del tema stesso; mentre Beethoven seppe sfruttarne fino in fondo la semplicit� banalissima per creare un edificio musicale senza pari.
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