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  Alta via dei Monti Liguri  

Parlando di escursionismo non si può non parlare dell'Altavia dei Monti Liguri. Essa è un itinerario escursionistico diviso in 43 tappe per uno sviluppo superiore ai 400 km. lungo lo spartiacque principale che attraversa l'intera Liguria. L' Alta Via è percorribile sia a piedi che in mountain bike che con cavalli. Per maggiori info collegatevi direttamente al sito ufficiale www.altaviadeimontiliguri.it  
     
  Sentiero delle Terre Alte  

Il Sentiero delle Terre Alta è stato concepito per ricordare le attività contadine ed artigiane che si svolgevano a poca distanza dal mare. Ripercorre gli antichi percorsi che collegavano la costa alla Pianura Padana, passando attraverso terrazzamenti strappati alla montagna, antichi mulini, caselle, carbonaie. Parte da Toirano e si conclude Colle del Melogno salendo per circa 1.000 m. L'itinerario è diviso in tre tappe percorribili in tempi diversi anche dividendole in sottotappe.  
 

I° Tappa

Tipo di percorso : Escursionistico

Difficoltà: E - T

Dislivello salita: 500 m.

Tempo totale: 3:30 ore

Accesso stradale:

Toirano - P.zza Rosciano

Itinerario:

La prima tappa del sentiero delle Terre Alte parte dal centro di Toirano per farvi ritorno dopo un percorso ad anello.

Nella prima parte si ripercorre l'antica strada che congiungeva Toirano a Balestrino.
Poco dopo la partenza si percorre la caratteristica Borgata Barescione, sviluppatasi lungo il carruggio che costeggia la strada per Balestrino, per poi inoltrarsi su un viottolo a fondo naturale parallelo al rio del Ponte sino al mulino ad acqua di Cantarana ormai in disuso. Dopo un agevole guado il sentiero prosegue sull'altra sponda e la vegetazione si fa più rigogliosa, da qui si godono ottimi scorci panoramici, dal basso, del castello e del borgo di Balestrino posti sull'altra sponda.
Nel cuore della vallata si riattraversa il rio passando sul ponte dell'Utra, splendida costruzione ad una sola arcata a tutto sesto di incerta datazione. Ora il percorso diventa ripido per finire in una sterrata e dopo due bivi, fare attenzione alla segnaletica, ci si inoltra negli uliveti risalendo le fasce sino all'inizio del vecchio borgo di Balestrino, abbandonato dopo l'ultimo dopoguerra per movimenti franosi - è opportuno non addentrarsi all'interno delle costruzioni per il pericolo di crolli - e proseguendo fra le case si arriva a costeggiare l'ala orientale del castello. Un'ampia salita conduce all'ingresso del castello tutt'ora abitato dai discendenti dei Marchesi Del Carretto e quindi non visitabile. Attraversata la strada provinciale vi sono i lavatoi, ottimo punto di rinfresco dove riempire le borracce, e la segnaletica che indica la prosecuzione verso il Poggio di Balestrino; dapprima il sentiero ripido e tortuoso corre nella valle fra verdi fronde e campi coltivati sino all'attraversamento di una pineta. Dopo il rio delle Ligge il terreno si inaridisce salendo tra pietrisco franoso, all'ultimo tornante nella boscaglia si arriva sull'altopiano del Praé, una conca dall'aspetto piuttosto brullo; la salita sta per concludersi e seguendo il sentiero di cresta, spartiacque tra le valli del rio Ponte e della val Varatella, in dolce saliscendi con splendidi punti panoramici si arriva alla cima del Poggio di Balestrino per iniziare la discesa ed arrivare ai prati di Groa utilizzati come punto di decollo per gli amatori di parapendio. Il panorama è imponente, spazia dalla costa con Loano in evidenza, l'entroterra con Toirano e la zona di Boissano, per arrivare ai monti: S. Pietro in Varatella, il Ravinet, il massiccio del Carmo sino alla Rocca Barbena, più oltre il Galero ed il Mindino. Al fondo del prato si scende in un bosco di roveri e seguendo con attenzione i segnavia tra boschetti e terrazzamenti, il bordo di una cava, si arriva infine su strada asfaltata che si segue sino alla conclusione dell'anello in Toirano.

 
 

II° Tappa

Tipo di percorso : Escursionistico

Difficoltà: E - T

Dislivello salita: 850 m.

Tempo di andata: 4:30 ore

Accesso stradale:

Toirano - P.zza Rosciano

Itinerario:

La seconda tappa riparte da Toirano per terminare al rifugio di Pian delle Bosse (m. 841); delle tre è la tappa con il maggior dislivello, infatti da 35 metri arriva a 880 poco dopo case Peglia, ridiscende a 705 nel guado del rio Fissone per poi risalire a 860 poco prima del rifugio. La partenza coincide con quella della prima tappa in Piazza Rosciano, seguendo via Certosa si passa un ponte sul Varatella e costeggiando gli edifici della località Mulini dopo tre tornanti si prosegue in rettilineo sino alla Certosa. Al bivio con la salita per la frazione Dari, si prende a sinistra, seguendo il perimetro dell'ex convento sino alla provinciale per Boissano e dopo pochi metri si imbocca la strada asfaltata che porta alle Grotte. Dopo un centinaio di metri di questa salita si prende il sentiero sulla destra, chiaramente marcato dal segnavia con cartelli in legno, e per un ripido sentiero dal fondo in selciato con 16 tornanti tra gli ulivi prima e macchia, mentuccia e origano poi, si arriva poco sotto la grotta-Santuario di Santa Lucia caratterizzata al suo ingresso da due alti cipressi. Si incrocia una stradina asfaltata dal quale la vista domina sopra l'abitato di Toirano, prendere a sinistra per arrivare alla biglietteria delle grotte che si oltrepassa per iniziare la salita della valle del Vero che scende dal massiccio di San Pietro. Questa valle, inizialmente molto stretta e molto ripida, e' uno dei tratti piu' spettacolare, avvincente e faticoso della tappa: le rocce sono state modellate dagli agenti atmosferici e dall'erosione dello scorrere delle acque ed e' sede di imponenti fenomeni carsici. Salendo si alternano pietraie e boschi cedui, la valle sembra chiudersi tra le rocce, si fronteggiano un enorme monolito e la parete nella quale si apre la caverna dell'Olivo. Il percorso si inerpica alla base di quest'ultima, riducendosi ad una traccia tra i risalti rocciosi, si sale quasi in verticale e si guadagna rapidamente quota tra carpini, querce e frassini, nel sottobosco prevale il pungitopo, si passa da una piazzola che era una carbonaia, e si prosegue attorniati da bizzarri pinnacoli rocciosi. Dalla testata della valle si può ripercorrere con lo sguardo la vertiginosa salita dalla biglietteria in poi, il dislivello supera 200 metri. Proseguendo, inizialmente in leggera discesa, ci si inoltra in una valletta laterale, sul fondo un rigagnolo, sulle sue sponde abbondante capelvenere e si risale verso la sua risorgiva (acqua potabile), in un bosco di carpini tutto terrazzato con muri a secco per sbucare poi nei prati, qui occorre porre attenzione alla segnaletica rosso-gialla poichè si intersecano diversi sentieri, e con andamento pianeggiante si arriva alla chiesa di San Pietrino (m. 477) dove ci attende uno splendido panorama sulla costa sottostante. Si riparte, seguendo la segnaletica su di un palo di legno con direzione Pian delle Bosse, tra macchia, pini e ginepri, verso il tracciato della Via Napoleonica che con una imponente massicciata in pietre a secco, la cui costruzione è attribuita ai genieri francesi dell'armata napoleonica, sul lato a mare del monte Ravinet, porta sino al valico di Prato Peglia dove spiccano due "caselle" molto ben conservate, prati di lavanda selvatica e l'imboccatura del buranco di Peglia protetta da tronchi; deviando di circa duecento metri dal tracciato, sul crinale in direzione del mare si arriva ad un punto panoramico che abbraccia l'arco di costa tra Varigotti e l'isola Gallinara, le valli del Maremola, del Nimbalto e del Varatella e che merita il modesto allungamento del percorso, nelle giornate particolarmente limpide si vede chiaramente la costa sino alle alpi Apuane, l'isola Capraia, la Gorgona e la Corsica. Si continua il cammino e dopo poche decine di metri si raggiunge il punto più alto della tappa, m. 880, per iniziare una lunga discesa su di una comoda mulattiera, in parte lastricata, in dolce pendio tra boschi di faggio, poi di carpini e betulle per arrivare ad una zona ricca di acqua sino al guado del rio Fissone; da qui inizia una nuova ascesa sul versante opposto della valle, il massiccio del monte Carmo. Passata una casa in pietra, cascina Capurro abitata sino a pochi anni fa, si guadagna la base superiore della Rocca dell'Avio, possente e tozzo torrione trapezoidale di roccia compatta, valida alternativa alle palestre di arrampicata del finalese, particolarmente nei mesi più caldi, proseguendo si arriva al rio Fundia, preludio dell'ultimo strappo denominato "Scala Santa" prima tra carpini poi tra noccioleti e macchia da dove si può ammirare la Rocca dell'Avio nella sua completezza. Siamo ormai prossimi alla meta, poche centinaia di metri in lieve pendio con un ampio panorama su Loano e si arriva al rifugio di Pian delle Bosse.
Al rifugio è possibile ristorarsi e pernottare, previa prenotazione ai gestori, o scendere a Loano passando da Verzi per rientrare alla base di partenza.

 
 

III° Tappa

Tipo di percorso : Escursionistico

Difficoltà: E - T

Dislivello salita: 200 m.

Tempo totale: 6 ore

Accesso stradale:

Rifugio Pian delle Bosse

Itinerario:

La peculiarità della terza tappa del sentiero delle Terre Alte, rispetto alle prime due frazioni, è l'ambiente naturale. Le tracce dell'uomo, pur sempre presenti si diradano e sono inerenti principalmente allo sfruttamento del bosco, come testimoniano le tracce di vecchie mulattiere, in parte ricalcate dal tracciato del "Sentiero", che collegano tra loro numerose "ciazze", piazzuole dove venivano un tempo costruite le "carbonere" per creare il carbone di legna, combustibile tempo addietro molto usato.
Nel tratto iniziale, subito dopo la partenza, si incontra una "casella", tra le meglio conservate tra quelle viste sino ad ora, altre se ne incontreranno nei prati prima del bivio per la grotta degli Scogli Neri, una delle più note cavità della zona abitata nella preistoria, a testimonianza che dove esistono terreni prativi l'allevamento era sfruttato al massimo delle potenzialità di un territorio sicuramente non facile.
Da qui in avanti il territorio si fà più impervio e difficile, ricco di boschi ed acqua, ed ecco che allora viene sfruttato per ciò che può offrire: principalmente legname. Oltre altre scarne testimonianze della dura vita delle genti della zona, ancora in tempi recenti, la gita permette di godere di un ambiente che sicuramente offre degli scorci che sapranno sorprendere più di un escursionista per la bellezza dei luoghi.
A metà percorso circa si incontrano delle case, parte del nucleo di Isallo. Queste case, tutt'oggi abitate, anche se non tutti vivono di quello che può offrire la campagna o il bosco benchè  numerosi sono ancora i terreni coltivati ad alberi da frutto o vigneti, mostrano chiaramente l'esodo, anche se a volte pendolare, verso la costa; praticamente si è perso l'allevamento e lo sfruttamento del bosco.
Il "Sentiero" passa accanto al nucleo di case di "Ca d'Erscia", ultimo insediamento abitativo della vallata, dove termina la strada sterrata che, partendo da Magliolo, attraversa le varie borgate che compongono Isallo.
Proseguendo si ritorna a percorrere dei sentieri, (dopo qualche centinaio di metri prendendo a destra, segnavia di variante, si arriva dopo circa duecento metri ad una sorgente), che ci portano quasi al Colle di Melogno, l'ultimo tratto è nuovamente costituito da strada sterrata tracciata ad uso forestale, che si segue sino alla fine della tappa.

 
     
  Gruppo del Monte Carmo di Loano  
  L'area del Monte Carmo è considerata dai botanici come il punto fitogeografico tra Alpi e Appennino. Molte piante nordico-alpine trovano qui il loro massimo punto di propagazione meridionale. Spiccata è anche la differenza tra il versante settentrionale, dove trova sede una importante faggeta, ed il versante meridionale, ove domina la macchia mediterranea.  
     
 

Monte Carmo 1389 m.

per il contrafforte Sud

Tico di percorso: Escursionistico

Difficoltà: EM

Dislivello salita: 1.260 m.

Tempo di andata: 4 ~ 4:30 ore

Tempo totale: 6 ~ 7 ore

Trattasi di un'escursione lunga,varia e panoramica, attraversando ambienti molto diversi.

Accesso stradale:

 Da Loano si prende la S.P. per Boissano (121 m. s.l.m.) ove si lascia la macchina o il pulman in prossimità del comune.

Itinerario:

 Dalla piazza del Comune di Boissano si prende la strada che divide il Comune dalla Chiesa, verso Nord. Ad un bivio si segue il segnavia della X rossa e si attraversa un gruppo di case. Attraversata una strada asfaltata si continua per una mulattiera che passa vicino ai resti di Casa Fossae (321 m.) e si sale con tornanti fino alla Cappella di S. Pietrino (477 m.). Proseguendo verso Nord si gira a sinistra dopo dei ruderi di Bric Scotto, sul versante orientale del M. Ravinet. Continuando si passa nelle vicinanze di Casa del Fo (985 m.) e si raggiunge la sella a 1004 m. Attraversato Bric Ciazzalunga (1.221 m) , ad Ovest della vetta, si risale la parete Sud di Monte Carmo. Il sentiero si dirige verso una conca erbosa ove si trova il rifugio privato Amici del Carmo (1300 m.). La vetta, con la croce argentea,  si torva 90 m. ca. a Nord.

Ritorno:

Per l'itinerario di salita o per uno dei numerosi sentieri che da qui si dipartono in direzione: Loano, Toirano, Giogo di Giustenice, etc. etc..

 
     
 

Monte Carmo 1389 m.

per il contrafforte Sud-Est

Tipo di percorso : Escursionistico

Difficoltà: EM

Dislivello salita: 820 m.

Tempo di andata: 2 ~ 2:30 ore

Tempo totale: 3:30 ~ 4 ore

 La cresta Sud del Monte Carmo è la direttiva di un percorso panoramico. Alla base della cresta sorge il Rifugio CAI "Pian delle Bosse" (841 m.). Il bivacco è sempre disponibile per il Rifugio, che di estate è attivo, occorrere chiedere le chiavi. Poco prima della vetta sorge il rifugio privato "Amici del Carmo".

Accesso stradale:

 Da Loano si prende la strada per Versi (Fraz.). Superata la piazza della frazione si prosegue dritti verso il cimitero. Si gira a destra verso la chiesa e si prosegue per diversi chilometri di tornanti. Lasciato l'asfalto si continua fino ad arrivare alla fine della strada, in uno spiazzo in località Castagnabanca (570 m.) da dove parte il sentiero ed una teleferica

Itinerario:

 Il percorso è contrassegnato da due quadrati rossi. Un sentiero sconnesso verso Nord-Ovest porta al Rifugio "Pian delle Bosse" in 30 min.. Proseguendo verso Ovest si gira a sinistra al bivio. Si prosegue seguendo la cresta ed arrivando all'anticima dove sorge il rifugio privato "Amici del Carmo" (1.300 m.). Proseguendo si arriva alla cima 1.389 m.

Ritorno:

Si può ripercorrere il sentiero di arrivo oppure seugire il percorso di discesa che è contrassegnato da un triangolo rosso pieno. Si raggiunge la sella tra la vetta e l'anticima Sud-Est, quindi si prosegue a sinistra in un sentiero verso Nord che porta al Giogo di Giustenice. Scendendo in diagonale il Monte Carmo si ritorna al Pian delle Bosse. Da qui si riprende il sentiero di arrivo e si ritorna alla macchina.

 
     
 

Rocca dell'Aia (Avio) 692 m. Scoglio del Butto

Cresta Sud-Est (Via Normale) - Via dei Camini

Tipo di percorso : Arrampicata

Difficoltà: AD

Dislivello salita: 100 m. ca.

Accesso stradale:

Da Loano si prende la strada per Versi (Fraz.). Superata la piazza della frazione si prosegue dritti verso il cimitero. Si gira a destra verso la chiesa e si prosegue per deiversi chilometri di tornanti. Lasciato l'asfalto si continua fino ad arrivare alla fine della strada, in uno spiazzo in località Castagnabanca (570 m.) da dove parte il sentiero ed una teleferica

Itinerario:

Dal piazzale si prende il sentiero per Pian delle Bosse. Dopo poche decine di metri si gira a sinistra su sentiero con segnavia    bollo rosso. Nei pressi di C. Pedrin (791 m.) si gira a destra. Al bivio successivo si va a destra per la Rocca e successivamente per il Rifugio "Pian della Bosse" (segn.   ) , a sinistra per il rifugio "Amici del Carmo". Poco a monte della Rocca si stacca lo Scoglio del Butto.

Ritorno:

Stesso sentiero
Vie di salita Rocca dell'Aia

1

Via normale
120 m.
Difficoltà di III con passaggio di IV

2

Parete est
90m.
Difficoltà di IV con passaggio di V

3

Via dei camini
90 m.
Difficoltà di III e III+ con passaggio di IV

4

Via della fessura
90 m.
Difficoltà di IV e V

5

Via Yetina
90 m.
Difficoltà di V, V+ e A1

6

Via Adele
90M.
Difficoltà di III e IV con passaggio di A1

7

Via Scarason
90 m.
Difficoltà di III e IV con due passaggi di A1

8

Via Frangia
90M.
Difficoltà di III, III+, IV, IV+, V

9

Spigolo nord-ovest
15 m.
Difficoltà di III, IV

10

Francesco
40 m.
Difficoltà di IV, IV+ con un passaggio di V+

11

Elli
40 m.
Difficoltà di IV+ con un passaggio di V sostenuto

12

Via Anna
50 m.
Difficoltà D

 

Vie di salita Scoglio del Butto

1

Cresta Nord-Ovest
50 m.
Difficoltà di II e III

2

Pilasto Ovest
80m.
Difficoltà di II, III, IV,V+

3

Via Amelia
90 m.
Difficoltà di III e III+

4

Via Alessandra
90 m.
Difficoltà di III, IV+ e V+

5

Via Batman
90 m.
Difficoltà di III, IV, V

6

Via Spiderman
50M.
Difficoltà di V

7

Diedro Maria Grazia
50 m.
Difficoltà di III, IV e V-

8

Cresta Sud-Est
200M.
Difficoltà di IV+, V
 
   

 

 

San Lorenzo e San Michele e San Martino di Giustenice

Semplice passeggiata "dopo pranzo" dal grande interesse storico

Tipo di percorso : storico paesaggistico

Difficoltà: T

Dislivello salita: 400 m.

Tempo di andata:

Tempo totale: 2:30 ore

Accesso stradale:

Da Pietra Ligure si prende la strada che passa davanti al campo da calcio, lungo il torrente Maremola in direzione Nord-Ovest verso Giustenice. Arrivati in paese si lascia l'auto nei pressi di San Lorenzo vicino al bivio per San Lorenzo e San Michele.

Itinerario:

Subito potremo visitare San Lorenzo. Nella piazza del vicino municipio, potremo sedere sulla "poltrona di pietra", nell'antichità usata, una volta al mese, dal podestà di Pietra L. per amministrare la Giustizia, mentre in Piazza Don Noli troveremo un Cipresso di 300 anni ca. ed un Leccio di 200 anni ca. Finita la visita si seguiranno le indicazioni per San Michele, risalendo il versante opposto della valle. Dopo pochi minuti si arriverà al bivio per San Michele (sinistra) e San Martino (destra). Girando a sinistra si incontrerà i resti visitabili del Castello di Giustenice, posto a guardia dell'omonimo passo, e poco dopo la chiesa di San Michele sede in estate di una cena in stile medioevale. Girando a destra si imbocca la via per Valdsorda e per San Martino. Raggiunta la sella a quota 429 m. si gira a sinistra e tenendo la sinistra al successivo bivio si arriva agevolmente alla chiesa di San Martino del III Sec. D.C. 450 m.

Ritorno:

Ripercorrendo la stessa via.

 
     
 

Santi Cosma e Damiano

Quattro passi tra gli ulivi alle spalle di Loano

Tipo di percorso : turistico-storico-paesaggistico

Difficoltà: T

Dislivello salita: 80 m.

Tempo di andata: 1ora

Tempo totale: 2 ore

Accesso stradale:

Piazza Italia, sede del Comune di Loano.

Itinerario:

Dalla piazza del Comune di Loano (Palazzo Doria) si attraversa il passaggio nelle mura antiche, sulla destra del palazzo, e ci si dirige a destra verso il ponte medioevale di San Sebastiano. Attraversato si gira subito a sinistra, verso i monti. Attraversata la Via Aurelia, si percorre Viale della Rimembranza e si giunge a Borgocastello, trovando sulla sinistra un ponte medioevale. Si gira a destra e si percorre la salita che porta alla Chiesa di Monte Carmelo. Importante Chiesa del '500 dove riposano i Doria. Nel sagrato antistante possiamo vedere una delle ultime due fontane rimaste delle innumerevoli fatte costruire dai Doria per abbellire Loano. Poco prima della Chiesa gireremo a sinistra e seguiremo la strada principale fino alla Chiesetta dei SS. Cosma e Damiano attorniati da ulivi ed altra tipica flora ligure.

Ritorno:

Per il ritorno prenderemo la strada che scenda dirimpetto alla Chiesa che ci porterà verso l'ex Ospedale Marino Piemontese e la Chiesetta della Mercede in località Vignasse. Lungo il percorso potremo notare i resti di una muratura di epoca romana denominata "Muro di S. Sebastiano", probabilmente parte di una villa o tempio romano, ed una piccola edicola di epoca ignota. Giunti all'ex Ospedale proseguiremo in direzione mare fino a raggiungere la base di M. Carmelo e proseguiremo a destra per una piccola via e passando sotto il viadotto salito precedentemente dove troveremo la cappelletta della "Madonna del Costino" detta "delle Colombette" contenente un affresco del '400. Proseguendo si giungerà nuovamente in Borgocastello. Attraversato il ponte medioevale si girerà a sinistra in direzione mare. Passata una cappelletta  imboccheremo una via stretta che aggira il Convento dei Padri Agostiniani. Proseguiremo verso la Via Aurelia ed attraversato il passaggio a livello dopo pochi metri ci ritroveremo al punto di partenza. Qui potremo visitare Palazzo Doria ove, al piano nobile, è stato riassemblato un mosaico di epoca romana rinvenuto nella vicina Piazza del Pozzo. La Parrocchia di S.Giovanni Battista e l'Oratorio delle Cappe Turchine dove potremo ammirare importanti opere di pittori e scultori liguri del '700 e '800.

 
     
 

San Pietro ai monti 891 m. Variazione per San Pietrino

Tipo di percorso : Storico paesaggistico con possibilità di arrampicata

Difficoltà: T

Dislivello salita: 90 m.

Tempo di andata: 1 ora

Tempo totale:

Accesso stradale:

Da Borghetto S. S. si prende la statale per Calizzano. Passato Carpe (401 m), si supera Sella Alzabecchi (693 m.). 2,5 Km. dopo  la casa cantoniera (sulla destra) a metà di un tornante a sinistra si gira a destra su una strada sterrata. Si prosegue per Cian dè Barretti, poco prima del quale si trova il Buranchino S. Pietro (780 m.).

Itinerario:

 Lasciata la macchina, superata Fontana da Castagna (875 m.) si prosegue per circa 2 Km. segnavia  = doppia linea rossa.

Ritorno:

Per il ritorno si può seguire il sentiero di arrivo oppure si può proseguire per San Pietrino. Poco prima della chiesa si gira a sinistra, segnavia X rossa, per il contrafforte orientale di M. Ravinet. Passato Bric Scotto si può girare a destra per visitale il Buranco di Peglia, subito dopo C. Peglia, oppure, continuando sulla sinistra e superata C. del Fo, si gira nuovamente a sinistra, segnavia     doppio bollo rosso, ricongiungendosi con il sentiero di arrivo nei pressi di Fontana da Castagna.

Nota:
Superata la Chiesa e sceso il versante meridionale si prospettano diverse vie di arrampicata

1

Via Padre Angelo
50 m.
Difficoltà TD

2

Spigolo Sud Ovest
70m.
Difficoltà di III, IV, IV+, V

3

Parete Ovest (Torri e cresta di S. Pietro)
20 m.
Difficoltà di II, III

4

Parete Ovest (Via del Dente)
20 m.
Difficoltà di II, III

5

Il Velo - Spigolo Marcellina
60 m.
Difficoltà di IV, IV+, A1, A2

6

Rocca dell'Ulivo
190 m.
Difficoltà di III, IV, A1. Complessivo D+

 

     
 
     
 

Monte Acuto 748 m.

Dal Santuario di Monte Croce (Balestrino) a Monte Acuto. Variante per M. Croce - Borghetto S. S.

Tipo di percorso : Turistico - Naturalistico

Difficoltà: EM

Dislivello salita: 100 m.

Tempo di andata: 1:00 ora.

Tempo totale:

Accesso stradale:

Da Borghetto S. S. si prende la statale per Toirano. Si prosegue per Balestrino, superato il quale si prosegue per Castelvecchio di Rocca Barbena fino ad un passo (Croce di Tornassa 656 m.) dove, sulla sinistra, si stacca una sterrata per il Santuario di Monte Croce.

Itinerario:

Sulla destra dell'ingresso del Santuario inizia il sentiero per M. Acuto. Il sentiero inizia in discesa sullo spartiacque che divide il Rio del Ponte dal Rio Iba. Questa è una area prativa ove vegetano diverse piante di interesse come la globularia cardifolia, diverse tipi di orchidee selvatiche e all'inizio dell'estate si può osservare il raro e protetto fiore spinoso e violaceo dell'echinops ritro. Arrivati alla selletta a quota 649 m. il sentiero risale rapidamente verso la vetta (748 m.) che domina la costa. Chi vuole può proseguire: in direzione Sud-Est  lungo il sentiero e raggiungere M. Croce (541 m.) e poi Borghetto. In direzione Nord-Est verso Madonna della Guardia e Toirano.

Ritorno:

Per la stessa via.

 
     
 

Santuario M. Croce 735 m.- Poggio Ceresa 714 m.- Forte di Poggio Grande 813 m.

Dal Santuario di Monte Croce (Balestrino) a Monte Acuto. Variante per M. Croce - Borghetto S. S.

Tipo di percorso : Turistico - Storico

Difficoltà: EM

Dislivello salita: 340 m.

Tempo di andata: 2:00 ora.

Tempo totale:

Accesso stradale:

Da Borghetto S. S. si prende la statale per Toirano. Si prosegue per Balestrino, superato il quale si prosegue per Castelvecchio di Rocca Barbena fino ad un passo (R.ca Grande 656 m.) dove, sulla sinistra, si stacca una sterrata per il Santuario di Monte Croce.

Itinerario:

Dal Santuario si continua percorrendo la sterrata che porta al Poggio Ceresa (714 m.)ed ai ripetitori televisivi. Da qui si ha un panorama a 360°. Tornando sui propri passi si prende il sentiero sul crinale che porta a Poggio Grande dove si trovano le rovine del Forte di epoca napoleonica.

Ritorno:

Sul lato Nord  e sul lato Nord-Ovest partono due sentieri che portano direttamente al Santuario sottostante o sulla sterrata che porta al Santuario.

 
     
 

Il Castello di Zuccarello

Da Castelvecchio di R. B. a Zuccarello sull'antica via di collegamento con la pianura padana

Tipo di percorso : Turistico - Storico

Difficoltà: T

Dislivello salita: 280 m.

Tempo di andata: 1 ora

Tempo totale: 2 ore

Accesso stradale:

Da Albenga si prende la strada per Garessio e passato Zuccarello si gira a destra per Castelveccio e Toirano. Fermandosi a Castelvecchio.

Itinerario:

Parcheggiata l'auto si continua a piedi in direzione Toirano. Arrivati ai ruderi si S. Bernardo (481 m.) si prende il sentiero segnati da due rombi rossi, direzione Castello di Zuccarello. Arrivati ad un quadrivio (210 m.) si attraversa la via principale e si continua fino al Castello (259 m.). Ritornati al quadrivio si prende il sentiero più a sinistra ed in netta salita che porta alla chiesetta di  S. Giuseppe (360 m.) e successivamente a Castelvecchio. Qui possiamo visitare sia la chiesa che il castello.

 
     
 

Sentiero panoramico da Cisano verso il colle di Citano

Facile itinerario panoramico per la Costa di Serneggio sulla vecchia mulattiera di collegamento con Cenesi

Tipo di percorso : Turistico - Paesaggistico

Difficoltà: T

Dislivello salita: 230 m.

Tempo di andata: 1 ora

Tempo totale: 2:30 ore

Accesso stradale:

Da Albenga si prende la strada per Cisano sul Neva ove si parcheggia nei pressi di S. Calogero.

Itinerario:

Si prosegue a piedi in direzione Conscente. Attraversato il centro ci si dirige verso la chiesa con un interessante giardino alberato e si prosegue verso il castello. Passato il cancello del castello (50 m.) si gira a sinistra su una mulattiera non segnata. Attraverso terrazzamenti e boschi, tenendosi di costa, si arriva a una a quota 210 m.. Qui si lascia la pista principale e si gira a sinistra verso una collinetta di pini.

Ritorno:

Per il sentiero di andata

 
     
 

Monte Galero 1708 m.

Un anello attraverso il Colle del Prione ed il Passo delle Carance

Tipo di percorso : Turistico - Paesaggistico

Difficoltà: EM

Dislivello salita: 1.500 m.

Tempo totale: 6:00 ore

Accesso stradale:

Da Albenga si prende la S.S. 582 per il Colle S. Bernardo. Passato Cisano sul Neva ed arrivati a Martinetto si gira a sinistra verso Nasino ove si parcheggia.

Itinerario:

Si prende la strada verso Vignola. Qui si prende il sentiero che attraversa il paese e sale verso S. Pietro, contrassegnato da un rombo rosso. Si prosegue sulla strada ed al primo tornante a destra si prende una mulattiera che sale sui fianchi della Tocca Battaglina. Tornati sulla strada e passato il ponte sul Rio Rovinazzo si gira a destra su un sentiero. Attraversati i prati e l'abitato di Vernetti si prosegue per il "gigante di pietra" al Colle del Prione (1370 m.). Qui si seguono i segnali dell'alta via verso i prati sovrastanti. Saliti sullo spartiacque si prosegue in cresta sulla Costa delle Crode verso il M. Galero. Si prosegue seguendo l'alta via fino ad un importante bivio. Lasciata l'A.V. si prosegue dritti verso il Passo delle Caranche (1.411 m.). Qui si gira a destra verso Nasino attraversando Case Pesorinario e Madonna della Neve.

 
     
 

Escursionismo

 

Tipo di percorso :

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