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Questa suggestiva descrizione di Paestum fu fatta da Goethe nel suo viaggio in Italia del 1787: una zona palustre, ammantata di vegetazione, disseminata da ruderi e vestigia dal fascino squisitamente romantico. Acquitrini e rovi, desolazione e animali selvaggi: la Paestum che vive nei versi di Virgilio ("le rose che fioriscono due volte all'anno"), di Properzio, di Ovidio, di Marziale, che afferma che le labbra delle fanciulle pestane sono rosse come le rose del luogo, era dunque questa, fino al 1746, quando, per ordine del re Carlo III di Borbone, l'architetto Gioffredo di Napoli esegu� disegni dei templi. � la riscoperta del sito: mentre Winckelmann ne volle suscitare l'interesse artistico-archeologico, conformemente agli interessi neoclassici, Goethe ne mise in risalto il lato romantico. Si intrapresero scavi con criteri scientifici, per�, soltanto a partire dagli Anni Venti, quando venne esplorata la zona attorno alla basilica, per poi proseguire a nord verso il Foro: tali operazioni si conclusero nel 1938. Emersero, dopo duemilacinquecento anni di oblio, il Tempio della Pace, il Bouleterion, il Comitium, la Porta Marina, l'Anfiteatro, mentre le mura ed il Tempio di Cerere vennero studiate pi� approfonditamente. Dopo il 1950 altri scavi intorno al Tempio di Nettuno ed alla basilica, oltre a riportare alla luce oggetti preziosi e stipi votive, permisero di conoscere meglio l'area del Santuario attorno al quale sorgeva una corona di templi minori e dodici altari in onore delle canoniche divinit� del Pantheon greco prima, latino in seguito. Tuttavia l'opera di riscoperta non si � ancora conclusa: appena un quinto della citt� originaria � venuta alla luce, la parte rimanente attende ancora di poter contemplare di nuovo la luce del sole Indice: Introduzione 1. Vicende storiche 2. L'area archeologica 3. Il Museo archeologico Un ringraziamento al nostro collaboratore Saverio, che si � impegnato affinch� potesse essere allestita quetsta sezione dedicata ai siti archeologici. Grazie S�! |
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