Serenità
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Il trattato delle carezze

La carezza un'arte

Il piacere della carezza

Lo stato di ricettività

Gérard Leleu

«Credimi non bisogna affrettare i tempi della voluttà, ma la contrario arrivarci impercettibilmente, con interruzioni che la differiscano il più possibile», dice Ovidio, il grande poeta latino, nell'Ars Amatoria.

Si corre sempre... Occorre fermare la folle corsa in avanti. Adagiarsi. Ascoltare, ascoltare se stessi. Spalancare i propri sensi. Usare tutte le antenne. Dimenticare le preoccupazioni. Lasciare fuori dall'uscio il padrone, il capo servizio, le fatture. La vita è una faccenda molto più seria. Più densa. Più autentica. Più calda. Bisogna esistere qui e ora. Occorre abbandonare il passato al passato, il futuro al futuro e vivere il momento. Nulla è più importante dei palpiti del corpo, la vera essenza di ciascuno.

Occorre assaporare la mano che sfiora la pelle, la pelle che freme sotto le dita.

Colui che accarezza deve godere delle proprie sensazioni tattili e distinguere la qualità della pelle che passa sotto le dita: dolcezza, calore, fremiti, magnetismo. Deve ascoltare il partner col tatto, con le orecchie, con gli occhi. Occorre sviluppare una particolare abilità nel cogliere le reazioni non verbali.

Le sensazioni tattili sono pressoché impercettibili. E' una specie di magnetismo che attira e trattiene i polpastrelli, una specie di ebbrezza della pelle, un dialogo fra pelli che si parlano. Non si tratta di poesia.

La digitopuntura e l'agopuntura sfruttano questa tattilità per trovare i punti per le terapie.

L'orripilazione, decantata dagli indù, i fremiti, i brividi sono tutti insieme un meraviglioso linguaggio d'amore.

Le modificazioni della respirazione, i sospiri, i fremiti, l'ansimare, il fiato sospeso, indicano tutti i livelli del piacere. Il Kama Sutra afferma: «Il marito continuerà la sua azione finché non vedrà che il pelo del corpo si solleva e sentirà il sikatra. E' un suono 's't! s't s't!' prodotto dall'aria inspirata attraverso i denti stretti. Sono la prova di un intenso godimento». Gli orientali avevano fatto un elenco di tutti i rumori emessi al raggiungimento del piacere e avevano loro attribuito nomi bucolici: suoni inarticolati, onomatopee, gemiti, parole brevi. Anche i movimenti delle mani, lo sfioramento, la pressione, i pizzicotti, l'affondamento delle unghie, sono altrettanti segni di piacere. Chi riceve carezze deve concentrarsi sulle sensazioni che derivano in tutto il corpo. Non deve in alcun modo esitare a dichiarare i propri desideri, a indicare le zone erogene preferite, a guidare il partner nella ricerca. Se le mani o la bocca non si trovano nella posizione giusta, se il ritmo e il movimento non sono soddisfacenti, occorre intervenire, guidare, chiedere di continuare o di ricominciare. Occorre parlare con tenerezza, incoraggiare e persino elogiare: «Va bene, ma forse sarebbe ancora meglio così...».

La vita sessuale migliora quando si impara a parlare.

Si tratta di vivere ogni istante come se fosse unico, di concentrarsi sul vissuto soggettivo. Ogni sensazione risulta di per sé buona, in assenza di progettualità. E' una delle tecniche usate contro i disturbi della sessualità: carezze gratuite, che in un primo tempo distendono il soggetto ansioso. Non ci si deve porre quesiti angoscianti che ne anticipano il fallimento: «Sarà bravo a fare l'amore, sono in grado di resistere a lungo, di raggiungere l'orgasmo?»

Georg Walter Groddeck, provocatore geniale, scrive: «Penso che la cosa più difficile nella vita sia lasciarsi andare, seguire la voce dell'istinto sia verso il prossimo sia verso se stessi. Il gioco vale la candela. A poco a poco si ridiventa bambini. Quelli fra voi che non riusciranno a tornare bambini non potranno entrare nel regno. Sarebbe bene rinunciare 'a fare i grandi' già a partire dai 25 anni. Fino ad allora è necessario per crescere, ma poi, non è più utile, per quei rari casi di erezione. Non bisogna lottare contro il rammollimento, nascondersi a sé e agli altri; occorre invece, auspicare questo stato di rilassamento e di flaccidità».

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