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Il trattato delle carezzeGeografia SensualeIl terzo cerchioLe carezze dell'addomeGérard Leleu |
L'addome della donna, quella immensa pagina bianca sulla quale incidere i geroglifici della tenerezza, commuove visceralmente l'uomo.
L'addome è innanzi tutto il luogo di elezione della mano: appoggiata su di esso gli trasmette tutta la sua serenità . Attenta, come un medico all'auscultazione, ne percepisce i fremiti e può lasciarsi andare. Sempre ben aperta, accarezza con leggerezza tutta la sua superficie. Poi, staccandosi un po', scivola, sfiorando. Allora, alzando una o più dita, si prodiga in mille carezze.
I giochi del polpastrello comprendono 'tratti di penna' lungo i contorni, cerchi concentrici intorno all'ombelico e arabeschi, i pizzicotti e così via.
I bordi sono altrettanto ricettivi come anche la linea della vita, le anche e, maggior ragione, il pube. La vita, diabolica perculiarità della donna, che la rende fragile e graziosa, attira la mano maschile. Si presta agli sfioramenti e ai pizzicotti, che provocano nell'amata l'orripilazione.
Lungo il fianco, la pelle imbottita dalle ossa sottostanti e da potenti muscoli, si tende. La sensibilità è qui più viva che sull'addome e sulla vita. Gli sfioramenti provocano vibrazioni in tutto il corpo. Si tratta di un'ampia superficie convessa sulla quale le dita possono dimostrare tutto il loro virtuosismo. Possono entrare in gioco anche le unghie, che rigano, graffiano, punzecchiano. La mano allora estende la sua azione fino alla coscia.
Ricordiamo sempre che do ve può passare la mano, può passare anche la bocca...
L'addome dell'uomo si accarezza nel centro come il torace. L'atteggiamento femminile sarà lo stesso. Le unghie vermiglie, la bocca sanguigna, i denti d'avorio esploreranno con voluttà la pelle del maschio.