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Il trattato delle carezzeDalla madre all'amanteIl paradiso perdutoLa pelle, fonte di piacereGérard Leleu |
Il bambino viene allora portato al seno materno, nel quale egli ritrova, con tutti i suoi sensi, il paradiso perduto. Si rannicchia fra le braccia della madre, sul suo corpo ritrova il calore e la dolcezza di un tempo. Riscopre anche l'ondeggiamento, il canto, la voce e i battiti del cuore. Immediatamente cerca il capezzolo per la poppata. Prova una sensazione di infinita voluttà: nella sua bocca corre, vellutato e caldo, il latte. Immediatamente cessa ogni angoscia e presto anche la fame. Questo calo della tensione procura un benessere ineffabile; attraverso la pelle e le labbra ha da poco riscoperto il piacere. In questa fase, detta 'orale', la bocca è la zone erogena privilegiata. Il piacere è legato all'eccitazione della mucosa della cavità orale e su di essa esclusivamente incentrato.
A ogni poppata, più volte al giorno, per molti mesi, il bimbo rannicchiato fra le braccia della madre, appeso al suo seno, ritrova tutti i piaceri. Un tuffo di dolcezza e di rassicurazione. Sensazioni che gli procureranno un definitivo desiderio di sentire contro la sua pelle la pelle di un altro.
La poppata è una delle gioie offerte da una madre al figlio, attraverso la pelle. Ve ne sono altre. Il dondolio, che riporta al bambino alla sensazione provata all'interno dell'utero; il bagno piacere supremo, che fa rivivere il godimento acquatico; la toeletta, che porta con sé tanti baci e tante carezze; l'asciugatura, il cospargimento di talco, la vestizione, tutte occasioni buone per ripetere una manipolazione tanto dolce. E poi i giochi e il solletico.
Al bambino, la cui ricettività e disponibilità per ogni sensazione è immensa, nulla sfugge. Percepisce ogni stimolo attraverso la pelle (esterocettiva), cattura le sensazioni tattili, termiche e le pressioni. Attraverso la sensibilità profonda (propriocettiva) coglie le contrazioni dei suoi muscoli, gli spostamenti delle articolazioni, le pressioni esercitate su di essi. Attraverso la sensibilità viscerale (introcettiva) riconosce le pressioni esercitate sui suoi organi e la loro distensione.
E' in grado di analizzare i messaggi dei suoi recettori, di valutare il grado di piacere delle sensazioni, il senso delle manipolazioni. In poco tempo riconosce i sentimenti di quanti lo circondano e le persone che gli vogliono bene.
Non si spenderanno mai troppe parole per descrivere il piacere che deriva dal contatto dei corpi e che si rincorrerà per tutta la vita.
Il calore sprigionato dal corpo della madre resta, insieme con quella orale, l'esperienza erotica più gradevole. Con il freddo, il neonato scopre la fame, ossia una delle sensazioni peggiori, anche perché il suo corpo non è sufficientemente difeso.
Anche i cuccioli sono freddolosi. Cercano sempre riparo nel grembo materno e quando non c'è, si ammassano gli uni su gli altri. L'allevatore coscienzioso deve provvedere a una fonte di calore esterna.
Il bambino va in visibilio quando ritrova il calore delle braccia materne. Deve il suo benessere alla pelle di lei. Il calore resterà per tutta la vita un punto di riferimento gradevole. L'adulto cercherà un partner 'caldo' sia nel cuore, sia nel corpo. In particolare, la donna richiede all'amante di riscaldarla.
E' sorprendente osservare quanto il calore esterno, la piacevole eccitazione di termosensibilità cutanea, sia in sintonia con la vasodilatazione, fonte del calore interno, indotta dal piacere. Il calore è più che mai il simbolo dell'amore. Non paghi di 'ardere d'amore', gli amanti voglio costituire un 'focolare'.
Per concludere, possiamo affermare che una madre erotizza tutte le attività del proprio bambino, ne espande la sensibilità, ne acutizza i sensi. Il consolidamento delle zone erotiche di ciascun individuo avviene a quell'epoca della vita.