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anche gli atei credono ai uoanna sei tenchiu volantinaggio ... dal sud


anche gli atei credono


Credo che Israele sia uno stato fascista e che se mai un giorno volesse liberarsi da questo fastidioso appellativo e acquisire quello più nobile di democratico debba assolutamente ed incondizionatamente mettere fine all'occupazione militare dei Territori e dare ai palestinesi la sovranità alla quale aspirano.

Credo che i Kamikaze palestinesi compiano questo gesto irrazionale ed estremo in nome di una libertà mai conosciuta e non per il piacere di anticipare il momento in cui conosceranno Allah.

Credo che se queste bombe umane avessero altri mezzi a disposizione, come per esempio uno dei più potenti ed attrezzati eserciti del mondo come quello israeliano, molto probabilmente li utilizzerebbero.

Credo che chiunque continui oggi a sostenere il governo israeliano nel suo agire ottusamente militaresco debba essere messo gentilmente ed educatamente nelle condizioni materiali e psicologiche di capire la sofferenza del popolo palestinese.

Credo che se il trattato di Oslo del 19311 fosse stato rispettato ed applicato, vivremmo una situazione diversa e tutti noi potremmo guardare al futuro del Medio Oriente con più ottimismo.

Credo che se una parte importante dell'elettorato americano e dei gruppi economici dominanti non fossero di origini ebraiche, il governo statunitense se ne strafotterebbe delle sorti del governo e del popolo israeliano.

Credo che ogni paese debba risolvere il problema dello smaltimento della propria merda al suo interno e non seguire l'esempio degli Stati Uniti d'America che continuano a trasportare le macerie, altamente tossiche, delle torri gemelle nel continente africano.

Credo nella solidarietà, nel diritto fondamentale all'eutanasia assistita, nella liberalizzazione del consumo della cannabis e delle droghe leggere, nel valore nutritivo del malto, nell'Ambri-Piotta, nel 4-3-3, nell'Olanda del 1978 in Argentina, nelle tesi marxiane, nelle leggi di Murphy, nel sito del kollettivo anche se stenta a decollare, nella fondue chinoise, nell'ovomaltina, nel piora, nell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, nel cinema di Moretti.

Credo che Berlusconi, Fini, Bossi, Bush jr e senior, Bignasca, Giudici, Masoni padre e figlia, i rappresentanti del partito socialista svizzero, della philip morris, della nestlé, dell'unione sindacale svizzera, della migros, della coop, Britney Spears, Arnold Schwarzenneger, le lollipop e i lunapop, Bill Gates, Lolita Morena, Jacky Marty, la vedova di Vico Torriani, Andy Egli, debbano partecipare alla prossima edizione, riveduta e corretta , del grande fratello2.

Credo nella lotta di classe come unico strumento della lotta politica. Credo che dio non esista.

Credo che non fosse tutta colpa d'Alfredo, che Luca si buca ancora e come Lilly ha 4 buchi nella pelle, che la prima classe costa più di mille lire, che la gatta che aveva una macchia nera sul muso é morta, che luci a san siro non se ne accenderanno più, che ormai é tardi e che liberi liberi siamo noi ma liberi da che cosa chissà cos'é?, che jenny non é pazza, che un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia, che la storia siamo noi.

Credo nell'amicizia.

Credo che non ci sono stati e non ci saranno mai papa buoni.

Credo che la chiesa cattolica persegua degli obbiettivi economici.

Credo che la destra italiana non debba pubblicare un manifesto culturale. Basterebbe osservare con attenzione i palinsesti televisivi di Rai e Mediaset e le loro produzioni cinematografiche. Credo che l'iva sia una tassa classista.

Credo che la proprietà privata sia una grande fesseria.

Credo che purtroppo difficilmente un'altra guerra mondiale, altre catastrofi naturali e nuove malattie non basterebbero a renderci più saggi e meno stronzi.

Credo che, citando il Subcomandante Marcos, "la nostra scelta non è tra guerra e pace ma tra una vita con o senza dignità."

Credo che un mondo migliore sia possibile. Se é vero che l'universo é infinito..



naik


1Tratto da Solidarietà (Movimento Internazionale per i diritti civili), anno X n. 1, aprile 2002
Che cosa fu deciso a Oslo L'accordo firmato ad Oslo il 13 settembre 1993 si articolava in una parte politica ed una economica. Prevedeva che un'autorità palestinese governasse Cisgiodania e Gaza per cinque anni, in vista di un accordo finale in cui si rispettassero le risoluzioni 242 e 338 dell'ONU che chiedevano "il ritiro delle forze armate israeliane dai territori occupati" nella guerra del 1967, e promettevano confini sicuri e riconosciuti, e una "giusta soluzione al problema dei rifugiati", che oggi si stimano attorno ai 5 milioni. Una seconda fase dell'accordo fu raggiunta nel 1995 con la stipulazione degli accordi per l'elezione di una Autorità Nazionale Palestinese, un ritiro graduale delle forze israeliane e il trasferimento dell'autorità all'ANP nei territori occupati, la "proibizione di qualsiasi cambiamento dello status della Cisgiordania e Gaza fino a quando non saranno prese decisioni nei negoziati definitivi". La Cisgiordania doveva essere suddivisa in tre settori A, B e C, rispettivamente sotto il controllo dell'ANP, un controllo congiunto e il controllo israeliano. Il secondo aspetto dell'accordo, il più importante, era quello economico. Si riconosceva espressamente che una pace non poteva durare se le parti non avessero cooperato nello sviluppo economico di cui beneficiare vicendevolmente. Si prospettò la costituzione di varie istituzioni palestinesi per la supervisione dell'acqua, dell'energia, dei trasporti, delle finanze, ecc. Due allegati degli accordi di Oslo prospettavano le possibilità di cooperazione per lo sviluppo economico regionale elencando concretamente una serie di grandi progetti: porto marittimo a Gaza, il canale dal Mediterraneo al Mar Morto, dissalazione e altri progetti per l'acqua, e vari progetti per l'energia, l'agricoltura e l'industria

2 Durata del gioco portata a 5 anni e abolizione delle eliminazioni.
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