Aldo Montanari, Aldo Nove, Tiziano Scarpa
Nelle galassie oggi come oggi. Covers
Einaudi, Torino, 2001
Cenni sugli autori
Raul Montanari è nato a Bergamo nel 1959. Autore che il vostro modesto scriba non conosce, sembra abbia pubblicato i romanzi La perfezione e Dio ti sta sognando. Scrive anche per il cinema e il teatro.
Aldo Nove è nato nel 1967 a Viggiù, in provincia di Varese. A nostro modesto parere il maggiore fra i narratori cosiddetti "cannibali", ha pubblicato i romanzi Puerto Plata Market (1988), Amore mio infinito (2001), e la raccolta di racconti Superwoobinda (1999). Di lui ha parlato in un'opera critica fondamentale anche uno dei maggiori critici contemporanei.
Tiziano Scarpa è nato a Venezia nel 1963. L'esordio è avvenuto col romanzo Occhi sulla Graticola del 1988. Ultimamente ha pubblicato dei saggi, e una guida della città natia Venezia è un pesce.
In generale
Spesso il mondo della critica letteraria si è chiesto se la canzone d'autore - pensiamo a De Andrè, Guccini, Fossati e qualche altro - possa venir considerata alla stregua di poesia. Noi una risposta ce l'abbiamo: e chissenefrega.
In effetti qui ci occuperemo coi nostri poveri e limitati mezzi a proporre la recensione(?) di un agile libretto che raccoglie una quarantina di poesie proposte da tre scrittori che usualmente si esprimono in prosa. Ognuna di queste poesie nasce da una canzone - dalla sua atmosfera, semplicemente dal titolo, o dalle parole non ci è dato a sapere - e ne propone una rivisitazione. Nel gergo musicale la rielaborazione di una canzone, divenuta un classico, da parte di altri gruppi che ne propongono una versione nuova, è chiamata "cover". Nel gergo di mia nonna quest'operazione è chiamata "pòver". Ma soprassediamo.
Ciò che accomuna gli autori è il dato anagrafico, e di conseguenza la loro simile formazione culturale, nel senso più ampio del termine. Intendiamo porre l'accento sul fatto che essi hanno con le canzoni, così come con la televisione o con il cinema, un rapporto, per così dire, naturale, ovverosia la cultura di massa come fenomeno sociale è assurta alla ribalta negli anni della loro giovinezza. Sono dunque rappresentanti della prima generazione che ha vissuto questi sconvolgimenti sulla propria pelle - tutti e tre gli scrittori hanno compiuto vent'anni nel corso dei "deficenti" anni '80. Quelli nati successivamente alla loro generazione sono tutti stati costretti a dover rielaborare e ri-definire la relazione con questa cultura bassa, massificata, dozzinale, ma imperante.
Montanari, Nove e Scarpa decidono di affrontare a viso aperto queste problematiche, ed in effetti le loro scelte stilistiche, linguistiche e narrative stanno a testimoniare di questo tentativo - non solo e non principalmente nell'opera qui considerata.
Tornando a bomba - come direbbe un noto anchor man catodico - sul testo vero e proprio, l'atteggiamento che essi dimostrano di avere è apparentemente giocoso, ludico a volte, ma a ben guardare esso è rivelatore di un'angoscia, di un vuoto non colmato sul piano personale. Utilizzando la lingua, i temi, l'iconografia, tutti i codici insomma della cultura di massa, essi sembrano voler denunciare la schizofrenia e le contraddizioni della nostra società. Lo fanno a partire dal materiale che trovano a portata di mano, più prossimo a loro stessi. Parlano, a volte ridendo, della decadenza inarrestabile della civiltà occidentale, la quale pur avendo raggiunto un livello di benessere materiale mai sfiorato in precedenza, è pervasa da un vuoto interiore tremendo, da un'assenza di valori che possano contribuire a dare un senso al vivere.
In particolare
- Aldo Nove utilizza in maniera funzionale la cultura di massa e la mercificazione di ogni aspetto della vita, accostandoli in maniera logorroica per mostrare la deriva di senso al quale inevitabilmente essi conducono.
In Heroin di Lou Reed, Nove ci parla dell'aspirazione a poter instaurare un rapporto immediato e non-mediato con la natura e con il cosmo, genuino e primordiale e non mercificato:
(…)
Vorrei essere nato quando il sole
squarciava le foreste, e tra animali
tremendi l'uomo abitava le gole
Oscure di caverne, e le abissali
ferite della carne, - non le suole
bucate, il pongo, le semifinali.
Oppure in Barbie Girl del gruppo pop danese Aqua, si intuisce come Nove veda nel sentimento dell'amore l'unica ancora di salvezza al quale sia possibile aggrapparsi, poetica che egli ha oltretutto sviluppato nel suo più recente romanzo Amore mio infinito.
(…)
Sono un poeta di plastica, la mia
Saliva contiene potassio e sodio
Ptialina enzimi e vari componenti
Che spesso vorrei mescolare ad altri
Soggetti dall'analoga saliva
Di tipo XX magari da Mc Donald's
Ma stringimi le mani forte, amore
Notevole anche la cover del brano techno Industrial fucking strength dove utilizzando una lingua dantesca, Nove narra della brama di un ragazzo adolescente di possedere dei giornali pornografici.
- Tiziano Scarpa, a differenza di Nove, ha un rapporto maggiormente ludico con la
poesia e con il mondo. Scivolando volentieri nell'assurdo o nell'esercizio di stile, egli si fa beffe del mondo, senza mostrar apparente amarezza. Così alcune poesie hanno tutte le rime che finiscono in -iro, o in -ogna, o in -oglio come nel remake di Voilà l'été delle Negresses Vertes.
(…)
tu a letto sei una frana io puzzo d'aglio
è stato un flirt estivo dacci un taglio
lasciamoci così senza cordoglio
primi di dirci entrambi vaffancuglio.
- Raul Montanari fa suo uno stile più vicinno alla prosa che non ad una ricerca di lingua poetica. Ma anch'egli testimonia del disagio dei trentenni del giorno d'oggi, come in The Bed's Too Big Without You dei Police, dove l'io narrante dialoga idealmente con la sua ex mettendo in evidenza tutti i cambiamenti in positivo che egli riscontra nella sua vita seguente alla rottura. Spesso Montanari ricorre a tratti cupi, amari, sarcastici.
biondo
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