Little rascals our gangs(U.S.A.1935) 

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Bassorilievo assiro (Londra-British Museum)

 

Bull&terrier 1812c.a .

Blue Paul Terrier

OldEnglish White Terrier

Jack Shephered ed i bulldogs "Duchess","Crib" e "Ball"

"Crib" e "Rosa"

 

Scene di Bull Baiting

 

 

Armitage's Brandy

                       

Ch.The Ruffian

 

Le originie  l'evoluzione della  razza:

 

 

Le origini dell’American Staffordshire Terrier si perdono nella notte dei tempi e vanno ricercate nella storia di quel ceppo di cani, denominati “Molossoidi”provenienti dai freddi altopiani Himalayani. La prima testimonianza storica pervenutaci della presenza di tale varietà canina è quella del bassorilievo assiro, datato al 6000 a.C.,conservato presso il British Museum, raffigurante un guerriero che tiene al guinzaglio un grosso “Mastino”. Si può notare di quanto le caratteristiche anatomiche di questo antico animale mesopotamico siano alquanto simili a quelle del moderno “old english mastiff” che probabilmente deriva proprio da incroci effettuati dai britannici tra i cani locali con quelli introdotti dai mercanti fenici provenienti appunto dall’Assiria. Il successo di questi cani fu tale che nei secoli si fisso' una tipologia di cane che univa doti di non comune utilità,tanto che perfino Giulio Cesare e i suoi legionari, all’epoca dell’invasione della Britannia, rimasero sconcertati nel constatare la potenza e la ferocia dei molossi locali tanto da decidere di Esportarli negli anfiteatri dell’Impero per farli combattere contro le fiere. A Roma erano abituati ai “Molossi dell’Epiro”,cani morfologicamente molto simili ai moderni “Pastori di Ciarplanina”(detti dell’ Illiria), evidentemente meno impressionanti dei “pugnaces Britanniae". Nel corso dei secoli il combattimento tra animali si diffuse in tutta Europa, sembra infatti che già nel 1133 ai tempi di Enrico II e nel 1199 ai tempi di Giovanni Senza Terra avvenissero tali incontri. La prima fonte storica risale al 1209 quando William of Warenne,  lord di Stamford, dopo aver assistito in un prato sottostante le torri del suo castello ad una lotta tra i cani di un macellaio ed un toro infuriato, regalò alla congregazione dei macellai il terreno dove era avvenuto l’incontro con la condizione che tale spettacolo dovesse essere ripetuto ogni anno. Il combattimento tra cani e tori (bull baiting) divennero di gran moda ed ebbero una notevole diffusione e successo in Inghilterra e nel continente per almeno tre secoli. Tra il 1200 e il 1800 facevano parte dell’abituale divertimento di ogni classe sociale. I cani utilizzati erano da prima di grande mole potenti e feroci. Ma  col passare dei secoli, le modalità  degli scontri cambiarono, e quando non fu più richiesto di abbattere in uno scontro cruento e furioso il bovino,  ma solo di effettuare una salda e solida presa alla testa e rimanervi attaccati per il maggior tempo, fu necessario ricorrere a dei cani che avessero dimensioni più contenute che in Inghilterra a partire dal 1631 venivano indicati col termine di “Bull Dog”. La popolarità dei combattimenti andò declinando tra la fine del 1700 e gli inizi del ‘800 finchè una legge inglese del 1835 decretò l’illegalità di tale pratica su tutto li territorio Nazionale. La proibizione non stroncò immediatamente l’organizzazione degli incontri, ma ne determinò l’entrata nella clandestinità. Infatti agli spettacolari bull-baiting (toro-cane) e bear-baiting (orso-cane) si sostitui’ il dog-fighting, l’incontro tra cani, che era molto più semplice da organizzare. Erano ancora ammessi, invece, i combattimenti contro i topi :il “rat killing”, dove ai cani veniva richiesto di abbattere il maggior numero di roditori nel minor tempo possibile. Si dice che verso la metà dell’700 poiché prendevano sempre più piede i combattimenti tra cani e tassi; scimmie; topi ed altri cani, e gli allevatori furono costretti a ricorrere all’immissione di sangue terrier (old english white, old black & tan terrier) al fine di aumentare la performance dell’antico bull dog ottenendo esemplari che furono denominati “half & half”, letteralmente mezzo e mezzo. Alcuni irriducibili allevatori, convinti del fatto che tali incroci avrebbero soltanto indebolito l’antico bull dog, sembra che si rifiutarono sia di praticarli né tantomeno di utilizzarli nella loro selezione; e continuarono a far scontrare i loro animali “puri”(che dopotutto era stati selezionati per combattere  per centinaia di anni e per lottare contro gli altri cani da almeno un secolo prima l’ipotetico incrocio ) contro gli half & half sempre con buoni risultati. Grande allevatore di bull & terrier (half &half) fu un certo James Hinks creatore verso il 1850 del bull-terrier moderno, che con la sua candida Pussy ,capostipite della razza, si dice  abbia battuto in combattimento uno dei più quotati cani dell’epoca con estema facilità  che per la quasi mancanza di cicatrici riportate potè partecipare ad una esposizione il giorno seguente. Ovviamente il cane battuto da Pussy doveva per forze di cose essere anche lui un bull & terrier in quanto non avrebbe potuto mai affrontare e vincere un Fighting Bull-Dog, proveniente ad esempio dalla “Black Country” dello Staffordshire; morfologicamente molto più performante. La cinofilia ufficiale sostiene l’ipotesi che i bull & terrier  abbiano dato origine sia al bull-terrier di Hinks che ai restanti terrier di tipo bull mentre una teoria più moderna avanzata da autorevoli studiosi di cani da presa, sostiene invece che l’antico bull dog sia l’antenato degli attuali staffordshire e del “modern american pit bull terrier”e che la selezione degli half & half si sia fissata ed esaurita esclusivamente nel moderno bull terrier inglese. Per quanto riguarda invece ,l’appellativo“terrier”storicamente affibbiato a tali razze si è pensato essere stato un tentativo per mascherare i feroci bull dog ,nome che come visto associava i proprietari al mondo dell’illegalità, facendo credere che si trattava di innocui terrier utilizzati per la caccia. Gli Inglesi avevano già esportato da tempo nelle loro colonie d’oltre oceano la passione per i combattimenti. Una volta stanziatisi nel Nuovo Continente alcuni appassionati di combattimenti, fra i più famosi: Charly Lloyd che nel 1865 importò dall’Inghilterra il maschio “Pilot” e le femmine “Paddy” e “Pat”, cominciarono a fare arrivare dalla Madre Patria gli esemplari di “staffordshire bull terrier” e di ”blue paul”; varietà di origine scozzese ,dichiarata estinta all’inizio del XX sec. che presentava caratteristiche nuove rispetto ai tradizionali cani inglesi. I cani da combattimento in america venivano chiamati in vari modi: Bull Dog, Pit Bull Dog, Half & Half, American Pit Bull Terreir, Yenkee Terrier, etc. Nel 1898  C.Z.Bennet fondò l’United Kennel Club (U.K.C.) al quale era possibile iscrivere i pit bull; lo scopo era quello di censirli e controllare un’eccessiva tendenza agli incroci che molti ancora praticavano. Bennet registrò al n°1 un suo cane: Bennet’s Ring con il nome di “American Pit Bull Terrier”; da quel momento in poi non fu più ammesso incrociare tali soggetti con altre razze, e nel giro di pochi anni gli altri nomi con cui questi animali venivano chiamati caddero in disuso. Nel 1909 l’American Dogs Breeder Assosation (A.D.B.A.) aveva anche lei omologato la razza con il nome di “American Pit Bull Terrier”, prevedendo per i propri iscritti prove di forza coraggio e resistenza .Nel 1921 il sig.Dunable fondò a Clay Center “l’American Bull Terrier Club” che stese la prima bozza di standard . Fu proposto anche all’American Kennel Club (A.K.C.), unico organism ocinofilo affiliato all’F.C.I. negli U.S.A. ,di registrare la razza con il nome di “American Bull Terrier” ma la richiesta fu respinta per opposizione del Bull Terrier Club d’America. Will Judy, editore della storica rivista ”Dog World”, e grande appassionato della razza, si impegnò al fine che venisse omologata col nome di “Yenkee Terrier”, ma tale nome non incontrò il favore degli abitanti degli Stati del sud poiché da sempre yenkee disignava la popolazione del nord degli U.S.A. Nel 1936 un gruppo di appassionati guidati da T. Brandon, organizzati nello “Staffordshire Terrier Cub of America chiese il riconoscimento della razza con il nome di “Staffordshire Terrier”. Il 10 Giugno il riconoscimento fu concesso. E’ da sottolineare che agli inizi del 1900 esisteva un’unica razza che a partire dagli anni ’30 cominciò a differenziarsi nell’attuale American Staffordshire Terrier e nel Modern American Pit Bull Terrier; la prima tendeva a selezionare cani rispondenti ad un preciso standard, con grande temperamento ed altrettanto equilibrio; la seconda, invece, ha proseguito la propria evoluzione lungo le linee di selezione che hanno continuato a badare più alle doti funzionali che a quelle estetiche. Resta inteso che oggi il pit bull moderno non è più lo stesso cane di inizio secolo e rivela doti di grande equilibrio; nell’american staffordshire, però, vennero selezionate prima  e con maggiore attenzione. Una grande figura a cui la nostra razza deve molto e che merita di essere ricordato è il leggendario Clifford Ormsby ,che insieme a sua moglie Alberta cominciarono ad allevare alla fine degli anni ’20 con l’affisso X-Pert, una delle stirpi più prestigiose ed antiche della razza, e che con un loro campione Sligo Mc Carty hanno allevato qualcosa come 32 Champions tra conformation e lavoro. Altro grande allevatore fu S.Harriman il quale nel 1938 converti’ i suoi cani dai registri dell’U.K.C. a quelli dell’A.K.C., tra questi ricordiamo Klump’s Black Dina meglio noto come The Ruffian. La stirpe ruffian è altrettanto prestigiosa quanto la precedente. Tra le altre linee di sangue che meritano di essere ricordate in quanto hanno tracciato l’evoluzione storica della razza ricordiamo: la “Crusader”, dal nome del grande campione Knight Crusader e la Tacoma  di Charles Doyle che nell’anno di riconoscimento della razza, la prima volta che fu esibita ufficialmente, vinse il Northbrook Kennel Club Show ,con un suo soggetto di nome Doyle’s Shinner.

 

                                                                                                           

                      

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