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  Paestum: vicende storiche
Paestum sorge quasi al centro dell'ampia Piana del Sele, che si estende dalle ultime propaggini della catena dei Monti Alburni (quali il Monte di Capaccio Vecchio) al mare, di natura prevalentemente alluvionale. La citt� sorge su di un banco di travertino relativamente pi� alto rispetto alla pianura circostante, il che la rende pi� salubre rispetto alle zone limitrofe. Punti estremi del territorio pestano si possono considerare a nord il corso del fiume Sele, presso il quale sorge il celebre santuario di Hera Argiva, e a sud il promontorio di Agropoli, anch'esso sede di un luogo di culto, mentre una serie di luoghi sacri situati nell'entroterra ci danno l'idea di quanto dovesse essere estesa la zona d'influenza della citt� nel periodo greco e lucano. 
Pianura, vicinanza al mare, abbondanza d'acqua: tre elementi fondamentali per i Greci, che infatti scelsero tale localit� per fondarvi una colonia. Verso il 600 a.C., genti provenienti dalla polis di Sibari, una tra le pi� importanti della Magna Grecia, si stanziarono sulla piattaforma rocciosa che allora era lambita ad ovest dalle acque di una laguna, chiusa verso il mare da un cordone di sabbia litoraneo. Un porto naturale, quindi, frequentato gi� in epoca pre e protostorica. Molto discusse sono le circostanze storiche riguardanti la nascita della citt� che i fondatori chiamarono Poseidonia; di certo vi � solo che furono di Sibari i fondatori.
Principale, e praticamente unica, fonte di informazioni � Strabone, geografo di et� augustea, che afferma - come acutamente evidenzia l'archeologo Emanuele Greco - che i Sibariti costruirono un teichos, un fortino o una stazione commerciale fortificata, e che i coloni si insediarono "pi� a nord": si � perci� pensato che il teichos si trovasse ad Agropoli, ad appena 6 chilometri da Paestum, e che poteva svolgere o la funzione di fortino per proteggere la citt� dalle probabili incursioni di pirati etruschi, o costituire il punto di partenza per esplorazioni del territorio, per arrivare poi alla fondazione della polis. Indicativo a tal punto � il fatto che essa si chiamasse "Poseidonia", prendendo il nome dal dio Poseidon (il Nettuno dei Romani): ora, un culto di tale divinit� � esplicitamente attestato dal poeta greco Licofrone, probabilmente proprio ad Agropoli, dove dei sondaggi hanno portato alla luce resti di un'area sacra risalente al VI secolo a.C. Ma la citt� � posta sotto la protezione di un'altra divinit�, Era (Giunone per il mondo latino), per la quale i coloni, contemporaneamente alla fondazione, costruirono un santuario, l'Heraion, a 50 stadi dalla polis (circa 9 km), sulla riva sinistra del Sele, linea di confine tra i greci e le genti etruschizzate della riva destra. Riassumendo, la citt� nasce in nome di Poseidon, dio del mare, ma si pone sotto l'egida di Era, la dea della fertilit�, il cui culto fu praticato qui come in tutte le altri grandi citt� achee della Magna Grecia, quali Sibari, Crotone e Metaponto, radicandosi a tal punto che alcuni simboli della divinit�, ad esempio il melograno, emblema della fertilit�, vennero in epoca cristiana attribuiti alla Madonna (si parla perci� di sincretismo religioso). 
Solo le testimonianze archeologiche aiutano ad avere un'idea sui primi tempi della nuova colonia, ad iniziare dalla data stessa, il 600 a.C. circa, ricavata dai pi� antichi materiali ritrovati nella zona. Nella seconda met� del VI secolo vennero tracciate le strade, edificato il tempio di Era, comunemente definito Basilica, verso il 530, e quello di Cerere intorno al 500 a.C., innalzati i primi monumenti pubblici dell'agor�; nel V secolo a.C. vennero invece costruiti il cosiddetto Tempio di Nettuno e l'ekklesiasteron, verso il 480-470 a.C., a testimonianza di cambiamenti avvenuti nelle istituzioni della citt�. Intorno al 400 a.C., come ci informa Strabone, i Poseidoniati ed i loro alleati soccombettero nella guerra contro i Lucani, un popolo di stirpe sannitica, la cui espansione aveva portato alla conquista delle citt� di Capua, Cuma e Napoli. Come spesso succede, conquistatori e conquistati si fusero tra loro, dando vita ad una cultura peculiare della quale sono una significativa testimonianza le diverse decine di tombe dipinte, che offrono la possibilit� di conoscere diversi aspetti della societ� e del costume pestano. La polis stessa assunse il nome lucano di Paistom. Verso il 335 a.C. Poseidonia venne occupata per brevissimo tempo dal re epirota Alessandro il Molosso, fratello della madre di Alessandro Magno, venuto in Italia, su richiesta dei Tarantini, per combattere contro le popolazioni italiche. Nel 273 a.C., verso la fine delle guerre tra Pirro e Roma, la citt� venne dedotta a colonia latina, prendendo il nome ufficiale di Paestum. I monumenti del Foro - uno tra i meglio conservati in Italia di epoca repubblicana - e le iscrizioni evidenziano un rapido processo di latinizzazione. Del resto tra Paestum e Roma vi fu un legame speciale, saldo e duraturo: dopo la sconfitta di Canne per opera del cartaginese Annibale, la citt� offr� persino tutte le patere d'oro dei templi per aiutarla, come testimonia lo storico latino Tito Livio; sensibile a tanta generosit�, Roma rifiut� l'oro, ma accett� il grano e consent� che l'ex-colonia greca coniasse moneta propria: fino all'imperatore Tiberio sulle monete si leggeva P.S.S.C., ossia Paesti signatum Senatus Consulto ("[moneta] Coniata a Paestum per decisione del Senato"). Sorsero in questo periodo il portico del Foro, le Terme, l'Anfiteatro ed il cosiddetto Tempio della Pace. Paestum conserv� grande importanza e splendore fino alla tarda et� imperiale (sotto Vespasiano nella citt� fu dedotta una colonia di veterani), ma, a partire dal III-IV secolo a.C., a causa delle mutate esigenze politiche di Roma, rivolte verso l'Oriente, cominci� un declino inarrestabile: nell'Alto Medioevo l'abitato si era ridotto ad un piccolo villaggio nella parte pi� alta, vicino al tempio di Cerere, trasformato in Chiesa cristiana, dove la popolazione vi si era rifugiata per sfuggire ai miasmi della palude che aveva invaso la parte bassa, a causa dei straripamenti del fiume Salso (chiamato anche Capodifiume).

Indice:
Introduzione
1. Vicende storiche
2. L'area archeologica
3. Il Museo archeologico
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Alcuni manifesti truccati del Grande Biscione

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