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PANORAMICA SULL'ORGANIZZAZIONE DELLE ISTITUZIONI DI RICERCA ITALIANE
In Italia le Istituzioni di ricerca possono essere classificate in base alla normativa Nazionale ed Europea a seconda degli ambiti e del tipo di ricerche perseguite, indipendentemente dalla veste giuridica che esse effettivamente ricoprano, distinguiamo:
La ricerca di base (o c.d. "fondamentale"), che ha come obbiettivo di accrescere le conoscenze scientifiche e tecniche, anche se non collegate con fini industriali o commerciali, solitamente indaga sui principi, le teorie ed i modelli che descrivono il funzionamento di ogni ambito del sapere umano. Normalmente i lavori nella ricerca di base partono dall'intuito del ricercatore o dalla necessità di dare risposte ad interrogativi fino a quel momento insoluti e non ha uno scopo pratico immediato. I risultati possono avere in astratto ricadute applicative molto importanti, anche se a volte a distanza di decenni, così ad esempio, è accaduto a riguardo della teoria del volo, indagata a livello teorico già da Leonardo, ma il volo umano venne compiuto solo nel 1783 dai francesi Jean-
La ricerca settoriale è quella volta a colmare una specifica lacuna, soddisfare un bisogno, risolvere un problema o cercare una soluzione più conveniente, sia attraverso il perseguimento di una teoria di base che la sua applicazione oggettiva usando i risultati ottenuti, è doveroso considerare come il confine tra ricerca di base e ricerca applicata non sempre sia netto, in alcune occasioni, specialmente per particolari settori d'interesse, alle nuove scoperte teoriche sono fortemente legate le immediate implicazioni pratiche.
Una distinzione accademica che spesso è adoperata riguarda l'approccio della ricerca, distinguendo tra ricerca teorica, che si occupa di sviluppare modelli teorico-
Sulla scorta di quanto specificato bisogna chiarire in cosa consista lo sviluppo precompetitivo, che propriamente non può essere annoveranto nell'ambito della ricerca tout court, per cui s'intende tutta una serie di attività predeterminate alla progettazione, sperimentazione, sviluppo e pre-
I progetti di sviluppo precompetitivo si concretizzeranno nella realizzazione di progetti pilota e dimostrativi nonché di prototipi non commercializzabili e non dovranno consistere in semplici cambiamenti di routine od aggiornamenti/variazioni periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione o servizi già esistenti, anche se tali attività possano rappresentare comunque dei miglioramenti marginali.
I luoghi preposti alla ricerca (sia di base che applicata) sono in genere chiamati
In merito alla
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Nel caso invece ci si trovasse di fronte ad Istituzioni "accreditate", si dovrebbe di norma intendere che abbiano conseguito l'iscrizione a qualche preposto registro regolato, conservato ed aggiornato presso un ministero od altra articolazione amministrativa (regione, provincia, comune).
Per quanto riguarda invece gli enti "autorizzati", dovrebbe considerarsi che abbiano conseguito l'autorizzazione ad attivare la "convenzione di accoglienza" per ammettere ricercatori di paesi terzi ai fini della realizzazione di progetti di ricerca scientifica, con relativa iscrizione al preposto elenco conservato ed aggiornato dal MIUR (ex Decreto Ministeriale 11 Aprile 2008, pubblicato in G.U. n. 102 del 2 Maggio 2008).
Infine le istituzioni di ricerca "internazionali" sono quelle la cui attività di ricerca si estrinsechi o sia riconosciuta o promossa da più stati ovvero ancora che provenga da organismi internazionali oppure da organizzazioni non governative che operino con terzietà e che propongano i loro studi pubblicamente (tipicamente senza scopo di lucro) affinchè ogni paese possa avvalersene. Sono considerati internazionali anche gli enti (indipendentemente dalla sede) che siano formati od operino per mandato dell'Unione Europea.
Per quel che attiene invece la
La Repubblica Italiana ha indubbiamente fra i suoi meriti di aver individuato un vero e proprio diritto di libertà alla cultura, attraverso il rispetto del pluralismo ideologico e la libertà di organizzazione accademica, promuovendo la conoscenza in ogn i sua forma. La Costituzione dichiara espressamente di favorire lo studio inteso come cultura e ricerca scientifica, partendo dal presupposto che l'essere umano e la società non possano progredire in assenza di crescita culturale.
Principale conseguenza di quanto affermato è che l’istruzione costituisce un diritto soggettivo di ogni cittadino"a ricevere una libera ed adeguata istruzione ed educazione in scuole di ogni ordine e grado per la formazione della sua personalità" (A. Moro), concetto che diventa vero e concreto nel momento in cui si incomincia "a godere dell’istruzione necessaria, a prescindere dai potenziali ostacoli di ordine economico e sociale con cui i singoli possono scontrarsi di fatto" (U. Pototschnig).