Le favole di Fedro possono offrire interessanti spunti per costruire un percorso di lettura da proporre a studenti a livello iniziale che si proponga l’obiettivo di costituire un’enciclopedia di riferimento e fornire strumenti euristici di base.
Si selezioni un corpus di favole in cui lessico, strutture, personaggi, situazioni, dinamiche siano ricorrenti
A titolo esemplificativo si propone un adattamento della famosa favola di Fedro La volpe e l’uva (Fedro,IV,3) che si ipotizza inserita in un corpus di favole che ha come protagonista la volpe.
Si analizzi il testo per definire come e con quali strumenti uno studente principiante, dopo poche ore di latino, possa leggere e comprendere attivandosi e interagendo con il testo a livello
:
La volpe e l’uva
Vulpecula famelica alta in vinea uvam adpetebat: semel ac iterum strenue ad vineam saliit, sed frustra. Uvam tangere non potuit ( poté; possum, III pers. sing., perfetto); ita discessit atque dixit: “Nondum matura est: nolo acerbam su mere”
Testo originale
Fame coacta vulpes alta in vinea
Uvam adpetbat summis saliens viribus.
Quam tangere non potuit, discedens ait:
« Nondum matura est ; nolo acerbam sumere »
Qui facere quae non posunt verbis elevant,
adscribere hoc debebunt exemplum sibi.
Un intervento didattico volto ad indurre una riflessione sulle procedure e le strategie di comprensione ( anche per un testo di questo tipo: una favola, di argomento noto, strutturata in frasi semplici, quasi nucleari, per lo più coordinate fra loro, dal lessico facilmente comprensibile), potrebbe essere particolarmente utile, potrebbe infatti evitare che gli studenti, ingannati dalla facilità del testo, svolgano meccanicamente il compito di lettura, senza rendersi conto delle operazioni che compiono nell’elaborarlo ai diversi livelli.
Il testo semplificato, apparentemente molto facile, (vicino com’è nel tessuto linguistico all’italiano) può essere proposto anche a studenti principianti in un percorso di lettura-comprensione che voglia focalizzare in prospettiva metacognitiva le operazioni che la mente compie nell’attribuire significati al testo e nell’elaborare dati e informazioni. È importante prevedere sussidi, “assistenti di lettura”, che aiutino lo studente nell’esecuzione del compito prima e nella riflessione sul compito, dopo.
Sulla base delle note seguenti si prevedano opportuni sussidi di lettura (schede di approfondimento sulla favola nella letteratura classica e moderna, sull’opera di Fedro, schede lessicali…)
· La storia, piuttosto conosciuta, forse già letta o ascoltata in un rifacimento o in traduzione, dovrebbe facilitare lo studente nella lettura. Riconoscerà il topos e la cornice di riferimento, potrà quindi fare previsioni sul contenuto e sullo svolgimento degli eventi, ipotizzare una serie di azioni, probabilmente indicate in successione da più verbi, individuare con relativa facilità la predicazione verbale e il rapporto fra la predicazione e gli altri argomenti della frase, utilizzando nel riconoscimento i nuovi indicatori appena appresi accanto a, o al posto di, quelli a cui è abituato per la lingua 1, l’italiano, e la/le lingua/e 2 di cui ha già fatto esperienza: desinenze, concordanze, ordine delle parole. Saprà di non poter fare affidamento sulla presenza dell’articolo[1], sconosciuto alla lingua latina, per prevedere natura e funzione delle parole ma di doversi preoccupare della desinenza, che gli potrà dare informazioni sulla natura della parola e indicare, per i nomi e i pronomi, oltre il genere e il numero, il caso e quindi la sua funzione nella frase. Comincerà a verificare che l’ordine delle parole nella frase latina (ordine libero) è diverso da quello della frase italiana.
LAVORARE SUL TESTO
Letto e compreso il testo, potranno essere proposte agli studenti attività per la sua interpretazione. Ad esempio per la favola La volpe e l’uva gli studenti potranno essere invitati a formulare ipotesi sulla morale della storia, non espressa nel testo semplificato. la ricerca della “morale”, sempre presente nelle favole di Fedro, potrebbe essere l’occasione per presentare e leggere il testo in versione originale (corredata da traduzione) e per avviare una discussione sul filo rosso che lega antropologicamente la nostra cultura a quella di cui Fedro è espressionee verificare se ancora oggi sia vero che coloro che (qui) svalutano l’importanza (verbis elevant) di ciò che non possono fare ( facere quae non possunt) dovranno considerare valido questo esempio per sé (adscribere hoc debebunt exemplum sibi)
Qui facere quae non possunt verbis elevant,
adscribere hoc debebunt exemplum sibi.
La lezione di Schank che invita a separare l’insegnamento della lingua dall’insegnamento della lettura vale anche per l’insegnamento delle lingue classiche.
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[1] L’assenza dell’articolo implica anche una diversa procedura nell’elaborazione morfosintattica del testo: in italiano prima di leggere la parola la presenza o l’assenza dell’articolo o di una preposizione semplice o articolata delimitano il campo delle previsioni possibili a livello morfologico e sintattico, in latino occorre leggere tutta la parola e soffermarsi sulla sua desinenza per ipotizzare a posteriori la natura della parola e la relazione che intercorre tra quella parola e tutte le altre della frase.
[2] La competenza lessicale in italiano sarà determinante nel riconoscere alcuni termini