Il mac è "pazzamente grande"
Molti utenti informatici sono ossessionati dalla potenza del proprio
computer e addirittura alcuni esercitano il cosiddetto "overclocking",
ossia fanno girare il processore a velocità più alte di quelle previste
dalla casa costruttrice.
Vero è che spesso, per l'aumento delle prestazioni hardware
richieste dai nuovi programmi, soprattutto dai giochi, che richiedono
molte risorse, il pc finisce per diventare obsoleto in pochissimo
tempo, mentre un televisore può andar bene per tutta la vita. E'
importante però anche ricordarsi che non sempre l'aggiornamento
hardware è un buon affare per l'utente, anche se lo è sicuramente per
produttori e rivenditori di materiale informatico.
Mi sono iniziato all'informatica guardando mio cugino armeggiare su un
pc col sistema operativo MS-DOS: egli digitava comandi per me
misteriosi e sembrava avesse la potenza di un mago che lancia
incantesimi! Da quando mi interesso al mondo dell'informatica la
fissazione di trovare il miglior sistema operativo ha cominciato ad
abitare i miei pensieri: scoprii presto che questa preoccupazione non
era soltanto un mio cruccio ma era condivisa da molti altri utenti nel
mondo e aveva dato luogo a dibattiti e discussioni sui newsgroup di
UseNet.
Fino a non molto tempo fa la scelta di fronte alla quale si poteva
trovare chi avesse deciso di acquistare un personal computer era,
sostanzialmente, quella tra un computer Apple col sistema operativo
Macintosh e un pc IBM-compatibile col sistema operativo
Dos/Windows. A quanto leggo oggi su riviste, siti internet ma
anche quotidiani sembra che un terzo sistema si stia imponendo: Linux,
un sistema basato su Unix ma distribuito gratuitamente e in grado di
funzionare su diverse piattaforme.
I punti forti di questo sistema sarebbero la stabilità e la potenza,
oltre naturalmente al fatto che la sua distribuzione gratuita ne
facilita l'adozione: molti siti web funzionano su un sistema Linux e ho
letto che perfino le poste americane lo hanno adottato per gestire
l'enorme movimento postale degli Stati Uniti.
Arrivo al Macintosh: cosa avrebbe di tanto interessante da farlo
preferire ad altri sistemi? A mio avviso questa domanda merita una
risposta articolata:
1) E' un sistema nato per lavorare e non per "smanettare".
Tutti i problemi tecnici che sono la croce e la delizia degli
"smanettoni" non si presentano col Mac o, almeno, si presentano in
misura minore.
2) E' un sistema amichevole, "user friendly".
Non c'è bisogno di avere una laurea in ingegneria elettronica per
avere la speranza di riuscire a farlo funzionare.
3) La complessità è affidata al computer.
Non è che il mac sia meno complesso di altri sistemi operativi, solo
che si occupa lui di effettuare i compiti più complessi, che sono
completamente trasparenti (nel senso che non si vedono) all'utente
(questo è esattamente il compito di un sistema operativo).
Insomma, come ha detto Steve Jobs il mac è "pazzamente grande" (per gli
anglofoni: "insanely great").
Post Scriptum: "Insanely Great" è anche il titolo di un libro scritto
da Steven Levy sulla creazione del Macintosh (pubblicato da Penguin).
Aggiornamento 13/11/2003: da quando ho scritto queste pagine le cose
sono molto cambiate: i computer Apple vengono venduti con il sistema
operativo Mac OS X, del quale proprio in questi giorni è uscita la
versione chiamata "Panther" che offre prestazioni straordinarie ed ha,
a mio avviso, la migliore interfaccia utente che sia mai stata creata.
Gli utenti che avessero nostalgia di Windows possono sempre utilizzare
un programma di emulazione, Virtual PC, che consente di eseguire il
sistema operativo della Microsoft all'interno di una finestra del Mac.
Per ulteriori informazioni vi rimando al sito della
Apple e al sito di un giornalista
esperto dei computer Apple,
Luca
Accomazzi.