Da un luogo qualunque
della Città d'Acqua e di Terra,
martedì 30 marzo 2004
Al Sindaco Paolo Costa,
Al ViceSindaco Michele Mognato,
Al ProSindaco Gianfranco Bettin,
Agli Assessori,
Ai Consiglieri Comunali,
A Tutta la Cittadinanza.
Ci rivolgiamo a Voi,
che siete i rappresentanti politici
di questa nostra comunità. Della
sua unicità, della sua specialità,
delle sue differenze.
Ci rivolgiamo a Voi
come tifosi e cittadini alla vigilia
di un incontro per noi fondamentale
per il futuro di quella che è
la realtà sportiva più
rappresentativa della nostra comunità.
Una realtà capace, per l'originalità
della sua storia sociale, di simboleggiare
il legame indissolubile tra la Città
d'Acqua e quella di Terra.
Avevamo richiesto questo
incontro per discutere con Voi del Nuovo
Stadio di Tessera perché, attraverso
la partecipazione attiva dei tifosi
e dei cittadini, l'occasione che la
comunità di Venezia e Mestre
si accinge a vivere con la costruzione
del primo stadio italiano del nuovo
millennio non vada sprecata.
Riteniamo infatti fondamentale
che la nostra Comunità si distingua
per un Progetto innovativo.
Una struttura veramente vicina ai cittadini,
non legata al business mediatico e commerciale,
causa principale della crisi finanziaria
e di credibilità che vive il
calcio.
Una struttura che conservi la specificità
di spazio pubblico che lo stadio ha
sempre avuto nella cultura sportiva
del nostro paese.
Che non mortifichi la cultura popolare
del tifo, l'aggregazione spontanea,
la mobilità degli spettatori
nei settori popolari, quella socialità
che fa delle curve uno dei più
affollati luoghi dell'aggregazione sportiva
e giovanile.
Che possa essere punto d'incontro di
attività sociali e culturali
che, già in questi anni, varie
associazione orbitanti nell'universo
calcistico e non hanno avuto modo di
realizzare.
Attività che possono essere a
tutti gli effetti una reale alternativa
alla, finora unica, inutile e pericolosa,
via della repressione per quanto concerne
il fenomeno della violenza negli stadi.
Pur tuttavia, i temi
in agenda non possono non tenere conto
di due fattori dirompenti.
In primo luogo la crisi complessiva
del pianeta calcio: il modello del footballbusiness
sta mostrando tutti i suoi limiti ed
i danni che ha prodotto ai valori e
all'etica sportiva, e non solo, sono
evidenti e sotto gli occhi di tutti.
Infine la situazione disatrosa in cui
versa la società arancioneroverde.
La stucchevole querelle DalCin-Carrano
e la difficile situazione economica
ben fotografata da recenti inchieste
giornalistiche ci preoccupano non poco.
Come tifosi e come cittadini non vogliamo
nemmeno pensare che la sopravvivenza
della nostra squadra del cuore debba
dipendere da un decreto vergognoso come
quello spalmadebiti di cui si discute
in questi giorni.
Fatto lo stadio bisogna
quindi rifare il pallone.
Il rischio che corriamo è quello
di ritrovarci con un contenitore vuoto
o, peggio, riempito da un business sempre
più incorretto, senza più
regole uguali per tutti o certe per
tutti, se non il dominio del più
arrogante.
Uno spettacolo, non più sport,
ad alto contenuto dis-educativo. Il
grande progetto dello stadio merita
di essere completato sviluppando nella
nostra comunità una cultura sportiva
corretta, basata sulla partecipazione
attiva.
La sfida che abbiamo davanti, tutti
noi, tifosi, cittadini, e perché
no rappresentanti della nostra comunità,
è quella di costruire una società
sportiva alternativa alle logiche speculative
ed immorali del calcio di oggi.
Una società sportiva la cui proprietà
sia garantita da una public company,
fatta di aziende private e di interesse
pubblico, di tifosi e di cittadini.
Una società con valori etici
e sportivi, da esibire come fiore all'occhiello
della nostra comunità.
Una società sportiva che nobiliti
il nostro nuovo stadio.
Una società sportiva da amare
a prescindere dai risultati, perché
come Voi ben sapete, il pallone è
rotondo..
Ci dica Sindaco, diteci Voi tutti, la
nostra comunità sa ancora sognare?
Comitato Per
Uno Stadio In Terraferma in rappresentanza
dei gruppi del tifo organizzaro arancioneroverde
e associazione NoiUltrasVeneziaMestre