LUCREZIO

Tito Lucrezio Caro, secondo le scarse e a volte contraddittorie notizie a noi pervenuteci, visse tra il 98 e il 55 a.C. Si narra inoltre che il poeta sia diventato pazzo a seguito di un filtro d'amore e poi morto suicida; ma la notizia è ritenuta più che altro una leggenda...

De Rerum Natura

Il poema di Lucrezio, il De rerum Natura, è diviso in sei ampi libri (tutti superiori al migliaio di versi). L'opera appartiene ad un genere didascalico: si tratta di un genere poetico fondato sulla finzione di un insegnamento. L'autore si rivolge ad un destinatario, che può essere fittizio o reale, ma che comunque viene più volte evocato all'interno del testo, e spesso viene anzi interpellato direttamente, in seconda persona. I poemi didascalici di solito espongono una dottrina (ad esempio l'astronomia) o di una tecnica (ad esempio l'agricoltura); oppure espongono dei precetti, che sono spesso di natura morale.
Lucrezio espone la dottrina epicurea rivolgendosi a un interlocutore ben preciso: Memmio. E' molto probabile che Memmio fosse il protettore di Lucrezio. Colpisce il modo sollecito, partecipe e per nulla formale con cui Lucrezio si rivolge al suo destinatario. Il nome di Memmio compare esplicitamente solo nei libri I, II e V. Altrove la sua fisionomia sfuma in quella del "destinatario didascalico". Il progressivo attenuarsi della presenza di Memmio non è escluso che sia dovuto al fatto che col tempo Lucrezio abbia ammesso di guardare a lui come a un protettore...
Come tutti i poemi didascalici, anche l'opera di Lucrezio segue un piano ben delineato, nel quale sono chiaramente scandite le varie tappe dell'argomentazione. Il De Rerum Natura è organizzato in gruppi di due libri (dìadi), centrati su tematiche distinte e demarcate da confini abbastanza evidenti:
LIBRI I-II: dottrina degli atomi;
LIBRI III-IV:la natura dell'organismo umano;
LIBRI V-VI: le vicende dell'universo e le cause dei fenomeni naturali;

Per quanto riguarda la nostra ricerca prenderemo in esame in particolare il Libri I e il Libro V.

Libro I

Il poema si apre con un ispirato inno a Venere, chiamata ad assistere il poeta nell'esporre i principi della natura e a placare Marte, ponendo fine alle guerre.  Dopo aver celebrato la figura di Epicuro, affronta il tema principale del libro che riguarda gli atomi (primordia rerum), cioè gli elementi primi che costituiscono, con le loro aggregazioni, la materia. Per sconfiggere la religio che tiene in schiavitù l'animo degli uomini. Infatti la religio e le favole che si raccontano su ciò che ci attenderebbe dopo la morte sono origine di quelle paure che portano l'uomo a vivere nell'infelicità. Per vincere questo Lucrezio si propone di illuminare con la forza della ragione le cause nascoste che stanno dietro ad ogni fenomeno naturale: nulla nasce dal nulla o dall'opera degli dei (nullam rem e nihilo gigni divinitus);
nulla è soggetto a completa distruzione, nel momento che gli atomi sono immortali. (I 146, 173)
Gli atomi sono indivisibili, eppure è possibile intuire la natura e i movimenti, a partire dai fenomeni che possiamo osservare. I costituenti della natura sono il vuoto e gli atomi: tutto il resto sono eventa, risultati conseguenti alla loro interazione. La natura degli atomi è solida e priva di vuoto, eterna ed immutabile; e infine tende all'aggregazione, che da origine ai vari corpi ed elementi. Il movimento degli atomi avviene in un univesro infinito e secondo leggi naturali.

Libro V

Anche il Libro V si apre con un elogio ad Epicuro per poi passare all'introduzione della nascita del mondo e del genere umano.
Anche il mondo è un'entità dotata di un corpo mortale. La nascita del mondo è recente ed è naturalmente stata originata da un'aggregazione di atomi. Riportiamo un sunto dei versi  più significativi: (V, 416-508).
Da prima si formò la terra, da essa furono emanati gli elementi che formarono l'aria, gli astri e il mare. In particolare vengono descritti il corso e la natura del sole e della luna.
La terra generò da se la vita vegetale e quella animale fino a generare i primi uomini che nacquero da uteri radicati nella terra. La storia del genere umano viene seguita nel suo corso: dalla fase iniziale, fino alla progressiva introduzione delle singole tecniche culturali, e allo sviluppo della convivenza sociale.


Liceo Scientifico Statale A.Sabin, Bologna
                       Marco Fabbri
                          Classe VB
                    Esame di stato 2000

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