Poesie Ritmi e Percezioni di Franco Trequadrini
(Page 3 of 4)
SERENATA
Al contrappunto d'un latrato
s'apre un varco nella notte
una favola antica.
Azzurro appare ci� che non �,
ogni attimo di vita
� passato nel momento che lo vivo.
Il brivido d'un'altra notte
a bivacco in solitudine
morde come una bocca di chiodi,
da mille anni si sono spenti
gli occhi dell'Orsa Maggiore,
ora � solo l'asfalto che canta.
Un sogno � morto,
finito in un acquario di stelle
vicino allo Xanto dei pensieri;
soffocate le chitarre,
aedi di plenilunio,
datemi occhi lucenti per guardare
la galleria del mio silenzio.
MADRIGALE
Sei una tela
di dolce tormento.
Sei un'arena di volutt�
dove si schiacciano
i ricordi convulsi
e s'aprono gli occhi
per rapire un po' d'amore,
un migliore futuro.
Sei un'eco
che mi chiama dovunque,
sei un effluvio infinito
di dolcezza luminosa
che cerco sempre.
Sei principio e fine,
qualcosa senza tempo,
sei il mio fiato,
sei il mio sangue,
notte, giorno, pianto, riso:
sei tutto per costui
che ama le ombre:
sciogli il tuo pugno
e lascia al vento
le tue acerbe illusioni,
cingi d'amore le tue mani!
LA MIA BEFFA E' UN LAMENTO
Non sanno che la mia beffa � un lamento;
non sanno che il mio sorriso
� malato perch� il cuore � troppo gonfio di pianto.
Vorrei placare in un istante solo
il concerto angoscioso di tanti giorni
per non sentire pi� il mio sorriso penoso
che stride come uno scheletro straziato.
Vorrei tergere in un sol giorno
il sudore di tanti mattini
per non riempirmi di sangue alla sua vista.
Io sono stanco di portare
i miei giorni come sciacalli morenti
in triste pellegrinaggio agli argini dei fiumi.
Non sento pi� l'alito dei giorni sereni.
Tu che ti stampi per sempre
in questa mia vita non sfuggire il mio
lamento confuso, e non augurarmi mai
Mille sere d'inverno!
SULLA TOMBA DI ETTORE OPPORTUNO
Il tuo sangue immobile
beve il silenzio delle radici,
il tuo profilo si confonde
coll'ombra della croce,
le membra non sentono la terra
che le distrugge.
Ora le tue parole sono ricordi, maestro.
Il ricordo dei giorni del cuore
in crescenza, ombre, sillabe che riemergono,
giorni che mi piovono nella mente e si sciolgono,
sono un bambino triste, ora!
Sei sparito camminando su molli
tappeti di silenzio ed io so solo cantarti
una canzone di lagrime, che non senti.
Troppo remoto il mio canto
nell'arena del tuo tempo!
Respiri la diafanit� della tua anima,
gli orizzonti dei finiti non t'avvolgono.
Forse sorridi ancora, silenzioso,
con le ciglia bianche abbassate, come una volta.
Mi chiamasti spesso prima d'andare,
ora il tuo silenzio m'ha invocato ed eccomi
che ti rivolgo la preghiera imparata da te:
come vorrei ancora dirla senza paure,
col cuore abbandonato all'antico
tumulto gioioso di desideri!
La notte che verr� porr� ancora
la sua domanda (terribile, in una culla di stelle)
ci sar� il domani? Come? Dove? Perch�?
Ora che ti avrei cercato non ci sei pi�,
e il tuo silenzio di tomba mi dice solo
un monito dolce e grave.
PER DOMANI E PER SEMPRE
Ormai conosci parole
che attendono solo
l'ultima nota della mia
cetra assiderata.
Le mie ore
si compongono secondo
il fantasma del tuo viso
sequendo il ritmo
della lenta agonia.
E come l'ultima goccia di sangue
non ha pi� forza,
cos� ora io spargo nella sera
queste parole gi� fradicie
del silenzio che m'addita
nel buio il ricordo
del mio calore antico.
Per domani e per sempre
io cercher� di stringerti invano,
per domani e per sempre
il tuo volto emerger� dalle ombre.
L'ultimo guizzo di luce
l'hai rapito tu
e l'hai distrutto:
ora non m'indichi nemmeno Dio,
anche Lui � lontano.
Per il ripudio d'un vinto
� giusto il silenzio dei forti.
SERA D'APRILE
Sirio ha occhi di cristalli
stasera,
la valle ha un silenzio di foglie;
sulla strada si spegne il rumore
dell'ultima macchina
e la tenebra si sparge
sulle fronde.
Solo sagome d'alberi
in bagno d'ombra
emergono come tenere
braccia di certezza
da un manto di dolce mistero.
Nel silenzio arcano,
tra l'odore del lauro
e la frescura degli ulivi,
rinasce il tuo volto vergine,
Anna,
ed io sono un bambino
davanti a te; gioco
con i tuoi capelli morbidi
e non so perch�,
e sono felice perch� non lo so!
Ti amo, amata delle sere,
ti venero, madonna dei mattini,
ti sento in me, fiato delle mie parole!
M'appari sempre
su prati d'acqua e coralli fiorenti,
il tuo sguardo cancella il passato
perch� tu hai lumi
che sanno di speranza.
SERA DI CANTI FUNEBRI
Sera di canti funebri
di marmo bruno lucida si fa
sullo schermo delle ombre.
Sera stampata nei cuori,
bocca assetata di poesia,
agonia d'un esule
lontano dalla bandiera.
frantumi di luna
sulle acque del fiume:
dietro gli occhi d'un folle
prendono corpo.
Sono vivo in questa sera fredda,
sono carne e spirito
in questa sera vera
d'erbe morte e d'ombre giganti,
sono preda di questo silenzio
che mi frantuma a poco a poco.
Amore, giovinezza, coraggio,
fantasia, allegria:
perle acerbe staccate
dalla corona instabile
sulla mia incredibile testa!
Le ultime luci di quest'uomo
sono tue, o sera:
fanne un canto.
BLUES
Non c'� fiume d'ovatta
che soffochi il diapason della noia.
Le strade hanno solo
luci vivide, alberi spogli
e strade assonnate;
la mia casa ha solo
il silenzio teso dove
palpita il mistero di tutto
e il delirio assurdo
di tanto in tanto
squarciato dalla visione di lei
che mi eccita e mi strazia.
E' certo ormai che non ci sono
pi� muri per contornare il mio domani:
non so pi� dove chieder miracoli!
ED ELLA M'APPAR SERENA
Ancora sulla terra
umida e trascolorita
si contempla la voglia del cielo.
O cielo, muta stanza
graffiata da statue
senza pietas che rincorrono
-- truce il volto
col disegno del domani gi� compiuto --
que! che ancor mi resta
delle mie illusioni derise.
Hai preso tu, in trofeo,
la mia chitarra saccheggiata
dalle mie incredibili mani,
hai preso tu l'ultimo grido
che mi squarci� il petto,
ed ora io ti guardo
senza parole.
ed ella m'appare in te,
serena.
30 DICEMBRE
Ancora un anno fugge
sanza inni lasciando
nelle mie mani
la pi� nera solitudine.
Ancora un'alba gemente
e poi m'illuder� di nuovo.
Cercher� come un folle
nuovi orizzonti
in una coppa di champagne
e in un lento slow
poi torner� a spolverare
il grosso fardello
di giorni disperati,
rievocher� mille sere avvelenate,
non sentir� mai
un concerto d'erbe.
Torna ancora il 31 Dicembre
come la notte di S. Lorenzo
a carpire desideri.
Torna ancora S. Silvestro
a rinnovar le illusioni.
� 2001 Italian Opera Company, Los Angeles, CA, U.S.A.
All rights reserved.
Webmistress