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che cosa sono i bootleg?



I bootleg sono registrazioni non ufficiali, come materiale registrato in studio e mai pubblicato ufficialmente o registrazioni amatoriali di concerti dal vivo, trasmissioni radiofoniche o televisive e a volte persino registrazioni di interviste. In generale, tutto il materiale che non è presente nella discografia ufficiale di un determinato artista viene considerato un bootleg.

Chi è che mette in giro i bootleg?

Normalmente, sono i fan che vanno ai concerti muniti di un registratore, più o meno nascosto (a seconda se un determinato artista permetta o no che si registri il suo concerto). Registrano il concerto, poi vanno a casa e lo riversano su cassetta, compact disc, ecc., finché il nastro non finisce nelle mani di qualcuno che decide di stamparlo come un disco normale e inserirlo nel normale circuito discografico (se le leggi del suo paese lo permettono. Altrimenti, lo si vende sottobanco in piccoli negozi specializzati, sulle bancarelle ecc...).
Questo almeno per la maggior parte dei casi. Però alcuni bootleg sono registrazioni prese direttamente dal mixer del concerto stesso, altri sono registrazioni fatte direttamente in studio, insomma, tutto materiale che non può essere saltato fuori senza la complicità di persone che lavorano nell'ambiente discografico. Altre invece sono registrazioni casalinghe nel senso stretto del termine - come, nel caso di bob dylan, i basement tapes (registrati nel garage di una casa privata insieme a the band) o la minnesota hotel tape, che Dylan registrò durante i suoi esordi a casa di una sua amica, una certa Bonnie Betcher. Poi ci sono i gruppi (come i peral jam) che addirittura registrano e vendono i loro bootleg tramite internet, quindi la fonte di un bootleg può essere molto varia.

Ma la qualità sonora fa schifo, vero?

Non è detto. Spesso è molto buona. A volte è uguale a quella dei dischi ufficiali. Altre volte non è eccezionale, ma comunque ascoltabile. Raramente è veramente inascoltabile.
Se il bootleg è un bootleg ufficale (come nel caso dei Pearl Jam), una registrazione in studio, oppure un Soundboard (quindi preso direttamente dal mixer del concerto) la qualità è paragonabile a quella di un disco ufficiale. Anche le registrazioni amatoriali sono spesso molto buone, soprattutto quelle degli ultimi dieci-quindici anni, quando sono apparse sul mercato apparecchiature di registrazione digitale che danno dei risultati ottimi (scordatevi il registratorino che si usa per registrare le lezioni all'univeristà, certi appassionati si dotano di apparecchiature molto sofisticate). Insomma, la qualità varia più tra l'ottimo e l'apprezzabile che non (come si tende a credere) tra l'orribile e il pessimo. E d'altronde, se fate un po' di ricerche su internet potete trovare dei siti che analizzano tutti i bootleg conosciuti di determinati artisti, e che danno anche un giudizio sulla qualità. In questo modo potete evitare brutte sorprese.

Da cosa deriva il termine bootleg?

bootleg originariamente era un termine per indicare i liquori di contrabbando, durante l'epoca del proibizionismo in america.

Qual è stato il primo bootleg?

"great white wonder", nel 1969, che conteneva alcune registrazioni casalinghe di Bob Dylan (alcuni brani suonati con The Band, che poi sarebbero stati pubblicati nei Basment Tapes, più alcune canzoni registrate nel 1961 in una casa privata di New York). Qui ci sono alcune foto e la scaletta, e qui c'è un articolo della rivista "rolling stone" che ne racconta l'uscita.

Ok, e dove li trovo questi bootleg?

la maggior parte della gente al giorno d'oggi se li scambia via internet - hai solo bisogno di un masterizzatore e di un po' di tempo e puoi trovarne quanti te ne pare, e assolutamente gratis, dato che il sistema si basa sullo scambio. Leggi la sezione apposita di questa guida. Se vuoi il bootleg vero e proprio, con una copertina vera e non masterizzato, devi invece cercare un po' in giro. Sicuramente non li troverai mai nelle grandi catene come ricordi o messaggerie musicali, devi cercare in negozi specializzati in rarità, mercatini, fiere per collezionisti eccetera.

Sono legali i bootleg?

E' difficile dirlo, e più che altro io non lo so. Ma andiamo con ordine. La vecchia legge italiana sul diritto d'autore rendeva semi-legali i bootleg. Chi ne voleva pubblicare uno, in genere scriveva sul retro una formula del genere "una somma per ogni copia stampata a titolo di equo compenso è stata depositata presso la banca xxx e sarà resa disponibile agli aventi diritto che ne faranno richiesta ecc..." ben sapendo che gli "aventi diritto" non si sarebbero mai presi la briga di reclamare il compenso minimo per copia stabilito dalla SIAE - una miseria rispetto ai guadagni cui sono abituati artisti come gli U2 o Bruce Springsteen. Non so quanto questo escamotage fosse veramente legale - probabilmente si basava sul fatto che le case discografiche non avevano interesse ad intentare cause contro questi bootleggers, ma sta di fatto che questi dischi potevano essere venduti legalmente nei negozi di dischi o in edicola (e avevano tutti il timbro della SIAE).
La nuova normativa sui diritti d'autore dovrebbe aver escluso questa possibilità, almeno a quanto ne so. Ma, a differenza di quanto avviene negli USA, il concetto di bootleg non è entrato nella legislazione, quindi capire lo status legale dei bootleg oggi in Italia è veramente difficile (se qualcuno ha più informazioni di me, mi scriva).

Sono legali gli scambi di bootleg fra collezionisti?

Questo è ancora più difficile da dire. Possiamo comunque dare due casi:
  • Alcuni artisti hanno esplicitamente concesso ai fan di registrare i loro concerti e di scambiarseli gratuitamente. I Perl Jam hanno messo in vendita i loro concerti, però anche loro permettono ai fan di scambiarseli. E quindi, in questi casi, non ci stanno problemi dal punto di vista legale.

  • Per una lista di artisti o gruppi che permettono lo scambio puoi andare su questo sito. Per scaricare del materiale live messo su internet con il consenso dei vari artisti, puoi andare su quest'altro. Si tratta però di elenchi limitati solo a musicisti di lingua inglese. Purtroppo nessuno ha mai fatto una lista del genere per gli artisti italiani, anche se la circolazione libera dovrebbe essere almeno nello spirito dei gruppi della scena punk e rap degli anni 80 e 90 come assalti frontali, 99 posse, franti ecc... se qualcuno ha dichiarazioni ufficiali da parte di gruppi o cantanti italiani, me lo faccia sapere in modo da poter fare una lista italiana.
  • Per quanto riguarda il resto, cioè gli artisti che non hanno mai permesso ai fan di registrare o scambiarsi i concerti (o che non hanno mai espresso una posizione in merito) la questione è più spinosa. La legge vigente sul diritto d'autore (in formato pdf) non prende neanche in considerazione un caso del genere, dato che parla di "opere destinate al circuito commerciale". Adesso, un bootlg è sicuramente una violazione del diritto d'autore (salvo casi come quelli ricordati sopra, di gruppi e artisti che permettono la diffusione di materiale non ufficiale), ma come va sanzionata? La legge non da una risposta chiara, e probabilmente in una causa del genere la discrezionalità del giudice giocherebbe una grossa parte.

    Nel febbraio del 2004 è apparsa la notizia secondo la quale un tribunale finlandese avrebbe riconosciuto ad Alanis Morrisette un indennizzo di 17000 euro da parte del proprietario di un sito che permetteva di scaricare bootleg di questa artista dal suo sito. Questo dimostra che offrire bootleg senza l'autorizzazione dell'artista è illegale, ma va comunque detto che la pena data dal giudice è comunque molto bassa, dato che in questo caso il materiale risiedeva su un server privato e poteva essere scaricato da un numero molto grande di utenti. L'assenza del fine di lucro è stata presa molto in considerazione dalla corte, dato che la multa che l'uomo ha dovuto pagare per attività illecita è stata praticamente simbolica (circa 400 euro). Comunque, va ribadito che la legge italiana potrebbe essere molto diversa (in meglio o in peggio)
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