EPICUREISMO
Il poema di Lucrezio, De rerum natura,
illustra la dottrina di Epicuro
(341-271 a.C.), il filosofo greco che aveva tenuto in Atene la scuola
filosofica denominata "Il Giardino", e che aveva influenzato numerose
generazioni di intellettuali non solo con le sue idee, a anche con la sua
personalità e il suo comportamento.
L'operea principale di Epicuro era costituita da un trattato sulla natura in
trentasette libri (Perì physeos); a uno degli estratti del trattato
probabilmente Lucrezio si è rifatto per trattare il suo poema.
La dottrina epicurea poneva al centro del proprio interesse la ricerca del più alto grado di felicità possibile; questa meta era rappresentata dalla piena tranquillità dell'animo, che si può raggiungere attraverso la conoscenza, capace di liberare l'uomo dal dolore e dai suoi falsi timori.
Alla base della propria concezione della natura, Epicuro pose la dottrina degli atomi elaborata dal filosofo Democrito
(460-357 a.C.), che concepiva la materia
come il risultato di un'aggregazione meccanica di elementi minimi.
In questa dottrina Epicuro per attenuare la meccanicità del processo
aggregativo, lo giustificò con un movimento degli atomi imprevedibile e legato
a una spinta simile a quella della "volontà" umana; introdusse così
l'elemento della parènklisis ("inclinazione",
il clinàmen di Lucrezio), che
porterebbe gli atomi fuori dalla linea di caduta, spingendoli così ad unirsi
fra loro.
Ponendo alla base della materia e della vita un fondamento fisico unico, a cui
fosse possibile ricondurre la natura di qualsiasi fenomeno, compresi quelli che
rientrano apparentemente nella sfera del soprannaturale.
La scuola del Giardino era protesa a demolire la propensione degli uomini ad
attribuire quei fenomeni che non sono in grado di comprendere, alla volontà
degli esseri divini, venerati dalla religione tradizionali. Epicuro non negava
l'esistenza delle divinità, ma la concepiva come un sorta di modello della perfetta
beatitudine: distaccava decisamente la sfera di esistenza degli dei da quella
degli uomini, sulla quale riteneva che non avessero nessun tipo di influenza.
Liceo Scientifico Statale A.Sabin, Bologna
Marco Fabbri
Classe VB
Esame di
stato 2000