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Il trattato delle carezzeGeografia SensualeIl terzo cerchioLe carezze della schiena e dei gluteiGérard Leleu |
Dalla nuca al tallone, passando dalla schiena, dai glutei, dall'incavo del ginocchio, tutta la superficie posteriore dell'essere umano pullula di zone accattivanti.
Questa straordinaria sensibilità risale certamente al tempo degli ominidi, in cui l'accoppiamento avveniva ancora da dietro, posizione normale per gli antenati primati quadrupedi. Occorreva allora rendere accessibili alle mani e alla bocca le zone del piacere, che servivano per sedurre la femmina, a risvegliare in lei piaceri, che scioglievano le sue resistenze, inducendola persino a pretendere l'atto sessuale. Nel corso dell'atto, le carezze avevano lo scopo di mantenere viva la disponibilità della femmina, che, in questo modo, decuplicava il suo piacere e la profondità della penetrazione.
Quando gli esseri umani cambiarono la posizione del coito, la schiena divenne il campo privilegiato delle mani. Infatti durante l'abbraccio, le mani degli amanti percorrono le rispettive schiene, imprimendovi carezze, pizzicotti, graffi e pressioni.
All'inizio le mani vagano leggere, poi piano piano aumentano
la pressione, fino a penetrare con i polpastrelli e con le unghie nella carne, nel momento del massimo
trasporto.
Le carezze della schiena e dei glutei