S. ROCCO "ALLE FONTI"

 

Era una cappella della Compagnia del SS. Sacramento e di S. Rocco, definita "fuori le mura e presso le fonti di Campiglia". Non è attualmente nota la sua data di fondazione, anche se è sicuramente precedente alla metà del sec. XVII.

La sua dislocazione si può desumere dal nome: le "fonti" di Campiglia fuori le mura sono piccole sorgenti raggiungibili in pochi minuti per il vecchio sentiero che sale verso Campigliola. Qui si trova un casale oggi abbandonato denominato "Podere S. Rocchino", costituto da un’unica stanza con un ambiente sottostante, usato come stalla o magazzino quando l’edificio era abitato. La struttura architettonica, tuttavia, con porta centrale, monocolo sovrastante e due finestrelle sulla parete di fondo, fa pensare come prima destinazione ad un rustico edificio ecclesiastico piuttosto che ad una casa d’abitazione .

La relativa lontananza dal paese potrebbe inoltre suggerire, insieme all’intitolazione al Santo che per eccellenza protegge dalla peste, l’idea di un lazzaretto: gli ammalati avrebbero potuto trovare una sistemazione nell’ambiente inferiore, che ha un suo ingresso indipendente. La Compagnia di S. Rocco avrebbe in seguito continuato ad usare l’edificio per le proprie devozioni, salvo poi costruire una nuova cappella - o ampliarne una già esistente - più vicina al centro del paese nel terzo quarto del sec. XVII.

Che S. Rocco alle Fonti fosse più antica dell’altra chiesa omonima è suggerito dal fatto che i confratelli vi celebravano la festa del Santo titolare , mentre nell’altra chiesa si tenevano le sacre funzioni per l’Ascensione e il Corpus Domini, legate - soprattutto la seconda - all’intitolazione al SS. Sacramento, assunta dalla Compagnia nel 1570 in aggiunta a quella di S. Rocco . Anche le dimensioni dovevano essere minori: lo attesterebbe la presenza di un solo altare rispetto ai tre dell’altra chiesa. E’ possibile quindi pensare che il "nuovo" S. Rocco sia stato costruito per ragioni di comodità e di prestigio.

Quando, tra il 1665 e il 1679, si portano avanti i lavori per S. Rocco "maggiore", la chiesetta "alle Fonti" non viene dimenticata, ma le spese per la sua manutenzione sono abbastanza sporadiche e modeste, come appare dal libro delle entrate e delle uscite dei Camerlenghi.

Dopo l’abolizione delle Compagnie laicali (1785) è possibile che la prima delle due chiese omonime ad essere soppressa ed unita patrimonialmente alla parrocchiale sia stata S. Rocco alle Fonti , perché il beneficio legato al suo unico altare, quello istituito nel 1665 per testamento di Giovanni Angelo Marianelli e intitolato a S. Pietro in Vinculis e a S. Giovanni ante Portam Latinam, risulta traslato in S. Biagio all’altare dei SS. Pietro e Paolo, sempre comunque di patronato Marianelli.

Non si comprende invece se si parli di S. Rocco o di S. Rocco alle Fonti quando nel 1834 il vescovo Giovanni Sergardi Bindi rimprovera il parroco Giovacchino Lenzini di non essere riuscito, a causa delle sue maniere inamabili, a indurre i fedeli a salvaguardare "la chiesa di S. Rocco oggi perduta"

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