Prev Up Top Next Contents
2.1 Progressione orizzontale
In grotta si va in squadre di due, tre, quattro o piu` persone.
La squadra migliore e` quella da tre, sia sul piano della attivita`
speleologica (armo, disostruzioni, risalite, rilievo) che su quello
sociale (in due il dialogo, in grotta, e` meno variegato).
Tre e` il numero minimo per fronteggiare un incidente serio:
uno speleologo resta con l'infortunato mentre l'altro va a chiamare il
soccorso. In due la cosa migliore e` solitamente restare con l'infortunato
aspettando che, non vedendoci
arrivare, qualcuno fuori allerti il soccorso.
In grotta si procede distanziati. Questo e` inevitabile sui pozzi,
ma succede anche mei meandri e gallerie strette.
In genere e` lo speleologo piu` lento a dare l'andatura
prendendo la posizione di testa.
Se chi ti segue tarda, torna indietro per vedere se e` successo
qualcosa [
199] . Non occorre che avvisi chi ti precede: egli
tornera` indietro a sua volta.
Nei passaggi difficili (meandri, strettoie, punti scivolosi,
piccole salite/discese in libera) ci si aiuta per facilitare
la progressione e per diminuire il rischio di incidente
[
200] .
Il sacco viene passato o guidato.
Quando uno sale o scende gli si tiene il piede per rendere
piu` sicuro l'appoggio, oppure lo si aiuta con la mano.
Le longe e i pedali possono formare una fune con cui aiutarsi.
Nelle strettoie si slaccia il casco e se occorre lo si toglie.
Nei passaggi in opposizione si accende sempre l'elettrico.
2.1.1 Gallerie
Nelle gallerie comode cammini, portando il sacco in spalla,
con entrambi gli spallacci [
56] .
Nella progressione fra massi e blocchi si deve prestar
attenzione alla stabilita` degli appoggi dei piedi, e
si procede equilibrandosi con mani e braccia,
limitando i movimenti al minimo.
L'argilla deve esser vista come un elemento da sfruttare piuttosto
che da evitare: sull'argilla di un cunicolo si striscia con comodita`,
nell'argilla si intagliano facilmente gradini di appoggio, ...
Se la volta e' bassa procedi a carponi, col sacco su un solo
spallaccio per poterlo togliere in caso di necessita'. Se poi la galleria
e' ancora piu' bassa avanzi a quattro zampe e trasporti il sacco a mano,
oppure lo trascini, legato col cordino. Nei passaggi molto bassi strisci
trascinando il sacco e guidandolo coi piedi per evitare che si incastri.
La tecnica di guidare il sacco coi piedi e non farlo incastrare si apprende
con molta esperienza e pratica, cercando di prevedere le situazioni in cui
il sacco si potrebbe bloccare. Malgrado cio', e` praticamente inevitabile che
il sacco non si incastri ogni tanto. Quando ti capita torna sui tuoi
passi e liberalo con le mani, o fatti aiutare da un compagno che ti segue.
Nei cunicoli in discesa, scendendo di piedi trascini il sacco con le mani;
ed e` piu' facile guidarlo. Alternativamente puoi spingere il sacco avanti
a te con le braccia, ma questa tecnica risulta piu` faticosa, anche se e`
piu` facile disincastrare il sacco quando si blocca.
Se il fondo della galleria e` percorso da acqua bisogna assicurarsi
che l'appoggio del piede non sia troppo profondo (marmitte) ne`
scivoloso (fango). Cerca di non intorbidire l'acqua mentre avanzi.
Se possibile aiutati con le braccia, tenendoti
alle pareti per equilibrarti.
Quando l'acqua e` molto alta bisogna usare l'idrocostume (pontonniere).
Il nuoto puo` essere fatto solo con la muta da sub per ripararsi
dal freddo. Senza muta e` decisamente pericoloso.
2.1.2 Meandri
Fig. 58. Progressione in meandro
Nei meandri (gallerie strette e profonde) avanzi in it{spaccata }: un
piede da una parte, uno dall'altra, e cosi` pure le mani, e spesso ti
appoggi anche contro la roccia. Qui la tecnica di "farsi portare dalla grotta"
e` veramente importante.
Quando procedi eretto porti il sacco con uno spallaccio sulla spalla che
sta indietro ed lo guidi con la mano. Altrimenti lo porti a mano, tramite la
maniglia, e assicurato col cordino (Figura). In particolari situazioni
il sacco puo' essere efficacemente utilizzato per fornire un appoggio o un
appiglio temporaneo, incastrato tra le pareti.
Fig. 59. Progressione in opposizione
Nei meandri stretti e molto profondi ti puo` accadere di dover avanzare
a mezza altezza. Procedi in spaccata
con i piedi sulle opposte pareti.
Anche le mani sono appoggiate sulle opposte pareti, per equilibrarti.
Porti il sacco appeso col cordino o in spalla. Se la parte dove si
procede e` bassa fai la spaccata aiutandosi con le ginocchia.
Se le pareti sono molto scivolose, per il fango o per mancanza di appoggi,
puoi ricorrere alla tecnica dell`opposizione:
i piedi contro una parete
e la schiena contro l'altra. E` molto efficace, ma stanca molto di piu`.
2.1.3 Laminatoi
I laminatoi sono passaggi larghi ma molto bassi e abbastanza lunghi.
Nei laminatoi si striscia. La testa e` piegata da una parte, e
di solito non si riesce a girarla: percio` cerca di scegliere
bene da che parte tenerla prima di entrare nel laminatoio.
Le mani sono entrambe in avanti, oppure una in avanti e una in dietro.
Il sacco viene trascinato legato col cordino e guidato col piede
2.1.4 Strettoie
Le strettoie sono difficolta` uniche della speleologia
[
201] [
202] .
Possono essere orizzontali, inclinate, o verticali.
A sezione orizzontale o verticale.
Corte o lunghe e complesse.
A pareti liscie oppure con sporgenze e lame
in cui la tuta si impiglia e taglia.
Con acqua e/o fango.
Le strettoie rappresentano spesso il limite delle esplorazioni, che a volte
e` solo un limite psicologico, perche` le dimensioni ci danno un alibi
per desistere di fronte alla strettoia.
Quando una squadra passa una strettoia, il primo e l'ultimo devo essere
i componenti migliori strettoisti della squadra, in modo da poter aiutare
i compagni incastrati da entrambe le parti.
Le strettoie si passano in tre fasi: prima con gli occhi, poi con la testa,
ed infine con il corpo [
203] .
Prima di entrare in una strettoia nuova, studiala accuratamente.
Questo ti da` modo di rifletterci sopra e nello stesso tempo di
rilassarti, perche` nell'affrontare le strettoie devi essere molto
rilassato.
Valuta la lunghezza, gli appoggi, se e` meglio entrare di testa o di piedi,
come i tuoi compagni potranno aiutarti, come si presenteranno gli
ostacoli al ritorno.
Fatti un quadro mentale dei movimenti che farai nel superarla.
Prima di affrontare una strettoia impegnativa e` meglio
slacciare il sottogola del casco
se la strettoia e` proprio stretta
togli il casco e trascinalo a mano spingendolo avanti a te.
Accendi sempre l'elettrico.
Togliti anche longe, discensore, attrezzi da risalita, e pettorale.
Se e` il caso anche l'imbrago.
Anche il sottotuta (come pure la tuta) puo` risultare di troppo.
Nelle strettoie gli scarponi impacciano molto di piu` degli stivali
a causa della loro rigidita`. E` rarissimo il caso di doversi togliere
gli stivali per avere i piedi piu` liberi.
La tecnica migliore e' quella del controllo della respirazione,
evitando l'affanno e mantenendo la calma e la tranquillita`.
Ci sono due tipi di respirazione: addominale (degli uomini), che coinvolge
la parte bassa dei polmoni, e clavicolare (delle donne), che coinvolge
di piu` la parte superiore dei polmoni.
E` bene imparare ad adoperare entrambe le tecniche, per adattarsi alle
esigenze della strettoia.
Se la strettoia e` orizzontale a sezione orizzontale puoi
affrontarla a pancia in giu` o in su`
(soprattutto se c'e` acqua e fango sul fondo)
e di testa, per vedere le difficolta`.
Se la strettoia e` orizzontale a sezione verticale prendila sul fianco.
Se possibile (se e` abbastanza larga)
tieni entrambe le mani avanti, per tirarti agli appigli e per spingere
il materiale. Se e` stretta meglio un braccio avanti e l'altro indietro
lungo il fianco.
Avanza a piccoli tratti, retrocedendo spesso di qualche centimetro: in
questo modo ti abitui alla roccia.
Muoviti lentamente, devi sentire col corpo le pareti della strettoia.
Le strettoie verticali vanno sempre affrontate di piedi.
Se non si intravede il fondo (o se la strettoia e` lunga) e` necessaria
una corda di sicura. Senza l'imbrago ti leghi la corda direttamente
al petto con un nodo bulino sul fianco.
Se passi col discensore attaccalo alla estremita` della longe, con il
rinvio nel delta.
In salita puo` esser conveniente staccare il croll, per potersi muovere
meglio su` e giu`, senza l'impedimento della corda.
Il materiale si trasporta nel sacco e
ci si aiuta vicendevolmente passandocisi i sacchi, e
disincastrandoseli quando occorre.
Nelle strettoie orizzontali spingi il sacco avanti con le mani
o lo trascini, attaccato col cordino, e guidato coi piedi.
Oppure te lo tiri dietro con un piede infilato in uno spallaccio.
Quando si incastra, retrocedi quel tanto che basta per disincastrarlo con
le mani.
Se la strettoia e` molto stretta e` meglio spingerlo davanti a te,
se procedi di testa, per guidarlo ed evitare di incastrarlo.
Se invece sei entrato di piedi lo tiri dietro con le mani.
Nella strettoie verticali, porti il sacco appeso sotto col cordino.
Se resti incastrato, rilassati e non forzare la posizione.
A volte e` sufficiente spostare un poco di pietrisco o argilla dal fondo
per creare lo spazio di manovra necessario a liberarsi.
Se cio` non e` possibile prova a sollevare le gambe facendo perno
sulle punte dei piedi, e cerca di ruotare leggermente da una parte e
dall'altra, e di ondeggiare il corpo su` e giu`. Durante queste operazioni
cerca di arretrare piano piano. Per facilitare le manovre, compi alcune
profonde respirazioni, prima di esse, poi espira e trattieni il respiro
mentre tenti di liberarti.
2.1.5 Frane
Le frane possono presentare diversi problemi: difficolta` a trovare il
passaggio, difficolta` a ritrovare la via all'uscita, pericolo di crollo
per instabilita` della frana.
Incontrando una frana e` difficile trovare il passaggio, poiche` nelle
frane l'aria si disperde. Inoltre il passaggio deve essere transitabile, e
non sempre si trova abbastanza spazio fra i massi per passare. Nelle frane
con tanti vuoti e` facile perdersi, prendere un passaggio che termina dopo
pochi (o tanti) metri. Questo e` ancor piu` vero al ritorno, quando vediamo
i passaggi da un altro punto di vista. Percio` nelle frane bisogna lasciare
molte indicazioni della via seguita;
per esempio, freccie segnate con il pennarello usato per marcare i capisaldi,
oppure ometti con le pietre.
Le frane instabili sono pericolose. I massi possono cadere e provocare
lesioni, oppure precludere la via di uscita.
Se occorre sgombrare una galleria ostruita, conviene procedere iniziando
a sgombrare il materiale dall'alto. Se la frana e` molto pericolosa,
e deve essere sorpassata (anziche` attraversata)
puo` essere opportuno mettere una corda per superarla in sicurezza.
I punti pericolosi vengono superati uno alla volta [
204] .
2.1.6 Canotto
Il canotto e` usato per attraversare laghi.
L'uso del canotto e` tutt'altro che semlice: il canotto e` leggero
e instabile ed e` difficile entrarcisi [
197] .
Bisogna scegliere un punto comodo, con l`acqua abbastanza fonda
da non buvarlo una volta entrati, e vicino ad una parete o roccia
per aiutarsi a tenerlo in equilibrio.
Si mette il canotto in acqua e lo si trattiene con un piede, senza
caricarlo di peso. Ci si porta di peso sulle braccia e si mette anche
la seconda gamba nel canotto. Evitare che il canotto prenda il largo,
ma tenerlo vicino a riva. Traferire dolcemente il peso sulle gambe.
Inginocchiarsi ed allargare le ginocchia per stabilizzare il canotto.
Se il canotto e` biposto si caricano i sacchi (metterli fra le ginocchia
sul fondo) e far salire il secondo speleologo, mantenendo fermo
il canotto. Se il canotto e` monoposto si mette il sacco prima di
salire o lo si porta sulla schiena. Il sacco non deve essere legato
all'imbrago: in caso di naufragio sarebbe di ostacolo al nuoto.
Si rema con le mani, senza aiutarsi con la parete, per evitare i rischi
di foratura. Evitare di sporgersi, per non compromettere l'equilibrio
del canotto. Lo sbarco avviene con le stesse manovre d'imbarco,
in ordine opposto.
marco corvi - Thu Sep 11 22:40:53 2008
Prev Up Top Next Contents
This work is licensed under a Creative Commons
Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Italy License.