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Bricomagia - il diario magico (quarta lezione)

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Erano passate solo due ore dalla lezione del primo anno, ma stavolta, entrando in classe, Maga Gabe noto' che c'era un po' troppo silenzio. Forse le sue orecchie erano ancora abituate al vociare entusiastico degli alunni del primo anno, ma qui i discorsi su Halloween erano molto meno presenti e la festa sembrava una cosa lontana.
La vicepreside chiuse la porta dell'aula con cautela, quasi temendo di poter fare rumore e scorse lo sguardo tra i banchi, comprendendo quale fosse la fonte di tanta quiete.

Il banco di Eduard, vuoto dalla notte della tragedia, era come un grosso buco, difficile da colmare. Maga Gabe spero' dentro di se' che prima o poi qualcuno riuscisse a trovare il modo per contrastare quel terribile Avada Kevadra, ma non sarebbe certo stata lei: non era un'esperta di incantesimi, ne' di pozioni. E sicuramente quello che insegnava non sarebbe mai servito contro il male...
Ma sarebbe servito a distrarre la mente dalle tragedie presenti, a concentrare le proprie energie su qualcosa di costruttivo!

"Buongiorno," mormoro'.
La classe rispose con un mugugno sussurrato.
Gabe sospiro'. "So benissimo come vi sentite, ragazzi, e anche io non posso essere felice... Ma lo studio e la vita vanno avanti ed e' il nostro dovere non farci prendere dallo sconforto!"
"Facile a dirsi!" brontolo' Lorenz.
"No," esclamo' Gabe. "Non e' facile neppure a dirsi."
"E allora come puo' pretendere che dimentichiamo tutto?" alzo' la voce Dany.
"Non voglio affatto che dimentichiate!" puntualizzo' Gabe. "Al contrario..."
Margaret tiro' su col naso. "Sarebbe impossibile... ogni volta che penso al letto vuoto nel dormitorio dei maschi..."
La giovane studentessa si interruppe.
Gabe sospiro', sarebbe stato difficile terminare la lezione, oggi.
"Ragazzi, non dovete dimenticare cio' che e' successo, ma se mollate tutte le vostre attivita', se vi dimenticate la ragione per la quale siete qui, se vi arrendete a vivere una vita di paura... Beh, allora chiunque abbia ucciso Eduard l'avra' vinta!"
La menzione esplicita della morte del giovane fece scendere un silenzio palpabile nell'aula.
"So che non e' facile," continuo' Gabe. "Ma solo continuando a fare quello che facevamo prima potremo sconfiggere la malvagita' di quel gesto!... Quindi adesso prendete in mano il vostro diario e terminiamo la sua preparazione..."

Gli studenti obbedirono, e piano piano l'atmosfera miglioro'.
Certo, la mente di molti continuava a tornare al fato di Eduard, soprattutto quando lo sguardo di qualcuno si posava per sbaglio sul suo banco vuoto, ma alla fine un po' della tristezza se n'era andata.

Maga Gabe spiego' come incantare il diario in modo che venisse letto dal suo proprietario e da un'altra persona soltanto...

"Questa e' la decisione piu' importante che dovete prendere riguardo al diario," disse l'insegnante. "Questa altra persona oltre a voi puo' essere un vostro amico, un vostro parente, qualcuno che conoscete... Oppure puo' essere una persona a voi sconosciuta ma che volete abbia determinate caratteristiche!"
"In che senso?" domando' Celeste Cappellaccio. "Forse non ho ben capito..."
"Vi faro' due esempi..." continuo' Gabe e con la bacchetta fece apparire l'immagine fumosa di un diario segreto.
L'immagine volteggio' sopra la cattedra, ingrandito decine di volte rispetto a un normale diario, e le pagine sembravano voltarsi da sole.
"Guardate bene... Questa e' l'immagine del mio diario magico. Come vedete le pagine vi sembrano vuote, anche se in realta' sono fittamente riempite di molti appunti..."
"Appunti *personali*?" ghigno' Nymeria con un sorriso mellifluo. "Magari su
un certo preside..."
Gabe la fulmino' con lo sguardo. "Puo' darsi," disse cercando di rimanere impassibile. Ma gli angoli della bocca si stavano sollevando impercettibilmente e la maga volto' le spalle alla classe fingendo di guardare il diario volteggiante sulla cattedra. "In ogni caso nessuno puo' leggere il mio diario tranne me... E un'altra persona..." si volto' verso Nymeria "...che *non* e' il preside Calvin," disse. "E' qualcuno che non conosco, ma che, semmai dovesse aprire le pagine del mio diario, potra' leggerlo solo se avra' *un cuore impavido, una mente audace, un intelletto brillante e una bocca che non abbia mai pronunciato la piu' minima menzogna*. Questa e' la formula che ho usato per l'incantesimo!"
"Adesso capisco!" esclamo' Celeste Cappellaccio. "Il suo diario non puo' venir letto da chi - ad esempio - sia fuggito da una battaglia..."
"Perche' non avrebbe il cuore impavido!" gli fece eco Gastri. E continuo': "E non potra' venir letto da chi non ha voglia di studiare!"
Gabe annui'. "Giusto: l'intelletto brillante deriva anche dallo studio!"
"E se io rubassi la marmellata di more agli elfi e dicessi di non essere stato io... non potrei leggerlo comunque..." fece Atran.
"Perche' avresti detto una bugia," concluse Margaret.
"Bravi, vedo che avete capito perfettamente." sorrise Gabe.
Rubinia aggrotto' la fronte. "Ma professoressa," esclamo'. "Non e' un po' difficile che esista una persona con quelle caratteristiche?"
Gabe si strinse nelle spalle. "Puo' darsi che sia addirittura impossibile," confermo'. "Ma questo mi da' la sicurezza che quel mio diario non verra' mai letto da nessun'altro tranne che me!"
Liekki alzo' la mano. "Ma se uno dice che bisogna essere morti per leggerlo... in questo modo si esclude chiunque!"
Gabe scosse la testa. "I fantasmi potrebbero... e sono molto chiacchieroni!"
"E allora basta dire qualcuno che abbia vissuto nel passato..."
Gabe ridacchio'. "Qualcuno come il nostro Celeste Cappellaccio? O come Ruphus che abita nel quadro?" L'insegnante scosse la testa. "Se volete usare questo metodo per incantare il vostro diario, dovrete essere sicuri di scegliere delle caratteristiche che escludano persone che volete tener lontane dai vostri affari, ma anche che permettano ad altri di leggere... Io sarei ben felice di trovare qualcuno con le caratteristiche giuste per leggere il mio diario... Sarebbe una specie di prova del fuoco... Una volta superata, questa persona sarebbe accolta nella mia vita con entusiasmo!"
Gabe fece sparire l'immagine del diario.
"Comunque ricordate che l'incantesimo e' potente, ma puo' sempre essere contrastato. Una magia oscura di cui non vi rivelero' il nome puo' contrastare l'incanto e aprire le pagine del vostro diario. Per questo altri maghi usano l'incantesimo personale, ovvero dicono al diario che solo una persona, una vera *persona* che esiste, puo' leggere il diario oltre a loro."
"Insomma," esclamo' Adami, "io potrei dire di volere lei, professoressa. E solo lei potrebbe leggerlo!"
"Esatto!... Di solito si fa questo quando si ha una vera amica o amico del cuore, un fratello o una sorella con cui si e' condiviso tutto... Una persona particolarmente vicina, che gia' conosce molto, se non tutto, di voi."
"In questo caso e' piu' sicuro!" disse Forla.
"A patto che voi siate assolutamente certi della lealta' di questa persona," puntualizzo' Gabe. "A volte basta farsi trascinare dalle emozioni per commettere errori, e quindi vi raccomando di pensarci bene prima di incantare il vostro diario magico."

Maga Gabe ando' alla lavagna e traccio' con il gesso una frase, sotto gli occhi degli studenti che si stupivano quasi sempre di vedere che la professoressa non faceva muovere il gessetto con un incantesimo, ma preferiva scrivere lei stessa!
"Leggete, ma non pronunciate, mi raccomando!" disse la maga. "L'incantesimo e' potente, ve l'ho detto, e fatto nel momento sbagliato potrebbe avere strane conseguenze!"
"Quali conseguenze?" chiese Dany.
"Meglio che non ve lo dica!" rispose Gabe sorridendo. Questa frase e' quella che aprira' l'incantesimo..."
Gli studenti lessero la prima riga sulla lavagna: Harbridu Gorues"...poi dovrete pronunciare il nome completo della persona che volete legga il vostro diario, oppure la formula precisa delle caratteristiche, come quella che vi ho detto prima per il mio diario. E poi concludete con queste altre parole..."
Gli sguardi si posarono sulla seconda riga: Napiped Eusna
Gabe vide alcuni degli studenti sbuffare. "Lo so, non e' facile... E non e' facile neppure come lo dovrete eseguire. Perche' dovrete essere assolutamente da soli, con il vostro diario, in una stanza dove penetri la luce del sole di un pomeriggio senza nubi," recito' l'insegnante. "E una volta incantato, il diario dovra' rimanere chiuso per almeno due giorni e due notti. Altrimenti l'incantesimo non funzionera' e chiunque potra' leggere il vostro diario."
"E allora?" Atran e Margaret si scambiarono un'occhiata dopo aver detto la frase all'unisono.
Gabe si avvicino' a Margaret. "Allora questo non sarebbe piu' un diario magico, ma un semplice diario babbano! In questo caso, perr mantenerlo segreto, dovreste aggiungerci elastici, spaghi o serrature per evitare che gli altri lo leggano."

DLENG DLENG DLENG

La campanella interruppe la lezione. Gabe era soddisfatta. In fondo era riuscita, anche se solo pe poco, a distogliere l'attenzione dei ragazzi da Eduard. Decise che forse era il caso di continuare cosi' e domando' con noncunranza: "Adesso andrete tutti a fare i preparativi per Halloween, vero?"
Alcuni studenti sorrisero, altri si rabbuiarono.
"Andate, avanti!" Gabe li incito' ad uscire." A qualunque cosa vogliate pensare potrete farlo a pranzo fra poco!"

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