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personaggi sono solo frutto della fantasia dell'autrice.
Bricomagia - il diario magico (terza lezione)

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I banchi erano di nuovo vuoti, ma prima che arrivassero gli studenti, Maga Gabe doveva riempirli.
Per fortuna non sarebbe arrivato nessuno per un'altra ora e la maga ebbe tutto il tempo di cancellare la lavagna, ripulire dalle gocce di liquido brillatore la cattedra, e togliere anche qualche pezzetto di liquido colorico seccato sui banchi. Fece inoltre apparire le pergamene speciali per la lezione e rimise in bell'ordine le sedie.

Passando accanto alle due finestre che davano luce all'aula, Gabe decise di far anche cambiare un po' l'aria e le apri', affacciandosi sul cortile della Scuola. L'aria era frizzante e le ultime foglie ingiallite di alcuni degli alberi del passa-bosco stavano staccandosi dai rami addormentati, sollecitati da una brezza leggera. L'inverno sarebbe arrivato anche troppo presto, e anche se Gabe non vedeva l'ora di rivedere gli studenti giocare con la neve nel cortile... o di addobbare l'albero di Natale nella Sala Grande... anche se aveva deciso di invitare il preside Calvin per il ballo... non poteva fare a meno di sentire la nostalgia per i mesi caldi lasciati alle spalle.
Sospirando chiuse le finestre e usci' sul corridoio. Le alte finestre davano sulla foresta che circondava la Scuola e oltre gli alberi si poteva scorgere in lontananza la casetta di Adam. Gabe aggrotto' la fronte: era tanto tempo... troppo... che non si concedeva qualche visita di cortesia ai suoi amici insegnanti, al guardiacaccia... e da tempo non familiarizzava piu' con i fantasmi della Scuola. Decise che avrebbe ripreso a uscire dal suo ufficio o dalla sua stanza anche quando non c'erano guai in giro...

CLANG CLANG CLANG

Gli studenti stavano per arrivare. Gabe rientro' in classe e comincio' a distribuire le pergamene.
"Ancora..." esclamo' sottovoce Nymeria entrando per prima.
Gabe la guardo' con aria interrogativa, finendo di sistemare sul banco in fondo l'ultima delle pergamene. "Ancora cosa?"
"Carta!" disse il prefetto di Serpeverde sedendosi di botto e prendendo in mano la pergamena.
"Gia'," annui' Gabe. "Ancora carta... Di nuovo speciale... Perche' diventi la copertina del vostro diario magico."
Gli altri studenti si sedettero tutti.
"Questa pergamena e' gia' praticamente pronta, pero'... Tagliata della misura giusta per piegarsi in due sopra le pagine del vostro diario... Con lo spessore giusto perche' faccia da protezione, uno spessore che la rende rigida ma non del tutto, elastica, ma non troppo..." continuo' Gabe.
"Dobbiamo solo incollarlo qui, allora," mormoro' Margaret, anche lei un po' delusa.
"Non solo..." esclamo' Gabe. E la classe sembro' rianimarsi.
"Faremo magie anche oggi?" chiese gongolante Atran.
"Due magie, piccole, semplici, ma molto... molto personali!"

Maga Gabe prese il piccolo foglio di pergamena che aveva lasciato sulla cattedra, quello che serviva a lei, e lo alzo' perche' tutti lo vedessero.
"Vediamo se qualcuno mi sa dire quale sara' il primo incantesimo che faremo... Non e' difficile, visto che l'abbiamo gia' fatto e che se non lo facciamo la pergamena restera' cosi' com'e', giallastra e anonima..."
Gastri non alzo' neppure la mano e neppure Rubinia lo fece: entrambe esclamarono all'unisono "Hueria Tramuta" e poi si misero a ridere.
Anche Gabe rise con loro. "Esatto, brave!" Con un gesto la maga invito' la classe ad eseguire l'incantesimo e dopo qualche minuto le pergamene erano tutte colorate.
"E adesso ci incolliamo il resto dei fogli," disse Liekki.
"Non ancora..." Gabe. "Adesso dobbiamo imprimere sulla copertina il vostro simbolo... Qualcosa che diventi una specie di segno di cio' che voi siete. Non e' necessario che sia una cosa complessa, basta anche un ghirigoro semplice, ma la cosa importante e' che lo dovrete fare con la bacchetta usandola come se fosse una penna..."
Gabe prese la pergamena, ancora gialla visto che la maga non aveva eseguito l'incantesimo, e la poso' sulla cattedra, prese la bacchetta e la afferro' come si fa per una penna.
"Dovrete letteralmente 'disegnare' il vostro segno..."
Gabe traccio' un ghirigoro come se stesse firmando un documento e pronuncio' sibilando "Sigillus Rilievum".
Anche dai banchi piu' lontani gli studenti videro l'effetto dell'incantesimo, anche perche' Gabe alzo' leggermente la pergamena per far vedere meglio.

La carta sembro' bollire lungo la traccia che aveva fatto Gabe con la bacchetta e si sollevo'. Un leggero fumo giallastro si disperse nella stanza partendo da quella che stava diventando piano piano un segno in rilievo sulla pergamena. Quando il fumo evaporo', la 'bollitura' della carta smise, e il rilievo rimase immobile. Gabe ci passo' le dita sopra.
"Vedete? Questo e' il mio segno... Una cosa che ho fatto con la mia mano e che solo io potrei replicare... Ma come una firma non sarebbe mai perfettamente uguale, anche se decisamente inconfondibile."
Gabe poso' di nuovo la pergamena sulla cattedra.
"Adesso fatelo voi. L'incantesimo e' Sigillus Rilievum. E' semplice perche' non dovrete fare altro che pronunciarlo mentre state scrivendo con la bacchetta. E il fumo che uscira' dalla vostra pergamena sara' del colore che avrete scelto..."

Chi avesse alzato lo sguardo dal cortile verso le due finestre dell'aula di Bricomagia in quel momento avrebbe visto una stanza immersa in strani fumi colorati, che si disperdevano subito come se non fossero mai esistiti.E su tutte le copertine apparve il segno di ciascuno degli studenti, semplice come un cerchio o complesso come un ricamo, comparve come un rilievo e si fisso' per sempre.
"Adesso possiamo incollare la copertina al resto dei fogli..." concluse Gabe. "E avremo il nostro diario... pronto per ricevere, la prossima volta, l'ultima nostra magia..."

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