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Erano passate solo due ore dalla lezione del primo
anno, ma stavolta, entrando in classe, Maga Gabe noto' che c'era
un po' troppo silenzio. Forse le sue orecchie erano ancora abituate
al vociare entusiastico degli alunni del primo anno, ma qui i discorsi
su Halloween erano molto meno presenti e la festa sembrava una cosa
lontana.
La vicepreside chiuse la porta dell'aula con cautela, quasi temendo
di poter fare rumore e scorse lo sguardo tra i banchi, comprendendo
quale fosse la fonte di tanta quiete.
Il banco di Eduard, vuoto dalla notte della tragedia, era come
un grosso buco, difficile da colmare. Maga Gabe spero' dentro di
se' che prima o poi qualcuno riuscisse a trovare il modo per contrastare
quel terribile Avada Kevadra, ma non sarebbe certo stata lei: non
era un'esperta di incantesimi, ne' di pozioni. E sicuramente quello
che insegnava non sarebbe mai servito contro il male...
Ma sarebbe servito a distrarre la mente dalle tragedie presenti,
a concentrare le proprie energie su qualcosa di costruttivo!
"Buongiorno," mormoro'.
La classe rispose con un mugugno sussurrato.
Gabe sospiro'. "So benissimo come vi sentite, ragazzi, e anche
io non posso essere felice... Ma lo studio e la vita vanno avanti
ed e' il nostro dovere non farci prendere dallo sconforto!"
"Facile a dirsi!" brontolo' Lorenz.
"No," esclamo' Gabe. "Non e' facile neppure a dirsi."
"E allora come puo' pretendere che dimentichiamo tutto?"
alzo' la voce Dany.
"Non voglio affatto che dimentichiate!" puntualizzo' Gabe.
"Al contrario..."
Margaret tiro' su col naso. "Sarebbe impossibile... ogni volta
che penso al letto vuoto nel dormitorio dei maschi..."
La giovane studentessa si interruppe.
Gabe sospiro', sarebbe stato difficile terminare la lezione, oggi.
"Ragazzi, non dovete dimenticare cio' che e' successo, ma se
mollate tutte le vostre attivita', se vi dimenticate la ragione
per la quale siete qui, se vi arrendete a vivere una vita di paura...
Beh, allora chiunque abbia ucciso Eduard l'avra' vinta!"
La menzione esplicita della morte del giovane fece scendere un silenzio
palpabile nell'aula.
"So che non e' facile," continuo' Gabe. "Ma solo
continuando a fare quello che facevamo prima potremo sconfiggere
la malvagita' di quel gesto!... Quindi adesso prendete in mano il
vostro diario e terminiamo la sua preparazione..."
Gli studenti obbedirono, e piano piano l'atmosfera miglioro'.
Certo, la mente di molti continuava a tornare al fato di Eduard,
soprattutto quando lo sguardo di qualcuno si posava per sbaglio
sul suo banco vuoto, ma alla fine un po' della tristezza se n'era
andata.
Maga Gabe spiego' come incantare il diario in modo che venisse
letto dal suo proprietario e da un'altra persona soltanto...
"Questa e' la decisione piu' importante che dovete prendere
riguardo al diario," disse l'insegnante. "Questa altra
persona oltre a voi puo' essere un vostro amico, un vostro parente,
qualcuno che conoscete... Oppure puo' essere una persona a voi sconosciuta
ma che volete abbia determinate caratteristiche!"
"In che senso?" domando' Celeste Cappellaccio. "Forse
non ho ben capito..."
"Vi faro' due esempi..." continuo' Gabe e con la bacchetta
fece apparire l'immagine fumosa di un diario segreto.
L'immagine volteggio' sopra la cattedra, ingrandito decine di volte
rispetto a un normale diario, e le pagine sembravano voltarsi da
sole.
"Guardate bene... Questa e' l'immagine del mio diario magico.
Come vedete le pagine vi sembrano vuote, anche se in realta' sono
fittamente riempite di molti appunti..."
"Appunti *personali*?" ghigno' Nymeria con un sorriso
mellifluo. "Magari su
un certo preside..."
Gabe la fulmino' con lo sguardo. "Puo' darsi," disse cercando
di rimanere impassibile. Ma gli angoli della bocca si stavano sollevando
impercettibilmente e la maga volto' le spalle alla classe fingendo
di guardare il diario volteggiante sulla cattedra. "In ogni
caso nessuno puo' leggere il mio diario tranne me... E un'altra
persona..." si volto' verso Nymeria "...che *non* e' il
preside Calvin," disse. "E' qualcuno che non conosco,
ma che, semmai dovesse aprire le pagine del mio diario, potra' leggerlo
solo se avra' *un cuore impavido, una mente audace, un intelletto
brillante e una bocca che non abbia mai pronunciato la piu' minima
menzogna*. Questa e' la formula che ho usato per l'incantesimo!"
"Adesso capisco!" esclamo' Celeste Cappellaccio. "Il
suo diario non puo' venir letto da chi - ad esempio - sia fuggito
da una battaglia..."
"Perche' non avrebbe il cuore impavido!" gli fece eco
Gastri. E continuo': "E non potra' venir letto da chi non ha
voglia di studiare!"
Gabe annui'. "Giusto: l'intelletto brillante deriva anche dallo
studio!"
"E se io rubassi la marmellata di more agli elfi e dicessi
di non essere stato io... non potrei leggerlo comunque..."
fece Atran.
"Perche' avresti detto una bugia," concluse Margaret.
"Bravi, vedo che avete capito perfettamente." sorrise
Gabe.
Rubinia aggrotto' la fronte. "Ma professoressa," esclamo'.
"Non e' un po' difficile che esista una persona con quelle
caratteristiche?"
Gabe si strinse nelle spalle. "Puo' darsi che sia addirittura
impossibile," confermo'. "Ma questo mi da' la sicurezza
che quel mio diario non verra' mai letto da nessun'altro tranne
che me!"
Liekki alzo' la mano. "Ma se uno dice che bisogna essere morti
per leggerlo... in questo modo si esclude chiunque!"
Gabe scosse la testa. "I fantasmi potrebbero... e sono molto
chiacchieroni!"
"E allora basta dire qualcuno che abbia vissuto nel passato..."
Gabe ridacchio'. "Qualcuno come il nostro Celeste Cappellaccio?
O come Ruphus che abita nel quadro?" L'insegnante scosse la
testa. "Se volete usare questo metodo per incantare il vostro
diario, dovrete essere sicuri di scegliere delle caratteristiche
che escludano persone che volete tener lontane dai vostri affari,
ma anche che permettano ad altri di leggere... Io sarei ben felice
di trovare qualcuno con le caratteristiche giuste per leggere il
mio diario... Sarebbe una specie di prova del fuoco... Una volta
superata, questa persona sarebbe accolta nella mia vita con entusiasmo!"
Gabe fece sparire l'immagine del diario.
"Comunque ricordate che l'incantesimo e' potente, ma puo' sempre
essere contrastato. Una magia oscura di cui non vi rivelero' il
nome puo' contrastare l'incanto e aprire le pagine del vostro diario.
Per questo altri maghi usano l'incantesimo personale, ovvero dicono
al diario che solo una persona, una vera *persona* che esiste, puo'
leggere il diario oltre a loro."
"Insomma," esclamo' Adami, "io potrei dire di volere
lei, professoressa. E solo lei potrebbe leggerlo!"
"Esatto!... Di solito si fa questo quando si ha una vera amica
o amico del cuore, un fratello o una sorella con cui si e' condiviso
tutto... Una persona particolarmente vicina, che gia' conosce molto,
se non tutto, di voi."
"In questo caso e' piu' sicuro!" disse Forla.
"A patto che voi siate assolutamente certi della lealta' di
questa persona," puntualizzo' Gabe. "A volte basta farsi
trascinare dalle emozioni per commettere errori, e quindi vi raccomando
di pensarci bene prima di incantare il vostro diario magico."
Maga Gabe ando' alla lavagna e traccio' con il gesso una frase,
sotto gli occhi degli studenti che si stupivano quasi sempre di
vedere che la professoressa non faceva muovere il gessetto con un
incantesimo, ma preferiva scrivere lei stessa!
"Leggete, ma non pronunciate, mi raccomando!" disse la
maga. "L'incantesimo e' potente, ve l'ho detto, e fatto nel
momento sbagliato potrebbe avere strane conseguenze!"
"Quali conseguenze?" chiese Dany.
"Meglio che non ve lo dica!" rispose Gabe sorridendo.
Questa frase e' quella che aprira' l'incantesimo..."
Gli studenti lessero la prima riga sulla lavagna: Harbridu Gorues"...poi
dovrete pronunciare il nome completo della persona che volete legga
il vostro diario, oppure la formula precisa delle caratteristiche,
come quella che vi ho detto prima per il mio diario. E poi concludete
con queste altre parole..."
Gli sguardi si posarono sulla seconda riga: Napiped Eusna
Gabe vide alcuni degli studenti sbuffare. "Lo so, non e' facile...
E non e' facile neppure come lo dovrete eseguire. Perche' dovrete
essere assolutamente da soli, con il vostro diario, in una stanza
dove penetri la luce del sole di un pomeriggio senza nubi,"
recito' l'insegnante. "E una volta incantato, il diario dovra'
rimanere chiuso per almeno due giorni e due notti. Altrimenti l'incantesimo
non funzionera' e chiunque potra' leggere il vostro diario."
"E allora?" Atran e Margaret si scambiarono un'occhiata
dopo aver detto la frase all'unisono.
Gabe si avvicino' a Margaret. "Allora questo non sarebbe piu'
un diario magico, ma un semplice diario babbano! In questo caso,
perr mantenerlo segreto, dovreste aggiungerci elastici, spaghi o
serrature per evitare che gli altri lo leggano."
DLENG DLENG DLENG
La campanella interruppe la lezione. Gabe era soddisfatta. In fondo
era riuscita, anche se solo pe poco, a distogliere l'attenzione
dei ragazzi da Eduard. Decise che forse era il caso di continuare
cosi' e domando' con noncunranza: "Adesso andrete tutti a fare
i preparativi per Halloween, vero?"
Alcuni studenti sorrisero, altri si rabbuiarono.
"Andate, avanti!" Gabe li incito' ad uscire." A qualunque
cosa vogliate pensare potrete farlo a pranzo fra poco!"
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