Serenità
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Il trattato delle carezze

La carezza un'arte

Gli strumenti della carezza

Il collegamento

Gérard Leleu

Le carezze impresse in una stessa regione del corpo devono risultare collegate: non bisogna passare da una zona erogena all'altra alzando la mano. Interrompendo il contatto, il partner vive, per una frazione di secondo, un senso di abbandono, di incertezza. Non bisogna prendere delle scorciatoie: se, quando si accarezza un polso, si è presi improvvisamente dal desiderio di accarezzare una coscia, non bisogna staccare bruscamente la mano dal braccio, non bisogna passare dal braccio alla coscia (anche nel caso della mano appoggiata alla coscia); la mano dovrà ripercorrere in su e in giù il braccio, seguire la spalla, bighellonare sul torace, giocherellare con il capezzolo, massaggiare l'addome, scivolare sulla piega dell'inguine e raggiungere infine la coscia. L'itinerario qui indicato non è assolutamente tassativo. Occorre anzi agire, di volta in volta, secondo l'ispirazione del momento, anche in modi diversi. Quando si smetterà di accarezzare, non si dovrà farlo bruscamente: occorrerà lasciare la mano appoggiata sulla pelle. Se occorre smettere, eseguite qualche movimento di 'punteggiatura' o meglio ancora di 'piuma'.

Le carezze devono concatenarsi. Non bisogna passare da un segmento del corpo all'altro, staccando la mano, perché si rischia di rompere l'incantesimo; il partner avrà l'impressione di essere fatto di 1000 pezzi. Occorre invece riunire le varie parti del corpo, unificarlo. Se si vuole passare dal braccio al seno, ripercorretelo con movimenti di 'piuma', poi risalite per tutto il braccio con 'un ferro di cavallo', seguite la convessità della spalla, scivolate lungo lo sterno e arrivate al seno.

La mano deve essere ispirata, sottile come quella di un prestigiatore: bisogna passare da un tipo di carezza all'altro con movimenti lenti, con cambiamenti di ritmo dolcissimi, altrimenti si rischia di interrompere la comunicazione.

La pelle percepisce ciò che la mano le comunica. Se questa dice: «Ti accarezzo per farti provare piacere, perché ti amo» la pelle esulta. Se dice: «Ti accarezzo per farti godere» la pelle può apprezzare oppure no.

La conoscenza, senza tenerezza, distrugge la carezza. Se la mano dice: «Ti accarezzo pensando ad altro» la pelle prova malessere. La conoscenza senza coscienza rovina le carezze.
La funzione sensitiva

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