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La vasca riscaldata di Calvin era qualcosa di...
"magico"!
Migliaia di bolle aromatiche risalivano dal fondo della piccola
piscina. I cristalli vulcanici emanavano quel gentile tepore che
ben conciliava il rilassamento e scaldava al punto giusto l'acqua.
"Una vasca matrimoniale! Vi trattate bene voi Auror!"
Calvin lasciò che fossero i gesti a parlare per lui, i teneri
massaggi sulla schiena, gli abbracci rubati tra un gioco con le
bolle e l'altro, voleva che Gabe si rilassasse e dimenticasse, anche
solo per qualche ora, il suo passato e il suo futuro, in modo che
si godesse il suo presente... con lui."
"Hai sentito?" Qualcosa sembrava aver attirato l'attenzione
di Gabe a discapito di alcuni teneri baci sul lobo di un orecchio.
"Ssssssh! Non ho sentito niente..." Disse il mago sussurrando.
TUMP, TUMP, TUMP...
"Si, ho sentito dei colpi." Gabe guardò l'unica
piccola finestrella di cui era dotato il bagno in cui si trovava.
Una piccola apertura sull'esterno, situata molto in alto.
Calvin non voleva crederci. Era riuscito ad avere per sé
la sua Gabe e...
Gabe si distraeva.
"Si, guarda, lassù! C'è qualcuno che bussa a
quella finestra."
"Lascia perdere, sarà un elfo domestico in vena di scherzi."
"Ti dico che c'è qualcuno che.... " Fu in quel
momento che Gabe percepì una voce nella sua mente. Era una
voce stridula e fiera allo stesso momento, una voce che... cheideva
di entrare.
Clvin aveva sentito il rumore, ma aveva deciso di ignorarlo. Poi
aveva sentito uno stridulo verso di civetta e aveva guardato Gabe.
Gabe guardò Calvin e tutti e due esclamarono "E' una
civetta!"
Sicuramente c'era una lettera per uno di loro due.
Gabe si concentrò e chiese al mago di tacere, poi emise dei
suoni molto simili al verso appena sentito. La civetta, da dietro
la finestra, le rispose.
"Mi ha detto che è una lettera per me, spedita da Vibroso.
Sembra qualcosa d'importante."
Calvin si rassegnò. Uscì dalla vasca e si avviò
ad aprire la finestra.
*****
La magia era rotta, ormai. La lettera nelle mani di Gabe stava
gocciolando dell'acqua e del vapore che si stava condensando e tremava
seguendo il movimento incontrollato delle dita della maga.
Calvin sapeva cosa sarebbe successo, e cerco' di arginare i danni,
ma Gabe fu piu' veloce e sbotto' con una furia che neppure il mago
irlandese sapeva esistesse.
"Come si permette Garrod di farmi questo?" urlo' Gabe
appallottolando con rabbia la lettera. "L'anno scolastico passato
e' finito in maniera tragica e adesso ne stiamo per cominciare un
altro in modo ancora peggiore!"
Calvin si avvicino' a Gabe con cautela.
"Solo perche' una serie di elfi fanno sciopero, perche' DeSpion
non ha avuto remore a mettere da parte uno studente, solo perche'
c'e' da finire di costruire un castello forse troppo ambizioso,
deve rovinare la *mia vacanza*?!!" Il tono di Gabe era furioso.
"Non ho mai fatto una vacanza in dieci anni! Sono sempre stata
al suo fianco per tentare di far riaprire Bubblewoods, girando per
mesi per i ministeri di mezzo mondo, andando a supplicare i maghi
di tutta Italia per avere il loro supporto... Ho dato il mio sangue
a questa Scuola e non posso neppure stare tranquilla per qualche
giorno?"
Calvin, mentre Gabe urlava le sue parole di rabbia, l'aveva afferrata
per le spalle, l'aveva girata dolcemente verso di se', l'aveva abbracciata
e adesso le poso' un dito sulle labbra per non farla continuare.
"Basta..." mormoro'.
Gabe sospiro' a lungo guardandolo e lentamente la furia si trasformo'
in rabbia repressa.
"Adesso che ti sei sfogata..." disse Calvin. "Cosa
vuoi fare?"
La maga abbasso' gli occhi. "Andro' a Bubblewoods, ovviamente",
mormoro'. "Hanno bisogno di me e non li posso certo abbandonare."
Calvin sorrise tristemente. "Non finiremo la nostra vacanza."
Gabe digrigno' i denti. "La finiremo, la finiremo..."
disse in un tono cosi' strano che Calvin ebbe paura per un momento.
Come suo solito Gabe, passata la sfuriata, aveva gia' cominciato
a pensare alla parte pratica della faccenda, e nel giro di pochi
minuti stava gia' organizzandosi per la partenza.
Popoff e Hazel sarebbero rimasti con Calvin, perche' di certo la
maga non aveva nessuna intenzione di far perdere *a loro* la vacanza.
Gabe lascio' a Calvin anche l'amuleto di suo padre e la chiave.
"Dovrai farmi un favore..." mormoro' al mago irlandese.
"Dovrai andare tu sulla tomba di mia madre, se non..."
Calvin la interruppe scuotendo vigorosamente la testa. "No.
Ci andremo insieme!" disse con un tono che non ammetteva discussioni.
Gabe lo fisso' e sorrise. "Adoro la tua testardaggine,"
mormoro'.
"E io adoro la tua!" sorrise di rimando Calvin. "Va'
a Bubblewoods e fa' vedere chi sei!"
*****
Maga Gabe apparve d'improvviso sulla radura dove i draghi stavano
ammassando il materiale da costruzione. Si stupi' appena alzando
gli occhi al cielo e vedendo le enormi bestie impegnate a sostituire
i montacarichi! Vibroso, DeSpion e un altro che non aveva mai visto
erano di fronte alle poche mura gia' costruite e stavano discutendo
animatamente. Gabe si avvio' con passi decisi verso il preside.
Vibroso la vide e un largo sorriso gli illumino' il viso. "Gabe!
Per fortuna sei arrivata..."
"Sta' zitto e fa' parlare me, Vibroso!" sibilo' la maga
senza rispondere al sorriso.
DeSpion e l'altro si guardarono un po' terrorizzati.
"Sono qui perche' a Bubblewoods ci tengo, e perche' so benissimo
che senza la mia potente magia sareste a terra!"
"Modesta..." mormoro' a voce bassissima lo sconosciuto.
Gabe gli getto' un'occhiataccia che lo fece indietreggiare di un
passo. "Sappi che rimediero' ai problemi senza battere ciglio
e saro' sempre in prima linea a difendere i migliori interessi della
Scuola!"
Vibroso la fissava, attendendo un "ma" che sarebbe arrivato,
prima o poi.
"Appena trovo un camino funzionante parlero' con Atran e poi
mi mettero' al lavoro con i draghi, gli elfi e chiunque altro sia
necessario per preparare questa Scuola in tempo!" Maga Gabe
abbasso' la voce e il suo tono si fece minaccioso. "Daro' il
mio sudore e il mio sangue per la Scuola, e mi aspetto che *tutti*
gli altri facciano lo stesso!"
Vibroso strinse le labbra attendendo...
"Ma..." disse Gabe alzando un dito. "Mi hai rovinato
la vacanza proprio sul piu' bello e questo ti costera' caro!"
Detto questo Gabe si giro' sui tacchi per cominciare il lavoro.
"C'e' un camino nell'ala gia' pronta..." le disse Vibroso.
Gabe si volto', fisso' i tre e annui'. "Grazie." disse
semplicemente, poi li fisso' ancora e per qualche secondo nessuno
ebbe il coraggio di muoversi. "Che state aspettando li' impalati?
Al lavoro!" urlo' poi voltando di nuovo le spalle e dirigendosi
verso la sua bolla.
*****
Il lago naturale di roccia era ancora meglio della vasca da bagno,
e Gabe stava davvero cercando di dimenticare - almeno per qualche
momento - il nervosismo delle vacanze interrotte e il pesante lavoro
che l'aveva tenuta impegnata per ore. I muscoli si stavano rilassando
coni massaggi esperti di Calvin e il vapore profumato la stava davvero
calmando.
"Vibroso sa certo come prendermi..." mormoro' la maga
mentre Calvin la avvicinava di piu' a se'.
"Quando mi ha contattato pensavo ti fosse successo qualcosa..."
disse il mago irlandese.
"Cosa?"
"Non so... magari avevi litigato e ti avevano buttato fuori
dalla scuola..." ridacchio'.
Gabe scosse la testa. "Non oserebbero mai!"
"Lo so..."
I due risero perr qualche secondo.
"Pero' poi ho ricevuto un gufo dalla Prefettura degli Auror
di Cork e... ho deciso di venire subito."
Gabe si irrigidi' un po'. "Gli Auror di Cork?" disse girandosi
verso Calvin.
Lui abbasso' per un attimo lo sguardo. "Avrei voluto tenere
fuori il lavoro, ma non riuscivo a cavare un ragno dal buco, come
dite voi, per trovare la tomba di tua madre. Le indicazioni di tuo
padre erano troppo vaghe..."
"E hai chiamato i tuoi amici sbirri!"
Calvin aggrotto' la fronte, seccato. "Solo perche' non sei
riuscita a diventare un Auror, adesso devi odiarli tutti..."
scosse la testa. "Non capisco perche'!"
Gabe fece per ribattere, poi ci ripenso'. "Non voglio parlarne!"
"Va bene," accetto' lui. "Te l'ho detto solo perche'...
beh, i miei amici mi hanno detto che la tomba di tua madre si trova
in un posto che conoscono bene... Un posto dove si sono praticate
spessissimo magie oscure. Un posto che anche oggi serve come rifugio
a quei maghi che vogliono... o vorrebbero, tornare alle Arti Oscure!"
Gabe sgrano' gli occhi.
"Insomma..." concluse Calvin, non senza sforzo. "Tua
madre e' sepolta in un luogo sospetto. Un luogo in cui solo le peggiori
streghe sono state sepolte!"
Il silenzio scese pesante tra i due e solo il rumore calmante dell'acqua
impedi' a Gabe di avere un altro scatto d'ira. "Mia madre e'
stata un mistero da viva... e adesso che e' morta..."
"Gabe," la interruppe Calvin. "Il problema non e'
il mistero. Il problema e' che... in quel posto sono state sepolti
streghe e stregoni che... si dice abbiano trovato il modo di tornare
in vita!" Il mago irlandese abbasso' la voce quasi a un sussurro.
"E non possiamo essere certi che, una volta evocata, tua madre
non tenti di usare la tua magia per tornare a vivere..."
Gabe sospiro' profondamente. "Vorra' dire che..." comincio'
con l'aria stanca "... che tu dovrai stare al mio fianco, e
usare le tue capacita' di Auror per proteggermi!"
Calvin annui' e l'abbraccio'.
Passarono pochi minuti, in cui Gabe non riusci' piu' a trovare la
calma totale che l'aveva avvolta prima. Cosi' la maga decise di
tornare al lavoro e usci' dall'acqua. Calvin fece lo stesso e si
preparo' ad andarsene: doveva tornare in Irlanda. In fondo Popoff
e Hazel erano rimasti a casa sua e anche la sua Scuola stava per
riaprire... e se avrebbe dovuto proteggere Gabe in un prossimo futuro,
era meglio ripassare alcune delle tecniche di Difesa contro le Arti
Oscure piu' antiche e misteriose...
*****
Maga Gabe si asciugo' il sudore guardandosi in giro. Il tramonto
si stava trasformando in crepuscolo e l'aria era gia' frizzante:
a quelle altitudini l'estate era davvero finita! Le lunghe ombre
della sera incombente giocavano con i torrioni della Scuola e Gabe
decise di prendersi qualche minuto di pausa per godersi lo spettacolo.
Bubblewoods era ormai praticamente pronta. O almeno lo erano tutte
le strutture portanti principali: le mura erano al loro posto, le
scale, le porte, le vetrate, i candelabri... Qualcuna delle ali
del castello erano ancora completamente vuote, e lo sarebbero state
ancora per diverse settimane prima che gli arredi e le suppellettili
arrivassero per riempirle, ma i dormitori, le aule principali, la
Sala grande, le cucine, l'infermeria e gli alloggi degli insegnanti
erano pronti per accogliere tutti.
Un pesante rumore di ali scosse Gabe dalla visione della Scuola.
Alzando gli occhi, la maga vide uno dei grandi draghi tornare nella
foresta per il riposo notturno. Anche la faccenda con il CICAD sembrava
risolta, o almeno sospesa fin quando i due inviati non avessero
deciso quali decisioni prendere in merito all'apertura della riserva.
Con un sospiro Maga Gabe si alzo' per tornare a finire la piccola
rifinitura sul portone magico, quando Hazel le piombo' sulla spalla
come un poiettile. La velocita' dell'animale era stata tale che
non l'aveva proprio sentito arrivare, ma il piccolo gufo sembrava
sfinito.
"Ehi... piccolino... Va bene che ormai hai deciso di farmi
da corriere, ma forse dovresti prendertela piu' con calma!"
Hazel saltello' sulle spalle di Gabe fin quando questa non gli tolse
la pergamena dalle zampe e la lesse. Mentre il gufo andava a bere
un po' in una delle numerose pozze d'acqua lasciate dall'acquazzone
del giorno prima, Gabe uso' la bacchetta e un'incantesimo semplice
per incidere due parole sul retro della stessa pergamena: "Vengo
subito."
Poi affido' la pergamena a Hazel e il gufo obbediente riprese subito
il volo, conscio dell'urgenza della missiva.
*****
"Vibroso..." esordi' Gabe appena il preside fu alla distanza
sufficiente per sentirla.
Il preside si volto'. Anche lui era sporco e stanco, ma l'aria soddisfatta
sul suo volto sembrava genuina. In fondo ce l'avevano fatta, anche
se con immensa fatica.
"Devo andare via," riprese Gabe avvicinandosi. Il tono
non ammetteva repliche e infatti la maga continuo' senza attendere
una replica dal Preside. "Tornero' in tempo per l'apertura,
non preoccuparti. Il mio lavoro l'ho fatto, ma adesso devo andare..."
Vibroso fisso' per qualche istante Maga Gabe negli occhi. La sua
vecchia amica sembrava molto preoccupata, e anche presa da una immensa
fretta. Il vecchio mago avrebbe voluto dirle che c'erano ancora
mille cose da preparare per l'apertura, ma in fondo non aveva il
coraggio di chiedere piu' di quanto Gabe avesse gia' fatto. Annui'
semplicemente e segui' con lo sguardo la maga che si avviava verso
la sua nuova stanza, ancora molto in disordine, ma con un camino
perfettamente funzionante...
Maga Gabe tornava di corsa in Irlanda!
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(continua e finisce...)
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