Poesie Ritmi e Percezioni di Franco Trequadrini
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NOTTE DI PLENILUNIO

Io torno in luce di sepoleri
obliqui senza sonno.

Un vortice in mare d'ombra
ha perso la via dei segreti,
la brezza ventenne
non risale pi� la corrente.

Fresche mi sono
in parole d'acqua
conchiglie fertili in tappeti di steli.
ed in angolo di plenilunio
� bello vivere ogni tanto.





DAL SEGRETO DELLE SELVE

Torna in cima ai dorsi funerari
a frantumare gli ultimi atolli
d'illusione, o sera!

Perdesti bocche sonanti e seminasti
il germe di sorrisi nell'ignoto
e sterile viatico d'infiniti domani,
e io ti bevvi ad occhi chiusi.

Ora sono senza ricordi e senza sogni,
vorrei una brina di nichel per i miei polmoni;
quanto male mi fa il bene che mi figurai
vicino! E' un tornare su piste battute
da sempre la vita! Dov'� il suono
che promettevi da sempre e che non hai dato
mai, Euterpe? Sono stanco di ballate,
stanco di serenate di guazza e di nuvole,
stanco delle stesse parole. Come puoi tu
aulire in me, moribondo da sempre,
o vita? Eppure cerco di amarti.

Questa sera mi dai il mare che divora
onde e luna, erbe e pensieri,
ma io sono sepolto. Sorgi nella tua verginalit�
dalle viscere delle rocce, esci
dal segreto delle selve e spargi fossili
rischiarandomi con le mille luci
che dici di avere, o malvagia!

Perch� aspetti che finiscano una ad una
tutte le speranze per farti sentire
cos� remota e maledetta? Non pi� mia ormai.

No. Inganno me e gli altri di vivere.

Io non sono, non sono mai stato
quello che si dice un uomo.





IN RISCHIARAR DI ACQUE IL RICORDO

Gi� in oceani d'aria
si perde la nuvola bianca di luce
e s'umiliano gli ulivi
sotto il cielo.

In rischiarar di acque
il ricordo fa presente una croce
di luce che rideva
al cielo desto, di notte.

Ora � un condor in agonia
il mezzogiorno, contorni
di sterpi sull'asfalto
e terra sui tetti,
vento ed alberi esausti:
in un gioco d'eterne forze
indomabili il cuore si strugge.





IL SOLILOQUIO DELLA NOTTE

Mi dimeno come su un tavolo
di sanguisughe tra gli assilli della notte.
E' figlio del mio audace pensare
la mia ossessione: io cammino
sepolto d'incoscienza nelle viscere
delle tenebre e m'inoltro nelle cascate
di sangue che sanno tante cose care.
Di notte il mondo lacera ogni membrana
e mi stringe con la sua carne bollente
e turgida di sangue. In meandri di nebbia
si perdono le ere a lungo carezzate
con lavacri di acque tenere
tolte dal pi� celeste dei bacini;
non canto e mi odio, amo e maledico,
penso, sogno, ricordo, rimpiango e non spero.
La strada bianca di polvere reca
stampata la sinistra realt� e si snoda
lenta e pigra per il mondo che non ancora
smaltisce il peso della noia.
Sono un nomade che non ha pi� strade,
sono un pastore che non ha pi� aria.
Ti chiamo. Mi rispondi. Mi senti
nelle arene solitarie della notte.
Ti amo. Mi ami. Ti credo.
Eppure sono assiderato e getto le reti
nel fiume polare senza conchiglie
e rotolo insieme preghiere e bestemmie.
Voi, rompete gli argini delle nubi,
piogge d'uranio, e spogliate i filoni
incandescenti di questa notte senza promesse.
Portatemi al porto in un momento solo.
Io canto, rido, piango, grido, ma non accarezzo
nulla. Non lacero le mie pupille,
non soggiogo l'odio che mi vola intorno,
la parvenza di questi giorni senza chiarezze.
Trasportatemi nel regno dell'ossido,
saziatemi di terra e di fiori,
forse allora capirete perch� ho vissuto.





PENSIERI SULLE TOMBE DEI MORTI

Giacciono spiriti dissepolti
nel sonno dei simulacri.

Non c'� cosa che la terra
non divori e la pietra non sciolga.

C'� silenzio di et� putrefatte
in questo buio corposo:
c'� presagio di caduta
di tanti furori: immobili
e perduti ad ogni fiato di luce
divoreremo la nostra morte,
e non ci saranno tessuti d'erbe
nella nostra glaciale latomia.

Fascino e terrore propagano le croci,
bestemmie tremende il canto del gufo,
senso di cranii schiacciati
mi danno i passi sulla ghiaia.

Quasi morte e quasi vita ancora respiro,
domani m'attenderanno mille parole inutili,
mi diranno ancora ch'� inutile ch'io viva:
prendimi stasera vivo
o terra cruda, sorella!





VERSO LA FINE

Anche oggi
le ore hanno seminato
pena e noia.

Oggi t'ho sognata
vestita da sposa,
ma io ero in un fiume
d'asfalto, ammantato
di foglie lacerate.

Non avevo pi� parole,
non ho pi� istanti
da colorare di verde.

Il cavo della mia mano
s'� svuotato dell'ultimo segreto,
ora � tutto mio
questo scenario frantumato
ricco di ombre.

In un bicchiere aspro di vino
ho trovato l'eco di un blues
dilaniato, ora la notte
non ha pi� grida,
n� febbre, n� delirio:
nient'altro che odore
d'ozio vegetale,
sapore di morte,
di drogata insonnia.

O Dio,
propaga la tua musica
senza lamenti,
ricoprimi d'olio ora che
la mia vita ha solo fragili mura.





LA MIA TESTA SFUGGE LUCI

La mia solitudine
appoggia la testa tumefatta
sulla pietra scheggiata
di sogni offesi.

La mia testa sfugge luci
nel sogno falso di fossile silenzio,
la mano s'irrigidisce nella notte
al prender coscienza
della sua fuga. Parole,
sussurri, sospiri, fremiti,
si traducono in uno sciame
di ricordi ossessivi;
nessuno pesa la campana
di ferro al mio collo.

Il lugubre pellegrinaggio di giorni
apre il clatro agli anni miei.





TIEPIDO RIPOSAR DI RIMEMBRANZE

Tiepido riposar di rimembranze
si traduce in cerchi di luce
veloce e fuggitiva.

Eco di pioggie calde d'aprile
in seno ad un parco adolescente mi culla,
ed io sono ombra in cerca d'infanzia.

Odor di caste pinete
il tramonto roseo mastica,
il tuo sangue � linfa
nello sciogliersi delle stagioni.

Ti vedo ad occhi chiusi
e vivo in te:
apro gli occhi
e maledico la sera
che grida la tua assenza.





LA CULLA DEL SILENZIO

Il lavacro della notte
s'allontana
ora che nel pat�ma
la rosa non arride allo spineto
ed il fumo non bacia la luna.

Il fiume
che annidava tanti sogni
ora � un mare senza pesci
insanguinato dal silenzio.

Gridi qualcuno nella notte,
squarci un sorriso
questi fiocchi di nubi
se � vero che vi sono petti
piedi di fuoco,
canti qualcuno un inno
che mi trasporti l'anima
come un fiume leggero
e cancelli d'un soffio
il neo che s'annera
sul mio tronco.

Senza voci e senza luci
il silenzio culla
le membra e le morde.









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