Storie di "cittadini attivi"

 

Nel 1992 sono entrato nel Movimento Federativo Democratico di Firenze. Per nove anni ho contribuito alle iniziative e alle attivita' della sezione; prima come semplice cittadino, poi come segretario provinciale e infine come Coordinatore dell'Assemblea.
Ho contribuito alle attivita' di promozione, di tutela dei diritti, di finanziamento, di interlocuzione con le istituzioni e con i vertici dell'amministrazione sanitaria, ecc.

Ho parteciapto alla stesura dei famosi protocolli, delle Carte dei Diritti, delle Carte dei Servizi, alla ricerca di adesioni per l'Assemblea, al Pit Servizi, Stazioni aperte, indagini varie, ecc.

Potete immaginare i costi (tempo, denaro, energie, ecc.) per accreditare, promuovere e tenere attiva una sezione di una grande citta'. Moltissime uscite pubbliche. Migliaia di casi di tutela.

Poi nel maggio 1999 un cittadino mi chiede di inviare ad alcuni enti pubblici un suo esposto relativo ad una RSA. L'RSA in questione cita  per danni il sig. Bellucci e me come rappresentante del TDM. La denuncia con una richiesta danni di duecento milioni per me e altrettanti per il sig. Bellucci ha certamente scopo intimidatorio, ma tant'e'.

Ho scoperto cosi' che non solo ho profuso il mio impegno per anni, non solo ho sostenuto le spese della sezione, ma anche che mi devo assumere i rischi penali e civili dell'attivita'. Informo il segretario regionale Amadei della vertenza giudiziaria: la citazione ha scopo intimidatorio, bisogna fare vedere che siamo compatti, forti.

In realta' inizia il processo, si succedono le udienze, ma dalla Segreteria regionale nessun appoggio, nessuna  azione concreta. Anzi, si succedono le udienze e si viene a sapere che il Segretario regionale non ha nemmeno informato la Segreteria regionale del fatto che il coordinatore dell'Assemblea di Firenze ha un processo in corso per attivita' svolta nel Tribunale per i Diritti del Malato.

Il commissariamento

- 22 settembre 2000: si tiene a Livorno una riunione della segretaria regionale per discutere, tra l'altro, il "caso Martelli", nuovo membro dell'Assemblea di Firenze. In questa  riunione viene deciso di espellere dal Movimento Martelli e viene anche deciso di convocare l'Assemblea territoriale di Firenze per la verifica politica del suo coordinatore.

- Il 6 novembre 2000 si tiene questa riunione dell'Assemblea territoriale di Cittadinanzattiva di Firenze. L'Assemblea rinnova la fiducia nel sottoscritto come suo Coordinatore. Il Segretario regionale Amadei abbandona la riunione. Uscendo sbotta: quello che ha detto il Coordinatore dell'Assemblea ha "ha aggravato la sua posizione".

- 19 dicembre 2000:  il Segretario regionale propone al Collegio di Garanzia l'esclusione di Nardo Bonomi da Cittadinanzattiva e dispone l' "immediata sospensione cautelativa da ogni attivita' e dall'uso dei nomi e dei simboli del Movimento".

- aprile: Amadei nomina due Commissari dell'Assemblea di Firenze: Carlo Cipriani e l'avvocato Fabrizio Di Donato. Interpretando a piacere lo Statuto, da questo momento in poi io non vengo piu' informato, convocato, ecc. I Commissari iniziano attivita', convocano riunioni, travalicano probabilmente l'attivita' di ordinaria amministrazione.

- 9 maggio 2001: il Collegio di Garanzia rigetta la proposta di esclusione di Nardo Bonomi. Ne' il Segretario regionale, ne' i Commissari informano l'Assemblea dell'esito del procedimento disciplinare.

- 24 maggio 2001: lettera del Segretario regionale con nuove false accuse, nuova proposta di esclusione al Collegio di Garanzia e nuova "immediata sospensione" (senza termini). Amadei fa come se il Collegio di Garanzia non si fosse gia' pronunciato rigettando la proposta di esclusione.

- 28 maggio 2001: lettera del Segretario Amadei alla Regione Toscana, al Comune, alle Aziende sanitarie, alla stampa, ecc. con oggetto: "dottor Nardo Bonomi, Disconoscimento di qualsiasi titolo a rappresentare Cittadinanzattiva e le sue reti, fra cui il Tribunale per i Diritti del Malato". Lettera con gravissime, false e calunniose affermazioni di Amadei:
- scrive due volte che io sono "fuori dal movimento" dal 19 dicembre (!).
- Rinnega il mio operato.
-
Non dice che nel frattempo il Collegio di Garanzia si e' pronunciato a mio favore.
- Comunica che il Tribunale per i Diritti del Malato di Firenze ha come recapito lo studio dell'avvocato Di Donato.

Amadei ha sempre ribadito che soltanto il Segretario regionale rappresenta il Movimento in sede giudiziaria. Infatti Amadei si costituisce parte civile ai processi. Ora, non soltanto non ha fatto niente per costituirsi in difesa del Coordinatore al processo, ma al contrario lo delegittima politicamente ma soprattutto in sede giudiziaria.

- 14 luglio: lettera da cui desumo che un secondo tentativo di buttarmi fuori attraverso il Collegio di Garanzia non e' riuscito (nessuno mi ha mai avvisato). Qui mi si accusa delle cose piu' strampalate, es. di aver restituito un cellulare giocattolo. Nonostante le precedenti pronuncie del Collegio di Garanzia in questa lettera Amadei insiste con "l'immediata sospensione cautelativa". Cautelativa probabilmente in attesa del Congresso. Infatti scrive che nella prossima riunione del Congresso regionale della Toscana presentera' la proposta per la mia "decadenza da qualsiasi incarico di rappresentanza o coordinamento da Cittadinanzattiva". Ma gli conviene far passare il tempo prima che si riunisca il Congresso regionale.

Nel frattempo Amadei continua ad accreditare lo "studio Di Donato" ed a delegittimare il coordinatore eletto dall'Assemblea.

- Il 17, il 18 ed il 21 ottobre Nardo Bonomi invia al Collegio di Garanzia tre " richieste urgenti di parere ed interpretazione dello Statuto" affinche' si pronunci sui fatti.

Sfruttamento

Mentre scorreva questo inutilissimo inchiostro, Amadei commissariava   l'Assemblea di Firenze ed il Tribunale per i Diritti del Malato. Quindi i due Commisari fidati e con l'evidente consenso del Segretario regionale facevano impunemente cio' che segue.

-  un Commissario (Cipriani) si e' candidato alle elezioni continuando a svolgere il ruolo di responsabile di Cittadinanzattiva in evidente contrasto coll'art. 20 comma 6 dello Statuto.

- l'altro Commissario (Di Donato) ha sostituito il Tribunale per i Diritti del Malato col suo studio legale, ecc., annullando quasi completamente le attivita' del Movimento.

Insomma, prima il Segretario regionale non ha fatto niente per difendere un Coordinatore che ha ricevuto una denuncia per attivita' a favore del Movimento.
Anzi, il Segretario regionale ha continuato a disporre deferimenti del sottoscritto al Collegio di Garanzia (tutti andati a vuoto), sospensioni cautelative (mai revocate) in attesa delle pronuncie, sospensioni in attesa del Congresso regionale (convocato dopo più' di un anno), ecc.

Poi nonostante le pronuncie del Collegio di Garanzia, pronuncie contrarie alla mia esclusione dal Movimento, il Segretario regionale Amadei non ha mai rettificato o ritirato la lettera del 28 maggio "dottor Nardo Bonomi, Disconoscimento di qualsiasi titolo a rappresentare Cittadinanzattiva e le sue reti, fra cui il Tribunale per i Diritti del Malato, ecc." inviata a tutti i principali enti cittadini, provinciali e alla stampa.

Anzi. Il 16 novembre 2001 si pronuncia nuovamente il Collegio nazionale di garanzia. Nardo Bonomi e' a "pieno titolo aderente all'associazione Cittadinanzattiva". Ancora una volta la via disciplinare e' andata buca.

- 8 dicembre 2001. Viene convocato il Congresso regionale della Toscana. All’ordine del giorno "sospensione dal movimento per un anno e . . . decadenza da incarichi di rappresentanza o coordinamento" di Nardo Bonomi, coordinatore dell’assemblea di Firenze". E' passato un anno dall'inizio della vicenda e nel frattempo il segretario regionale ha mandato alla stampa lettere diffamatorie, il Commissario del Tribunale del Malato ha trasferito la sede senza il consenso della maggioranza dell'assemblea, ha fatto pubblicita' allo studio legale per mezzo delle brochures dell'azienda sanitaria. . . l'attivita' della sezione e' stata quasi annullata.

Il Congresso regionale

Al Congresso regionale viene illegittimamente negato il diritto di voto a Nardo Bonomi. Ora, se si deve votare per la sua esclusione dal movimento, significa che formalmente e' ancora nel Movimento ed in carica. Ma questi sono evidentemente per Amadei capziosi formalismi. Meglio negargli il voto e basta. Anzi meglio negargli anche il verbale della seduta.

Viene votato un provvedimento (a questo punto politico, non piu' disciplinare) di sospensione per un anno dal movimento e di decadenza dagli incarichi di rappresentanza e di coordinamento.

Nessuno dei presenti e men che mai il Segretario regionale accenna ai debiti della sezione fiorentina nei confronti del Coordinatore, alle denuncie che questi ha ricevuto per attività a favore dell’associazione. Nessuno parla della difesa del coordinatore che viene a questo punto estromesso senza difesa. Anzi.

E a Roma? A questo punto il Segretario nazionale avrebbe tutti gli elementi per prendere iniziative politiche, per decidere come difendere un membro della sua associazione che ha ricevuto una denuncia. Invece continua a  difendere l'operato dell'avvocato Di Donato. Avvocato che a questo punto ricopre l'incarico di Presidente del Collegio di Garanzia, Commissario dell'Assemblea territoriale di Firenze, avvocato coordinatore di Giustizia per i Diritti a Firenze, aderente a Giustizia per i Diritti che assegna le pratiche di consulenza, ecc.

- 10 dicembre 2001 Amadei notifica il provvedimento del Congresso al Coordinatore dell'Assemblea di Firenze.

- 9 gennaio 2002 Nardo Bonomi richiede copia del verbale del Congresso "per ricorrere avverso le decisioni del congresso" (art. 21, comma 5 dello Statuto di Cittadinanzattiva).

Si va verso il Congresso nazionale, urge fare il passo finale. Il Commissario convoca l’Assemblea territoriale di Firenze per il 16 febbraio 2002. Nella lettera di convocazione leggiamo che c’è da eleggere il coordinatore e due delegati al congresso Regionale. Ma nessuno ha mai comunicato all'Assemblea che due delegati erano decaduti.

Alla riunione partecipano almeno due avvocati, due clienti degli stessi, il segretario regionale e altre tre persone.

Perche' solo tre persone? Perche' gli iscritti all'Assemblea hanno capito l'ipocrisia: prima con altisonanti parole ("allargamento della partecipazione", "democrazia", "elezioni",  ecc.)  si convoca l'assemblea. Poi si richiedono candidature, si elegge un coordinatore e si scelgono dei delegati al Congresso regionale in vista del Congresso nazionale.

Poi gerarchicamente viene deciso il trasferimento della sede, vengono disposte sanzioni disciplinari, gerarchicamente viene deciso commissariamento dell'assemblea, lo sputtanamento del coordinatore,  la sostituzione dei delegati, ecc.

Nella riunione, diciamo "ristretta" dell'assemblea territoriale viene decisa la prosecuzione del commissariamento. Che e' poi quello che conviene ai presenti:  cosi' si e' annientata l'attivita', ma si e' mantenuto il recapito.

Ma gli scritti vogliono vederci chiaro. E chiedono una verifica del funzionamento dell'assemblea di Firenze ai sensi dell'art. 2 dello Statuto.

Ora, cosa rispondera' alla richiesta di verifica questa persona che e' contemporaneamente Presidente del Collegio di Garanzia, Commissario dell'Assemblea territoriale di Firenze, avvocato coordinatore di Giustizia per i Diritti ecc.?
Bell'esempio di organo monocratico!

Imputato di Cittadinanzattiva

L'avvocato Di Donato, ricordiamolo, e' stato  incaricato dal movimento di difendere Nardo Bonomi, poi ha accettato la nomina a Commissario e poi ha ricusato l'assistito per "mancanza di fiducia". Nel frattempo si ritrova lo studio pubblicizzato dall'Azienda sanitaria come recapito del Tribunale per i Diritti del Malato di Firenze. A questo punto l'avvocato di Cittadinanzattiva, dopo averlo difeso per conto del movimento, rimette un conto intimidatorio al coordinatore dell'Assemblea di Firenze. E dopo pochi giorni rimette un'altro conto.

    Sia il segretario regionale che il segretario nazionale hanno appoggiato senza riserve l'operato dell'avvocato. Non una parola in difesa del Coordinatore dell'Assemblea. L'avvocato Di Donato avrebbe reso un servizio al movimento trasferendo il recapito del Tribunale per i Diritti del Malato nel suo studio. E perche'? Mancavano spazi a Firenze? Qualsiasi ente locale, ospedale avrebbe potuto dare uno spazio e infatti le altre associazioni hanno sedi proprie, presso enti o centri civici, ecc.

Ora, per attivita' di tutela svolta a favore del movimento, Nardo Bonomi ha ricevuto intimidazioni ed una richiesta di risarcimento. Sono passati anni, siamo prossimi alla sentenza del processo e ne' il Segretario nazionale, ne' il Segretario regionale hanno fatto qualcosa in appoggio di un membro che ha subito un'azione intimidatoria. Vi ricordate lo slogan "Imputati di cittadinanza attiva"?

Evidentemente ci sono cittadini che meritano di essere messi in mostra come esempio perché hanno dipinto strisce pedonali o pulito un'aiuola, e membri del Movimento che dopo anni di attivita' vengono lasciati soli perche' siano minacciati, denunciati, sputtanati.

Quest'opera di delegittimazione a danno del coordinatore deve aver giovato all'attivita' del Commissario. Di Donato imbaldanzito ora manda conti a nome di Cittadinanzattiva e minaccia vie giudiziali. La situazione a Firenze e' certamente ben nota ad Amadei ed al segretario nazionale: la candidatura di Cipriani e' stata sui mass media, Di Donato ha pubblicizzato ancora oggi il numero del suo studio attraverso i supporti di PR dell'Asl e delle Aziende ospedaliere. Lo stesso Amadei ha presentato lo studio Di Donato come il recapito del Tribunale per i Diritti del Malato di Firenze (vedi sua lettera del 28 maggio 2001).

Dopo nove anni di attivita' ed impegno Nardo Bonomi e' strato "buttato fuori" con debiti e cause civili e penali pendenti. Poi le sigle che abbiamo contribuito ad accreditare,  promuovere e divulgare sono "usate" da un paio di persone. I cittadini fiorentini se ne sono andati quando hanno visto che l'Assemblea (che aveva rinnovato la fiducia nel suo Coordinatore) veniva scavalcata gerarchicamente dalla Segreteria regionale, quindi commissariata ed infine utilizzata. La segretaria regionale nega persino  i verbali, negando cosi' ogni  possibilita' di ricorso.

Ancora oggi chi cerca il Tribunale per i Diritti del Malato di Firenze trova pubblicato il numero dello studio di un avvocato.

Hanno calpestano le norme statutarie liquidando una sezione e decidendo gerarchicamente trasferimento di sede, commissariamento, sospensioni, decadenze, ecc.
L'Assemblea si riunisce con meno di un decimo degli iscritti.

Il rag. Roberto Montagnani, membro da almeno otto anni del Movimento Federativo ed iscritto all'Assemblea di Firenze ci dice che nella riunione del 16 febbraio ha chiesto al commissario Di Donato l'elenco degli iscritti all'Assemblea di Firenze. Da allora, nonostante i solleciti, non ha ricevuto alcuna risposta.


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