LA MECCANICA DEL SISTEMA SOLARE
Abbiamo visto per quale via si venneaffermando l'infinità dell'universo. Ma perché il coprenicanesimo fosse completo occorreva anche spiegarsi perché i pianeti si muovessero, e cioé ad una nuova concezione del moto diversa da quella aristotelica. Copernico aveva detto che i pianeti si muovevano "naturalmente" in orbite circolari attorno al centro dell'universo (il sole). In questo modo spariva la differenza qualitativa tra cielo e terra (si muove circolarmente come gli altri corpi celesti), ma si introduceva una difficoltà nel sistema: il centro per Aristotele era immobile, per Copernico il centro non era più uno ed era mobile (il centro dell'universo e il centro mobile della terra).
La soluzione venne da Keplero che con la scoperta delle orbite
ellittiche mise fine a tutte le difficoltà. Se non che, i moti ellittici non
hanno più un centro fisso; inoltre il pianeta deve cambiare di velocità,
direzione e curvatura in ciascun punto dell'orbita. Keplero già accenna alla
forza di attrazione del Sole e paragona questa forza al magnetismo, le cui
proprietà erano state da poco studiate in modo abbastanza completo. Soluzioni
del genere le troviamo nelle opere dell'italiano Borelli
e dell'inglese Hooke. Soprattutto
quest'ultimo si serve del concetto cartesiano dei moti inerziali e afferma che
i pianeti si muoverebbero in moto rettilineo, allontanandosi dal sistema
solare, se non si ammettesse una forza d'attrazione che fa deviare il pianeta
in un orbita ellittica o circolare sono intuizioni che spetterà a Newton sviluppare e dimostrare in sede
matematica, ma sono ugualmente importanti perchè dimostrano che la spiegazione
del moto planetario è diventato un problema di meccanica applicata, identico in
linea di principio ai problemi terrestri, per esempio, del pendolo (Hooke si
serve di un pendolo per dimostrare la sua tesi) o dei proiettili.
Liceo Scientifico Statale A.Sabin, Bologna
Marco Fabbri
Classe VB
Esame di
stato 2000